seppuku il lato oscuro del lato oscuro del TG4
  • Scritto il 25 maggio 2009 in Banane, Lols, Riflessioni

    Non contenti del bashing di buona parte della popolazione cosciente, ora se lo fanno da soli ! Dopotutto Alemanno lo puoi anche chiamare terrone ma se gli dai del negro si incazza come una bestia.

    Comunque vogliamo chiamarlo, in qualsiasi forma si tenti di dire che l’antiberlusconismo è un autogol per la sinistra, e tutte le cazzate che si possono leggere in ogni mezzo d’informazione sovversivo, da L’Avvenire a MicroMega, super elastic bubble plastic è uno cui piace la carne fresca.

    noe

    Ecco cosa mancava

    Come dargli torto, dopotutto è questa la cosa che lo rende comune a buona parte dei condannati per reati a sfondo sessuale, dei pedofili, e dei Billy Ballo di tutta Italia.

    Nel frattempo però che il pedobrianzolo risponda senza piagnucolare – da sé o per bocca di altre cose, persone o Bonaiuti – c’è una serie di vicende che da un po’ di tempo a questa parte sta facendo notare un vuoto normativo abbastanza grottesco.

    In UE le leggi sulla privacy sono abbastanza restrittive. Negli USA no, e come sanno tutti quelli che conoscono la differenza fra seppukubukkake, negli USA esiste(va?) un programma simpatico che si chiama(va?) To Catch a Predator. Il giochino era il seguente:

    1. Finta minorenne entra in una chat.
    2. Vero sfigato ( possibilmente over 30 ) la adesca.
    3. Vero sfigato ci prova in tutti i modi ( possibilmente mandandole le foto del suo uccello ).
    4. Vero sfigato le dà appuntamento.
    5. Vero sfigato si presenta all’appuntamento.
    6. Partyvan ! E tutto senza censura.

    La morale quindi era “non adescare minorenni in chat perché potrebbe essere una trappola che ti farà arrestare in mondovisione, CIAO MAMMA !”

    Il problema è che quelle che si fanno adescare non sempre sono esche di Chris Hansen, e né sono persone “non consenzienti”, ma semplicemente prove del fatto che “so’ tutti froci cor culo de l’artri”; nonostante si senta tutti i giorni chiunque – anche le peggiori troie – sproloquiare di valori e morale nessuno va effettivamente ad analizzare pro e contro dell’improvviso abbassamento dell’età media di approccio al sesso dei minorenni.

    Sul fatto che sia “improvviso” avrei qualche dubbio, anche perché probabilmente tutto ciò è manifesto solo a causa della capillarità dell’informazione degli ultimi tempi, però sta di fatto che per colpa di queste cose gente come la Carfagna sono diventate persone “da rispettare per la loro carriera politica”, e le sentenze che riguardano reati a sfondo sessuale sono sempre più confuse perché sono diventati troppi i precedenti di “errori giudiziari” ( per uno degli ultimi casi mediatici non hanno esitato a beccare i primi due albanegri che han trovato ) e, soprattutto, quelli di “molestia consenziente”, e così via, come il caso di una demente che denunciò uno per violenza sessuale senza che poi questa fosse mai avvenuta, e a riprova di ciò non le hanno creduto anche se lo “stupratore” era negro – forse negli USA avrebbe funzionato.

    Fatto sta che appunto una decina di anni fa quando le mie compagne di classe delle medie erano abbastanza veloci a dare la risposta a domande dei test del Cioè quali “quale è la quantità media ‘espulsa’ in un’eiaculazione ?”1, non mi sarebbe sembrato tanto strano vedere una di loro in un di quegli articoli di giornale, ovviamente non per “pregiudizio nei loro confronti” ma perché “this is what you get”.

    Ovviamente sarebbe una cazzata magistralis proibire a priori che le ragazzine leggano Top Girl, esattamente come è una cazzata magistralis la Porno Tax di Tremonti, che oltre ad essere una cosa illiberale decimerebbe totalmente la videoteca di quasi tutti i membri del governo2.

    Quello che è diventato “grottesco”, come appunto detto varie righe fa, non è tanto che ALLE TREDICENNI PIACE IL CAZZO, MA SOLO SE ALMENO TRE ANNI PIÙ GRANDE, perché questo si trova in qualsiasi banco di scuola, ma che la questione “sesso e minorenni” è diventata esattamente come la questione delle droghe: che ci sia o meno un divieto legislativo sembrano essere di più a guadagnarci – da entrambi i lati – che a perderci.

