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SCRITTO IL 25 gennaio 2010 SU Banane, RiflessioniPer la serie “yo momma’s so fat …”, i telegiornali italiani fanno così schifo che il governo è costretto a usare Domenica In per lanciare proclami.
Fortuna che ho avuto l’onore di assistere live allo show del personaggio più densamente arrogante dello zoo della XVI legislatura, questo non perché sia un fan di Giletti o guardi Domenica In anche quando non è domenica, ma certe volte essere nel canale sbagliato al momento giusto può essere una grande fonte di intrattenimento.
L’oggetto del contendere è stato lo slogan “a 18 anni fuori casa per legge”, che era ovviamente la solita provocazione, presa prontamente sul serio da chiunque, accompagnato da una proposta per noiggiovani:
La verità è che la coperta è piccola e quindi non ci sono risorse per tutti. Secondo me si deve agire sulle pensioni di anzianità, quelle che partono dai 55 anni di età. Facendo in questo modo si potrebbero trovare risorse che consentirebbero di dare ai giovani non 200 ma 500 euro al mese. Solo che una proposta del genere scatenerebbe le proteste dei sindacati, che sono quelli che difendono i genitori. Meno ai genitori e più ai figli.
Brunetta ovviamente parla da “estraneo ai fatti” e, essendo in politica da 20 anni, assolutamente non responsabile di niente che riguardi la situazione attuale. Ma a parte il discorso sulla proposta in sé, che ha qualche senso per metà, perché un sussidio statale per gli studenti universitari è sacrosanto, visto il non troppo generoso prelievo fiscale.
D’altra parte per quanto le pensioni di anzianità il discorso è ridicolo perché è difficile pensare di fare un travaso di quel tipo, che non può avere altro che carattere punitivo, e sarebbe ancora più ingiusto pensare di fare tagli non retroattivi. Ci sono un sacco di altre cose che si possono tagliare, come la presenza in Afghanistan ( che 30 anni fa non c’era ), la presenza in Iraq ( che 30 anni fa non c’era ), grandi opere inutili ( che 30 anni fa non c’erano ), i finanziamenti ai partiti, sempre per non ricadere nel solito “pagare meno, pagare tutti”, e così via.
Onestamente speravo che qualcuno criticasse Bilbo in questi toni, dicendo che “il governo non sta assolutamente andando in quella direzione”, che “è l’ennesima stronzata che non verrà mai fatta”, etc.
Bersani per una volta ne ha azzeccato una: “il governo fa correre il Paese dietro a proposte che si accendono e si spengono in 48 ore, come quella del ministro Brunetta”. D’altra parte, una qualche responsabile CGIL dice che “non serve a nessuno in questo Paese alimentare contrapposizioni di tipo generazionale”, e dello stesso avviso è Paolo Ferrero, che dice che la proposta “punta semplicemente e consapevolmente a scatenare una guerra tra i poveri dentro un folle conflitto tra generazioni”.
Tutto ciò, oltre ad essere un chiaro indice che sindacati e Rifondazione hanno intenzione di curare l’impopolarità fomentando altra impopolarità, mi fa chiedere perché questa gente abbia paura di scatenare questo fantastico “conflitto generazionale”.
I dati di fatto sono sostanzialmente che la generazione “dei genitori” è una delle più disastrose fino ad ora, perché dopo aver consumato tutte le risorse degli anni ‘70-’80 ha pensato bene di assistere servilmente i “grandi padri costituenti” nel loro lavoro di spartizione delle tangenti, visto che forse avevano difficoltà a fare i conti. Fortunatamente ne sono usciti bene perché dalla fine degli anni ‘70 ad ora tutti quelli entrati in scena prima dell’89 che non sono finiti in galera ( anche chi ne è uscito ) sono ancora al loro posto. Un esempio di “risorse consumate”: mentre negli anni ‘70 c’erano il presalario e varie altre cose adesso non c’è niente di tutto ciò.
La generazione “dei genitori” è anche la stessa generazione che ha inventato le varie schifezze in televisione per le quali vengono denigrati i “decerebrati spettatori”; è la stessa generazione che si lamenta della mancanza di turnover dopo non aver mai mollato una sola poltrona, è la stessa generazione che non è mai andata in guerra e sente l’irrefrenabile bisogno di parteciparci, a spese ovviamente di chi verrà, visto che a godere dei disastri di questo tipo in genere non è il presente.