    Se sei arrivato qui in fondo pensando “e quindi ?”, aspettandoti qualcosa di propositivo rimarrai deluso; dopotutto non sono una minorenne, e probabilmente nemmeno tu, quindi evviva !

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    1. la risposta era “una tazzina da caffè”, io non ero stato così veloce
    2. a scanso di banalità sulla parola “membri”; i membri dei membri ? Mah.
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  • Scritto il 3 maggio 2009 in Banane

    È molto chiacchierato l’ultimo rapporto di Freedom House che declassa l’Italia a “paese parzialmente libero”, per quanto riguarda l’informazione. Detto in parole povere, il resto del mondo si è accorto che la stampa italiana è fatta per metà di pesci abissali e per l’altra metà di pesci abissali venduti.

    Le notizie più lette più recenti riguardano le costose scarpe di Michelle Obama in un evento che riguardava la povertà, e l’annuncio -preventivo- di un divorzio che farà parlare ancora per molto la stampa autorevole italiana, dal Corrierino a Novella 2000. Tre dei primi cinque articoli più letti del Corrierino di oggi riguardano per l’appunto questa gran notizia, un altro è una specie di articolo di gossip sempre in materia governativa, e un altro ancora riguarda Sergio Castellitto, un attore che il resto del mondo non invidia.

    Istallazione

    Istallazione

    Si possono aggiungere altre cose. Ad esempio, ad accompagnare la recessione c’è un’escalation di idiozia palpabile dentro e fuori dalla televisione; basta girare su un qualsiasi aggregatore di blogs con immaginette del centrodestra. Innanzitutto è abbastanza curioso vedere che ci sono ambiti in cui la pubblicità è totalmente gratuita, ma leggendo i vari contenuti si trovano cose che vanno dalle analisi di economisti alle prime armi ( in genere solo militanti di partito con alpiù un diploma di ragioneria ) alla “cronaca” che riguarda in genere xenofobia à la Resist Comics e “quanto è brutto Dario Franceschini”.

    candidature

    E tutto ciò solo nei titoli.

    Spostandosi verso l’attualità si trovano le varie misure inesistenti contro la recessione, perché l’Italia se ne tirerà fuori meglio degli altri Paesi semplicemente aspettando, gli operai che continuano a morire come mosche, i negri che stuprano e uccidono, persino all’aria aperta, e così via.

    Tolta la questione FIAT-Chrysler, che non deve sorprendere più di tanto, visto il precedente TATA-Jaguar ( e Land Rover ) l’attualità italiana è più o meno quella di un paese est europeo un paio di anni dopo la caduta del muro, contando le questioni inerenti la stampa e la collusione della criminalità organizzata con … tutto; raccogliamo i pezzi, ma attenzione agli sciacalli.

    I titoli dei giornali esteri sembrano leggermente diversi, ma se non lo sono i titoli spesso sono diversi comunque gli intenti.

    Su Nature di questa settimana c’è un pezzo relativamente corto che si intitola Obama Says More Money; c’è l’intenzione di portare gli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL, che è anche uno dei vari obiettivi UE che alcuni si son dimenticati, come il paese che santifica letteralmente una persona tascabile arrogante che si è fregiato del merito di aver ridotto le assenze per malattia dei dipendenti pubblici con una legge che gli taglia lo stipendio – wow, chi l’avrebbe mai detto che sarebbe finita così. Da notare che l’Italia è anche uno dei pochi posti in cui le consulenze tecniche sono occupate solo da avvocati ed economisti, e questo è il motivo per cui l’ultima parola sui piani energetici e sulle leggi inerenti le telecomunicazioni provocano costantemente disastri.

    Ovviamente non c’è speranza che al TG1 ci sia qualcuno con una laurea vera, o quanto meno con un cervello vero, perché nessuno ha mai chiesto a Gasparri – quando scrisse l’omonima legge – come tecnicamente avesse intenzione di intervenire nei confronti dei proprietari di reti wireless, visto il divieto di fuoriuscita delle onde elettromagnetiche nel suolo pubblico. Questo vale per molte altre leggi, però la cosa ironica è che non solo l’unica voce mainstream a riguardo è Beppe Grillo, ma nessun partito di opposizione parla di queste cose; chissà perché …

    Tornando agli USA, la scelta è vista di buon occhio da tutti, anche se visto che buona parte ( due terzi ) di quel 3% andrebbe al settore privato, che è lo stesso settore privato in ginocchio, beh …

    In materia di energia sempre su Nature si legge di un impegno del Giappone riguardo al solare; in breve, i giapponesi sono un po’ incazzati per aver perso il primato ( cedendolo prima alla Germania e poi alla Spagna ) della produzione di energia solare, e quindi hanno un po’ di voglia di riscattarsi.

    Tutto ciò nonostante le perdite colossali di Toyota e Mitsubishi e la recessione che colpisce un po’ tutto.

    Probabilmente la frase che colpisce di più è “Germans do it because it is profitable, but there’s no profit for the Japanese”, dritta dal ministero per l’energia.

    L’unica notizia di attualità che riguarda l’Italia è il centenario di Rita Levi Montalcini.

    Per il resto è impossibile leggere in qualche giornale novità in ambito scientifico o di ricerca, perché è ben più importante sapere dove sarà il pastore tedesco nelle prossime due settimane, e al Corrierino online le novità scientifiche arrivano più tardi di quanto arrivino a me; a questo punto potrebbero assumere me a scrivere nella pagina scientifica, tanto per come stanno le cose ora …

    È impossibile leggere novità di questo tipo perché non ce ne possono essere, visto che i problemi in generale sono ben più gravi, economici e sociali.

    Beh, che dire, se tempo fa si poteva dire che chi parlava di “rovine” era catastrofista ora ci si può accontentare di dire che, tutto sommato, l’Italia è il primo dei Paesi in via di sviluppo.

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  • Scritto il 6 aprile 2009 in Riflessioni, Scienza

    Giorni fa ( 1 aprile ) ho letto questa notizia:

    «Prevedo un terremoto». E un ricercatore scatena la psicosi tra l’Aquila e Sulmona

    Oggi leggo questa notizia:

    Terremoto in Abruzzo: 92 morti accertati, 100 mila sfollati e 1.500 feriti1

    C’è qualcosa che non va in tutto ciò. Se la stampa italiana è uno sciame di pesci abissali con enormi difficoltà di elaborazione di un qualsiasi tipo di pensiero, in linea di massima si può pensare che abitiamo in un paese pieno di gente stupida, e la cosa non dovrebbe creare troppi problemi. Quando però la lieta commediola non termina con una gag con la regina Elisabetta o con un “malinteso” ma con novantadue morti sotto un ammasso di macerie forse anche i pesci abissali capiscono che c’è qualcosa che non va bene.

    Siccome io mi fregio dell’onore di non appartenere all’infame categoria, ero curioso di vedere un paio di cose per approfondire la vicenda.

    La prima cosa è che Guido Bertolaso è un medico, e non si capisce bene a che titolo sia capace di dire frasi come la seguente:

    lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere

    È vero, e non è una logica molto contorta, perché comunque Bertolaso rientra in quel 95% di italiani che vive di favolette per bambini.

    La cosa cui né Bertolaso né i pesci abissali del Corrierino hanno dato alcun peso è la seguente. Se una previsione su una scommessa la cui posta in gioco è una monetina da -.10€ si dimostra falsa non è una tragedia. Se invece una previsione su un terremoto di entità relativamente catastrofica si dimostra falsa l’unico danno è psicologico ( e quindi riparabile, bando a credenze varie ); se invece si rivela vera, beh, abbiamo capito; dopotutto è troppo facile ora chiedere agli sfollati se un falso allarme terremoto vale la pena o no, col senno di poi.

    Una falla dei discorsi di Bertolaso è che parla senza cognizione di causa, un po’ come gli editorialisti del Corriere. Ovvero, non essendoci da nessun altra parte un giornalista scientifico con più di due neuroni funzionanti che gli chieda “ehi, ma a che titolo dice cose del genere ?” nessuno si preoccupa di smentire il capo della protezione civile, perché non è costume.

    Per quanto riguarda la negazione esplicita dell’imprevedibilità dei terremoti, il discorso non è così semplice, ma ancora, Bertolaso queste cose non le può sapere perché dal suo CV si evince solo ed esclusivamente che si è occupato di emergenze, ma non della parte relativa a previsione e prevenzione delle stesse.