Finita la sagra del qualunquismo “giovani contro vecchi” in ogni caso è abbastanza divertente che sia Ferrero che gli omini della CGIL prima di tirare fuori certe critiche dovrebbero sfilarsi la testa dal culo e immergerla nel mondo reale; purtroppo a scanso di quello che dice il TG1 le priorità non sono le famiglie che non arrivano a fine mese: il problema serio è che continuare a formare generazioni di incapaci dopo essersi fumati miliardi di euro in Medio Oriente ( o in tangenti, etc. ) avrà conseguenze inevitabilmente disastrose sul poter arrivare a fine mese di buona parte delle famiglie del futuro – che al contrario di quelle di oggi rischiano veramente.
Assieme a Ferrero farebbero bene a farci qualche pensierino anche i “fieri riformisti”, così magari si distrarrebbero un po’, visto che pensare troppo all’UDC fa male alla testa.
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In Italia non ci sono molte riforme della Costituzione possibili con una qualche utilità pratica; quelle che l’avrebbero ( per dirne una, l’eliminazione in toto del Titolo V ) non sono molto popolari, perché alcune servirebbero a tagliare le gambe alla stessa classe politica che dovrebbe farle, mentre le altre sono un desiderio della Lega Nord, ed è noto che la Lega non fa mai un cazzo di utile per nessuno.
Fortuna che la proposta dell’anno la lancia il Goebbels veneziano; sia chiaro, non è una cattiveria, l’uno e l’altro avevano vistosi handicap fisici che hanno influito sulla loro arroganza ed entrambi erano socialisti, per cui è bello trovare tratti comuni.
Comunque, lo “scienziato politico” che insegna a tutti cosa è la derivata seconda ( ahahah ) si è accorto che l’articolo 1 della Costituzione “non vuol dire niente”. Per non travisare le sue parole, cito:
La riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’art. 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla.
È ovvio che essendo un’intervista di Libero questa dichiarazione è il solito modo per tornare a far parlare di sé e far inorridire qualche parlamentare del PD, che difficilmente potrà fare un’analisi razionale, per cui ce ne si potrebbe dimenticare, oppure magari si può incollare anche l’articolo 1 della Costituzione e vedere se effettivamente è così brutto.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Tutti quelli che citano l’art. 1 citano solo la prima parte, e buona parte di quelli che citano la prima parte ( Bilbo Baggins incluso ) dimenticano la virgola, per cui il significato diventa solo “L’Italia è una Repubblica democratica, non solo, è anche fondata sul lavoro”, che pressappoco è “ognuno dà il suo contributo”, per contrasto con sultanati e dittature militari, per i quali il contributo ( positivo ) del popolo è irrilevante.
La seconda parte è abbastanza self-explaining anche se chi governa da un po’ di decenni a questa parte se l’è dimenticata.
Propaganda e parassitosi a parte, è difficile capire per quale motivo si dovrebbe cambiare la parte della Costituzione che parla dei “principi”, visto che i principi fondanti di un Paese sono quelli scritti nella Costituzione, non nella Costituzione 2.0, perché se già la gente non sa la differenza fra “Capo dello Stato” e “capoverso” è difficile che faccia propri dei nuovi principi inventati dai sondaggi di Mediaset; forse dovrebbero fare un concorso a premi.
Anche l’utilità pratica verrebbe meno: saremmo più motivati a produrre e rispettarci a vicenda se l’articolo 1 della Costituzione dicesse “L’Italia è una New Freedomocracy, fuck yeah!”? Così, tanto per renderlo più attuale.
Comunque è un inizio dell’anno molto propizio per gli amanti delle riforme, dal cagnolino che a scanso di rischi di totalitarismi vuole un padrone con un bastone più grosso, all’uomo della strada che non vuole perdere tempo e dice “basta menarsela”.
Massì, basta menarsela.
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SCRITTO IL 2 novembre 2009 SU Banane, Ffruustration, Low tech, RiflessioniIn realtà una non è una notizia molto recente, ma l’altra è abbastanza sbrigativa.
I – salvate i nostri bambini!!1

Fig. 1
Un gruppo di clown ha tirato su l’ennesimo sito di reclutamento di piccoli brufolosi con tanta voglia di pestare negri e zingari, e per Repubblica è valsa la pena pubblicare un articolo lunghissimo a riguardo, perché si sa, a queste cose in Italia siamo totalmente estranei, e ci stupiamo ogni giorno di più.
Il lato divertente però non è tanto il “come vengono presi sul serio questi qui”, anche perché dopotutto il Ku Klux Klan non fa morti dagli anni ‘60 ( tre in un decennio ), e in ogni caso la seconda ondata, quella dopo la discussa esaltazione presentata in The Birth Of A Nation ( D.W. Griffiths, 1915 ) ha mietuto molte meno vittime della prima – tanto che appunto è discutibile il fatto che un film possa avere avuto tutta questa influenza in un “revival” che non ha una significatività statistica.
In ogni caso il noto politico ( rappresentato in Fig. 1 ) ha avuto da dire la sua a riguardo. Cito:
“[...] Una pagliacciata che può diventare pericolosa: [...] ci troviamo di fronte a persone che incitano nostri cittadini a discriminare neri, omosessuali, persone dall’orientamento religioso diverso dal nostro e lo fanno su siti e canali di comunicazione internet molto utilizzati dai più giovani e visibili a tutti, compresi i bambini”. Il ministro chiede l’intervento degli “organismi preposti al controllo della Rete per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili. Che, certo, non possono avere cittadinanza in un Paese profondamente democratico e maturo come il nostro”.
È una dichiarazione così ingenua che fa tenerezza. Prima sono i videogames violenti che inducono a sparare nelle scuole, poi sono i siti internet che traviano i bambini e li fanno diventare razzisti. I genitori non esistono in tutto ciò e la colpa è semplicemente delle “informazioni”, più o meno come questo fantastico gruppo di idioti che propone la soluzione finale per giustificare la loro totale assenza nella cura dei figli.
Tutte le misure su internet degli ingenuotti governatori falliscono miseramente, come la faccenda dei siti di gioco d’azzardo oscurati, per accedere ai quali basta utilizzare un DNS svizzero, come faccio io; non che giochi d’azzardo, ma è brutto pensare che Scajola abbia il minimo diritto di decidere i siti che uno può e non può visitare.
Per cui, i miei migliori auguri alla Carfagna nella sua battaglia per salvare i bambini dall’internet.
II – il DDL GelMILF
Rispetto alla 133/08 il DDL Gelmini, che è un po’ “la vera riforma” non ha creato molto scompiglio, e contrariamente alla 133, non conosco nessuno che l’abbia letta. Per chi l’anno scorso fosse in vacanza in Cambogia, linko una presentazione “esplicativa” che feci a ottobre 2008.
La 133 e il foglietto che seguì ( quello che, per intenderci, annunciava il biscottino alle università belle ) non attuò praticamente nessuno dei benefici annunciati, mentre il blocco del turnover è già una realtà.
La cosa agghiacciante è che per menate sindacali è difficile applicare lo stesso blocco alle segreterie, che in generale sono il grande dito nel culo delle università, ma è un’altra storia.
In summa, sto cazzo di DDL Gelmini di fine ottobre 2009, cosa contiene ? Dobbiamo lamentarci ?
Innanzitutto si tratta di una riforma grossa di tutto il sistema universitario, per cui ridefinisce praticamente tutte funzioni dei vari organi: facoltà, Senato, CdA, etc., ma stranamente non tocca i dipartimenti. Vengono ridotte in modo non preoccupante le facoltà ( per obbligo ) ma la cosa non è un grosso problema, anche perché basta semplicemente accorpare, e in genere la cosa può creare più problemi di quanti non ne risolva.
Viene introdotto un DG con molti poteri, che però non siede nel CdA. Una nota a margine è che i DG degli ospedali sono spesso pregiudicati. Fate 2+2.
Ci sono alcune cose fatte ad hoc per sanare particolari casi patologici, come l’assegnazione di non più di 12 CFU “a discrezione”, per cose fuori dagli esami ( prima erano 60, e succedevano cose come questa ), o come alcuni limiti ai mandati dei rettori e qualche norma in materia di conflitto di interessi fra cariche universitarie ( ironia ).
Ci sono altre modifiche leggere per quanto riguarda assegni e contratti, una grossa è che gli assegni di ricerca da parte dell’università non sono più regolati dalla stessa legge che regolamentava gli assegni degli istituti di ricerca ( INFN, ASI, etc. ), ma c’è un articolo ad hoc nel DDL di cui sopra; non che questa sia tendenzialmente una cosa buona o cattiva.