    Vediamo un paio di metodi “verosimili” a nostra disposizione, uno di carattere “fisico”, un altro di carattere “statistico” geologico.

    La profezia

    Molto incautamente, tal Giampaolo Giuliani, che ha ricevuto un avviso di garanzia per il falso allarme del 1 aprile, aveva utilizzato un metodo basato sulle fluttuazioni della radioattività ambientale nei dintorni ( temporali, ovviamente ) di un terremoto. Il fondo di radiazione ambientale è in gran parte dovuto al radon, che è l’elemento radioattivo più abbondante in natura, perché è un prodotto di decadimento di altri elementi ( ad esempio il Radio 226 ) presenti nelle rocce, e questo è uno dei motivi per cui “la vita all’aria aperta” è un po’ meno sana del previsto, se l’aria aperta sbatte su una piana gargantuesca di rocce granitiche.

    Long story short, se viene rilevata una serie di fluttuazioni dei conteggi di radioattività che si discosta significativamente dalla “stabilità”, evidentemente c’è qualcosa che non va nel sottosuolo.

    Il problema di questo metodo, a spanne, è che non c’è una garanzia “di vita o di morte” nella previsione dell’epicentro, perché il radon che arriva ai rivelatori può fare un po’ il cammino che vuole lui; tuttavia se effettivamente la correlazione fra fluttuazioni di radioattività e “probabilità di terremoto” è evidente, è già un gran risultato stabilire bene o male le zone interessate. Questo è accaduto, però non è sufficiente.

    Un altro problema ( e questo lo dichiara chi ha messo a punto il metodo ) è che non è possibile stabilire con precisione il “quando” preciso, e l’errore può andare dalle ore ai giorni. Questa è una gran fregatura, e Giuliani se ne è reso conto.

    Una cosa ironica della faccenda è che cercando su internet si recupera persino una tesi di dottorato risalente al 1978, quindi è sufficientemente evidente che non è una cosa recente.

    Cose più recenti

    Un metodo più recente, secondo me più interessante e meno da fisico sperimentalaccio, riguarda l’analisi dei dati sismologici per cercare trend particolari in periodi arbitrari precedenti ad un terremoto, a meno del rumore di fondo. È una tecnica relativamente recente e a quanto dicono gli autori di alcune pubblicazioni a riguardo ( [1] e [2] ):

    Calibrating the method with the data for one region provides a tool for predicting an impending earthquake within that region. Our analysis of the data for a large number of earthquakes indicate an essentially zero rate of failure for the method.

    I dettagli del metodo non sono troppo comprensibili per il lettore medio del Corrierino, ma fondamentalmente non si discostano troppo da “quello che si fa di solito”, ovvero:

    1. Si analizza il fondo in un bel po’ di circostanza
    2. Si quantifica il fondo
    3. Si ipotizza un determinato trend per l’attività immediatamente antecedente il terremoto
    4. Vediamo se funziona

    In questo caso, posto che il metodo funzioni, si può anche stimare la posizione dell’epicentro, visto che in genere è difficile che fluttuazioni anomale in Alaska siano correlate ad un eventuale terremoto a Lisbona.

    Due problemi però rimangono; uno è il solito “quando”, perché anche qui un errore di 24 ore ( anche se la ricerca parla di tempi minori ) rischia di seminare panico in un’area molto vasta, soprattutto perché comunque il tempo per le rocce passa un po’ molto più lentamente che per noi.

    Il secondo è dovuto al solito legame fra correlazione e causalità, ovvero “come distinguere i segnali di terremoto dai falsi allarmi”, e questa è una cosa che si può raffinare con un’analisi fenomenologica via via maggiore, però è piuttosto ovvio che è difficile eliminarla del tutto.

    A questo punto sta solo alla coscienza di chi vive in una regione sismicamente attiva decidere se vale la pena subire qualche falso allarme una volta ogni tanto per rischiare di salvare qualcuno se l’allarme è vero.

    Ovviamente non mi spreco nemmeno di chiedere a qualunque pesce abissale di non riportare dichiarazioni prive di cognizione di causa, perché sarebbe proprio troppo, e probabilmente non capirebbero nemmeno.