Dove sta il pericolo ? Innanzitutto una cosa è un fondo statale per borse di studio di merito, che già da sé ( statale ? No, grazie ) è una stupidaggine, ma la cosa è ancora più esplicita nel momento in cui i canoni di attribuzione sono ministeriali.
Perché è una cosa pericolosa ? Perché innanzitutto gli Istituti di Studi Superiori in Italia non hanno prodotto nulla di rilevante di recente, niente a paragone con Princeton o l’europea ENS di Parigi ( o di Lione ), eppure godono di finanziamenti statali “privilegiati”, per cui già da ora per uno studente meritevole fuori dal circuito è difficile avere incentivi. Nel caso di una borsa statale sarebbe un bel problema nel momento in cui ci fossero privati e fondazioni ( dall’ENI alle varie fondazioni che fanno ricerca in ambito medico ) che offrono borse e premi di laurea nello stesso ambito, questi avrebbero una concorrenza abbastanza impari da parte dello Stato, per cui offrire incentivi non sarebbe una cosa conveniente, e chi risultasse fuori dai canoni statali sarebbe estromesso.
A riprova di tutto ciò, il DDL non riforma minimamente gli enti per il diritto allo studio, che sono una schifezza tutta italiana, e continua con la barzelletta delle tasse scaglionate per “ambito” ( “i letterati non hanno laboratori, per cui pagano di meno” ).
Non che mi aspettassi una riforma in questi due sensi, ma se la parola chiave è meritocrazia si vede proprio che è l’ennesima riforma scritta da avvocati che non hanno mai messo piede in un’università.
L’altra faccenda grave è che mentre su certe cose il DDL è molto minuzioso ( assegni di ricerca, contratti a tempo determinato, durata dei mandati, diritti e doveri degli organi, etc. ), su altre è molto vago.
Ad esempio, tutta la faccenda delle borse è affidata ad una sola ( oscura ) s.p.a.; la questione “valutazione” è delegata all’ANVUR, che ha un sito che ricorda molto le tabelle dei laureati in scienze politiche con le ossa grosse perché conoscono la derivata prima della funzione coseno: ovvero, il DDL non si occupa di tutto ciò, la chiave è affidare tutto ad una sola agenzia esterna; si chiama metodo italiano.
Come questi casi ce ne sono altri; i biscottini di merito del FFO ( il famoso 7% da destinare alle università fighe ) non hanno ancora una ripartizione precisa, gli incentivi e le “cose che rendono un partecipante a un concorso più bravo di un altro” sono accennate, nel senso che non sono “a discrezione”, ma sono “da definirsi”; quando ? Boh.
In sintesi, non ci sono grosse novità, era prevedibile che la fantomatica riforma non riformasse un cazzo, ma il problema fondamentale è che la 133 è stata molto sbrigativa, e le promesse di scioglimento dei nodi su tagli e ripartizione meritocratica sono rimaste tali. Ma vabe’, è pur sempre la Gelmini, che c’aspettavamo.
Per concludere: tutto ciò merita una protesta ? La risposta è sì, ma da parte delle categorie più colpite, che non sono gli studenti o gli ordinari ma sono gli assegnisti, i post-doc e i ricercatori ( a contratto e non ).
Se non protestano il silenzio assenso sarà un problema loro.
Per la cronaca, ecco il DDL, per chi lo vuole leggere.
Nota a margine: sempre riguardo copypasta fallimentari del modello americano, il DDL è sufficientemente nazista su certe cose ( assunzioni, scadenze dei mandati, etc. ) ma quando parla di partecipazione dei privati nei CdA delle università non pone una quota d’ingresso. È più importante verificare che non ci siano conflitti di interessi fra organi della stessa università o impedire che entrino a far parte di un CdA persone eventualmente incompetenti – o comunque di competenza non certificata, visto che non è richiesta – che non hanno versato un centesimo nella cassa dell’ateneo ?
Tags: analrchia, distruzione universitaria, HAHA, ignoranza diffusa, lawlforkids, lol-eat-x, series of tubes
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SCRITTO IL 27 settembre 2009 SU BananeEva è una donna appariscente, e contrariamente alla maggior parte delle sue simili è anche piuttosto schietta. È molto impegnata e indaffarata, e questo la porta spesso a fare una gran confusione: ad esempio, per lei il tempo passa molto velocemente, tanto che fra un arco di sei mesi e uno di un anno e mezzo c’è poca differenza.