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    1. Alle 19.30 i morti sono saliti a oltre 150
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  • Scritto il 23 febbraio 2009 in Banane, Ffruustration, Riflessioni

    Non solo le ronde sono una maldestra surroga alla mancanza di turn over tra le forze dell’ordine, ma costituiscono un rischio reale di politicizzazione della sicurezza. Le ronde sono permeabili all’infiltrazione di organizzazioni criminali, come mafia e camorra e possono nascondere tra le loro fila delle squadracce di esaltati pericolosi.

    Le headlines delle testate in ogni mezzo di comunicazione italiano hanno una divisione netta che separa il sensazionalismo dalla notizia di una certa rilevanza, e la cosa separa anche due target ben definiti, costruiti ad hoc, con cura, nel corso degli anni.

    bianironde

    Per comodità chiamerò i due insiemi A e C, dove C sta per coglioni, e A sta per altri. Non è un discorso classista, perché è sufficientemente risaputo che la stupidità media di una massa numerosa è stata più volte co-responsabile di grandi disastri.

    l’exhibit A è quello che cerca di divulgare un minimo di cose riguardanti le nuove leggi vergogna ( testamento biologico, riforma della giustizia ), o magari portare alla luce poco noti fatti di cronaca ( condanna Mills, etc. ); il problema della fetta A è che a causa della “forza della ragione” in questo blob è contenuto un altro sottoinsieme ( non denso in A, fortuantamente ) non troppo illuminato, che unisce le leggi vergogna alla massoneria e ai cerchi nel grano: certo, non che prima non fossero collegate le due cose – leggi vergogna e cerchi nel grano, ovviamente – ma chiunque pensi che allo stato attuale un qualunque ex membro di una qualsiasi organizzazione eversiva, quali il gommoso brianzolo o il miglior Fabrizio “testa di cazzo” Cicchitto, che parla di criminalità più o meno come Mengele poteva parlare di mala sanità, beh chiunque pensi che un ex-piduista abbia bisogno di rivolgersi ad un’altra associazione segreta per attuare qualsiasi piano diabolico probabilmente vive su Betelgeuse, e l’intensità della sua interazione gravitazionale con quella di Betelgeuse deve avergli fortemente dato alla testa.

    Ma il problema non è la polarizzazione dei mezzi di stampa, questo è un discorso che fanno già in tanti, e ormai è entrato a pieno titolo nello scatolone delle cose irreversibili.

    Il problema è “come un fenomeno mediatico fabbricato ha un risvolto sociale materiale potenzialmente pericoloso”, e la citazione in testa a questo post la dice lunga. L’insieme C ha giocato un ruolo determinante in un sacco di cose, prima su tutte il voto e l’elezione di giunte di colossali teste di cazzo che hanno approvato con pochi problemi ordinanze liberticide un po’ come volevano loro, senza curarsi di avere il consenso di una buona parte del popolo, perché, come dice Borat, “consent is not necessary”. Quali ordinanze ? Beh, l’allegra storiella dei parchi di Novara, ad esempio, oppure la libera circolazione a Verona, che è consentita, in genere, a meno di non mangiucchiare niente in giro, o di non venire massacrati di botte e ammazzati da persone che prima di menarti erano universalmente dei “bravi ragazzi”.

    L’ultima novità appunto è la regolamentazione di una cosa potenzialmente non regolamentabile e pericolosa. Quello che il ministro dell’interno non dice, essendo un leghista con una laurea in giurisprudenza, è che il pacchetto sicurezza già approvato tempo fa non ha avuto nessun effetto sulla criminalità in Italia, se non quello di renderla stazionaria, o di aumentarla lievemente provando che fare incazzare la gente con leggi liberticide e inutilmente repressive aumenta la criminalità, perché la tensione non genera tranquillità.

    L’insieme A, appunto, non demorde, e fresco della vicenda Reggiani e di tutti i cattivi romeni in Lazio, decide di fare mobilitazione, prima su failbook, “per far vedere quanto siamo incazzati”, poi con le ronde, fomentati dalla Sega Nord.

    E appunto, un’altra cosa che il ministro dell’interno non considera, è che l’istituzionalizzazione delle SA ronde crea ulteriore caos normativo qualora si debba valutare se una ronda che sgozza un gruppo di albanegri o devasti un negozietto fricchettone di pakistani lo faccia con cognizione di causa o meno, e tutto ciò senza andare a considerare l’eventuale infiltrazione di estremisti politici ( ammesso che ci siano anche ronde di “moderati” ) o di criminalità organizzata, perché a quel punto sarebbe difficile valutare anche quello.

    Ma la ciliegina sulla torta è che probabilmente nessuno dei coglioni1 firmatari di questo decreto in fieri ha la minima idea dell’esistenza o meno di un rapporto di causalità fra l’istituzionalizzazione delle SA e la diminuzione ( prevista ? ) della criminalità, perché probabilmente è un optional.

    In summa: mentre l’avvocato Mills viene condannato per essere stato corrotto dall’uomo invisibile, e mentre un sacco di ragazzine infraottantenni continuano a venire seviziate in lungo e in largo senza troppi problemi, assistiamo felici e spensierati ad un’iniziativa che non avrà nessun effetto per le ragazzine infraottantenni, ma nel frattempo sarà un gran belvedere per chiunque voglia girare in una qualsiasi città a farsi i cazzi suoi.

    Il popolo delle libertà, fuck yeah.

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    1. dove “coglioni” non sta necessariamente per “cattivoni” o per “non intelligenti”, ma proprio per “coglioni”, e non sono necessariamente quelli dell’insieme C già discusso
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  • Scritto il 14 febbraio 2009 in Banane

    I motivi per cui non voterò alle regionali in Sardegna sono tre.

    Il primo è che non ci vivo più a tempo pieno, e pochi prendono in considerazione il fatto che esercitare il diritto di voto in un determinato luogo debba necessariamente presentare delle ricadute su di sé; due o tre mesi all’anno non rappresentano una ricaduta, per cui, pazienza.

    Il secondo è ben più importante; nel caso si abbia, al contrario, molto a cuore la vita politica della propria terra di origine, ci si aspetterebbe che questo attaccamento “non abbia prezzo”. Un prezzo ce l’ha, ed è più o meno 150 euro, per chi vive vicino ad un aeroporto, ovviamente.

    Il terzo motivo è un po’ più noioso, e riguarda il fatto che questo tipo di elezioni che costringe i non residenti a spostarsi, in febbraio è una specie di suicidio per qualsiasi universitario che cerca di tenersi in regola.

    Sembra che nessuno abbia mai pensato a tutto ciò, ma non fa niente, non me la prendo mica.

    completely

    La politica in Sardegna va sempre in modo leggermente diverso che altrove, perché le stesse figure, fra isola e continente, hanno spesso interessi diversi; questo spiega come mai nonostante il grido di battaglia di Tajani e Landolfi contro le politiche ambientali di Soru, buona parte dei loro furbacchioni compagni miei conterranei lasciarono passare le varie norme con una tacita astensione. Lo stesso non valga, ovviamente, per i furbacchioni che con Tajani e Landolfi condividevano gli interessi su abusivismo edilizio e la guzzantesca casa delle libertà in cui “facciamo il cazzo che ci pare”; sia ben chiaro che tali furbacchioni erano totalmente incolori, dagli ex socialisti del PD ai palazzinari del PDL, ma non c’è poi così tanto da stupirsi.

    Per cui, essendoci spesso delle convergenze in materia di ambiente e turismo, soprattutto alla luce del fatto che la Sardegna ha un bel po’ da rifarsi su abusivismo e fatturato regalato ad altre regioni, è difficile tirare fuori un programma alternativo a quello di Soru, che tenda la mano verso un’altra direzione in modo soddisfacente.

    Non sono solo le politiche ambientali infatti che hanno garantito a Soru una discreta popolarità, e per i vari risultati positivi basta dare un’occhiata ai dati sullo sviluppo economico, la disoccupazione, oltre che ovviamente digital divide e svariate altre cosucce in materia tecnologica.

    Ci sono altre due cose però che “si potevano fare anche prima” ma la giunta Floris non aveva pensato di farle perché era in pausa caffè. La prima è la possibilità di delibere in lingua, che è poco importante da un punto di vista “pratico”, ma nel momento in cui si parla di “autonomia” e di “valorizzazione delle minoranze linguistiche” è abbastanza grottesco che una cosa del genere non sia mai stata presa in considerazione da altri schieramenti. La seconda è il lancio di un sistema di borse di studio che la regione Lombardia non avrà mai le palle offrire, per la spassosa rete di clientelismo formigoniano che impera da tempo. Ovviamente non si tratta solo della regione Lombardia, ma anche di tutte le altre regioni che non distinguono “merito” e “diritto”, sullo studio; forse è anche per quello che le ambizioni nostrane si riducono a tirare bicchieri in faccia a Gianluca e rendere il mondo partecipe delle proprie opinioni a riguardo.