Eva ama la collettività quanto ama le sue regole. Ogni tanto le due cose entrano in leggero conflitto e lei sente la necessità di esternarlo, mostrando al resto del mondo a quali catastrofiche conseguenze si rischia di andare contro, senza un suo intervento tempestivo. Eva non ha mai avuto un lavoro vero, ma è preoccupata per il futuro dei suoi figli, ed essendo una lodevole altruista, è persino preoccupata del futuro dei figli degli altri.
Eva sa perfettamente quello che fa, e riconosce la sua utilità a livello sociale; il valore dei suoi servizi è fuori discussione, per cui è insindacabile pensare che rinunci alle dipendenze della comunità e si metta in proprio. Allo stesso modo Eva ha una moralità ferrea e non può sopportare che alle dipendenze della comunità ci siano gli stessi mostri che ogni giorno tentano di mettere in pericolo il futuro dei suoi figli ( e di quelli degli altri ).
Eva è una combattente, non si fermerà finché non otterrà quello che vuole, per il bene della comunità; Eva non può sopportare che i suoi figli crescano nell’era della disinformazione, ed essendo una grande altruista non può sopportare che neanche i figli degli altri crescano disinformati; è per questo che Eva è lì e fa quello che fa.
E noi tutti le dobbiamo qualcosa, anche se non ce ne accorgiamo.
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SCRITTO IL 3 giugno 2009 SU LolsHo raccolto in un PDF tutti gli articoli che ho scritto per Kronstadt, il giornale con cui ho collaborato ( e che ho diretto ) e che mi ha insegnato fondamentalmente che per politica e giornalismo vige una sorta di invarianza di scala sul fronte etico e – spesso – qualitativo.
Qualche tempo fa ho accennato ad un paio di cose inerenti al fatto che mentre in Italia le aule del parlamento sono impegnate a corrompere la giuria popolare dei processi a super elastic bubble plastic e ad emanare proclami e invettive contro più o meno qualsiasi giornale ( divertente è il caso del Times di Murdoch preso come unico esempio di “critica estera”, ignorando deliberatamente molte altre firme, dal Financial Times a Le Figaro ), nonché ad effettuare varie decretazioni d’urgenza per pagare un insegnante di sostegno per Gasparri, beh, altrove si pensa anche ad altro.
Probabilmente però parlare degli impegni degli USA riguardo al clima non è abbastanza divertente, e poi ne parla già Nature.
È molto più divertente stare davanti alla TV a vedere la rassegna di animali da circo candidati alle elezioni europee, e i singoli programmi. So che è la moda dell’ultimo momento, soprattutto riguardo le condanne e i lati etici, ma fortunatamente la grande mucca delle cazzate ha sempre voglia di farsi mungere.
Deve saperlo bene il gruppo di scimmie che avevo a due passi al bar dell’Università che dopo aver recitato un’elegante rassegna dei luoghi comuni 2009 ( “affare Opel”, “poliziotti panzoni”, “operai in rivolta” ) son passati a discutere su come trovare lavoro in Parlamento Europeo leccando il culo al candidato di turno ( nella fattispecie questo qui ) – dopotutto con una laurea in Scienze Politiche dovrai pure sforzarti di dare un senso alla tua vita.
Tempo fa mi sembrava strano che i nomi grossi del Parlamento Europeo fossero persone che non avessero troppo a che vedere con la vita del partito di rappresentanza.
Ora fortunatamente si sono un po’ tutti resi conto degli errori, e nello spirito della semplificazione si sono tutti messi d’accordo col fatto che le elezioni europee servono ad una cosa sola: misurarsi l’uccello.
Pochissimi dei dibattiti politici parlano di cose che abbiano effettivamente a che vedere con l’Europa; certo, vedendo i dati di presenze nell’europarlamento degli eletti italiani sarebbe difficile intuire il contrario, visto che per dire cose di senso compiuto bisogna avere una minima idea di quello di cui si parla, anche se sinceramente ho vari dubbi sul fatto che fra le zoccole del PDL e i fetidi ex-DC del PD ci sia qualcuno che sappia quali stati al momento costituiscono l’UE e l’Eurozona.