    In che modo si può presentare un programma alternativo a quello di Soru ?

    Beh, al solito modo.

    1. Cercando di sputtanare il proprio avversario facendolo apparire cattivo.
    2. Monopolizzando telegiornali ( specialmente uno ) e raccontando balle per persone poco istruite.
    3. Presentandosi con una persona un po’ più popolare, che so, il Presidente del Consiglio, e lasciar fare a lui anche il punto 1 e il punto 2
    4. ?
    5. PROFIT !

    Fra le varie balle notiamo “la gestione fallimentare di Tiscali” degli ultimi tre o quattro anni, anni in cui Soru non ha gestito la compagnia, perché Super Elastic Bubble Plastic, al contrario persino di svariati politici repubblicani statunitensi ( Bloomberg, per dirne uno ), non ha idea di cosa voglia dire “blind trust”.

    Un’altra spassosa è l’aumento della disoccupazione, cosa che fanno notare sia i furbacchioni del PDL, sia i socialisti del PD, sia quelli del Partito Socialista: coincidenze ? Già.

    Dopodiché arrivano le proposte.

    NESSUNA.

    Non si capisce in cosa il programma di “quello là”, il nostrano that one sia diverso da quello di Soru: entrambi imprenditori prestati alla politica, hanno la stessa espressione e la stessa voce. È già tanto che almeno “quello là” non faccia Renato Soru di nome, anche se probabilmente avrebbe potuto cambiarlo.

    Le proposte ovviamente vanno dalla solita becera demagogia di gomma ad altre cazzate che non si sono ben capite. La migliore però rimarrà sempre “centomila nuovi posti di lavoro”, in un’isola che fa un milione e mezzo di abitanti. L’unico modo per creare così tanti posti di lavoro è massacrare altrettanti lavoratori ( e le loro famiglie ), così non solo si liberano i posti ma non si deve nemmeno pagare la previdenza.

    Ma dopotutto, who cares, è solo un Grande Fratello un po’ più noioso, perché non ci sono risse e nomination in itinere, e non se ne va via nessuno in lacrime, anche se ci piacerebbe tanto.

    Che dire, meglio Soru.

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  • Scritto il 24 ottobre 2008 in Lols

    Non tutti naturalmente, dei piccoli gruppi, ma nei cortei organizzati da queste entità ci sono dei facinorosi che hanno il supporto dell’estrema sinistra e dei giornali. Io non ho cambiato assolutamente atteggiamento, vale quello che ho detto, e ne ho parlato anche con il ministro dell’Interno: se lo Stato vuole essere Stato deve difendere il diritto dei cittadini a frequentare le scuole e le università.

    È chiedere troppo sperare che l’inesistente opposizione domandi “quali giornali ?”, è veramente chiedere troppo.

    È altresì chiedere troppo persino sperare che qualcuno tiri fuori un’elegante frase ad effetto come:

    Lamentarsi del fatto che nei cortei ci sono dei facinorosi che hanno il supporto dell’estrema sinistra e dei giornali è come affermare che nel Parlamento ci sono dei facinorosi che hanno il supporto della mafia e della massoneria.

    Fortuna che certe cose sono sempre d’attualità !

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  • Scritto il 18 novembre 2007 in Banane, Ffruustration, Lols

    È incredibile come dopo aver passato cinque anni a parlare del “precedente governo” FI(ninvest) dimostri al 2007 di non avere uno straccio di programma e passi il tempo a puntare il dito sul ridotto scarto di maggioranza anche alla luce di una finanziaria che non si vedeva da secoli.

    E dopo cinque anni di “il precedente governo” si è passati a “il governo cadrà”, con tanto di commedia di avanspettacolo con gazebo e saltimbanchi e sito internet www.rivotiamo.it. Tutto questo dopo che in Parlamento non c’è più un’opposizione, ma sembra non essersene accorto nessuno.

    Forse perché l’Italia è un Paese di ritardati mentali e ognuno ha i politici che si merita.

    Oggi ho scoperto che alcuni dicono che “un mondo senza pena di morte è come una merenda senza la nutella”, quindi nonostante tutto il riarrangiamento degli assetti mondiali accompagnato da un cospicuo ridimensionamento della popolazione dovuto a glaciazioni ed epidemie è una probabilità da considerare.

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