Il premio Attention Eurowhore lo vincono i Radicali, per la loro più totale incapacità di reggere un dibattito politico senza farmi sanguinare gli occhi. Se effettivamente sparare sui leghisti è come bombardare il Mozambico, sentire uno scassapalle con la stella di David che ripete incessantemente le parole “diritti civili” è altrettanto irritante, e soprattutto la scelta di Pannella in versione “eroinomane dalla faccia scavata” come uomo immagine non è decisamente la migliore possibile. Menzione speciale va ovviamente a Cota e ad un altro dei roditori leghisti di cui mi sfugge il nome che hanno dimostrato di essere ferrati in attualità solo quando interpellati sull’ingresso della Turchia in Europa.Molte perle arrivano da uno dei nomi di punta dell’UDC ( da un altro Casini, dev’essere un cognome maledetto ) che è un po’ confuso sull’Unione Europea e la vita negli altri Paesi, tanto che non contento del calcio in culo ricevuto da Buttiglione a suo tempo, il nuovo Casini ha deciso che l’Europa deve dare enfasi alle sue radici cristiane. Non si capisce bene quali radici cristiane, ma probabilmente va bene così.
Un altro buffo animale da circo è Daniela Melchiorre, capoccia dei Liberal Democratici; la sua confusione nasce probabilmente dall’assiduità con cui cambia schieramento ( grosso modo due o tre volte nel solo 2008 ), o probabilmente dal goffo e pesante spirito di Dini che aleggia sulla sua testa. Non si capisce bene da che parte stia, perché essendo un ex-magistrato ha le idee chiare solo in argomenti che riguardino la giustizia, e sul gruppo parlamentare d’appartenenza. Per il resto, dopo aver piagnucolato su quanto fosse concreta lei che non andava mai in TV, gran confusione sul welfare e sull’immigrazione ( “siano seri i respingimenti”; ora in effetti sono troppo spassosi ).
Il premio Eurocostume lo vince invece Marco Ferrando, il leader del PCdL, che è un partitino di opposizione all’opposizione all’opposizione. Non si sa bene a causa di quale scisma interno a Rifondazione siano nati, ma a quanto pare staccarsi da Rifondazione è incredibilmente divertente, tanto che in questo istante si contano almeno 4 o 5 partitini figli. I discorsi di Ferrando non fanno una piega; se in più fossimo nel 1840 sarebbero anche condivisibili.Per questo motivo non c’è destinatario migliore di Ferrando per il premio Eurocostume, fra attacchi alla classe operaia e sistema neoliberalmassoncapitalsionista che non fa altro che rompere il cazzo a chi ha come massima aspirazione fare il metalmeccanico.
Purtroppo sono a corto di premi e di persone cui consegnarli, ma qualora me ne venissero in mente sarei più che lieto di estendere la mia hall of shame.
Purtroppo non penso che i partiti maggiori troveranno spazio, principalmente perché non hanno assolutamente niente di interessante, e poi comunque la mezione speciale Eurobonaiuti per la reazione più idiota alle critiche lo vincono illustri rappresentanti del PD lombardo, talmente onesti che non hanno nessuna voglia di vincere le elezioni in nessuna circoscrizione. Per avere ulteriori conferme è sufficiente dare un’occhiata alle liste e morire di noia.
Modifica dell’ultim’ora: il premio Eurominchiate di giugno va a Paolo Ferrero per questa strabiliante dichiarazione:
I dati Eurostat dimostrano che il Pil italiano va peggio di quello della media della zona euro e la colpa è delle politiche liberiste di Berlusconi.
Non so se qualcuno abbia pensato di chiedergli quali. In effetti fa quasi pena, sono già in ansia per le dichiarazioni post-elettorali che parleranno di complotti e inciuci PD-PDL per tenere la “sinistra” fuori dal Parlamento Europeo.Tutto ciò ovviamente noncuranti del fatto che se in Francia e Germania la sinistra ( e non PS e SPD ) è una delle forze politiche del paese ci sarà un motivo; dopotutto la presenza di Rifondazione ( e figli ) in Italia è uno dei motivi per cui sparare sulla Croce Rossa non è poi così male.
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SCRITTO IL 22 aprile 2009 SU BananeDal Repubblichino.
Da ora in poi, per esempio, si potrà mangiare il trancio di pizza, la brioche o il cono gelato solo dentro locale e non più in strada. Il locale non potrà più servire bibite se non prodotte in casa, addio dunque lattine di bevande insieme alla pizza. Inoltre, questi esercizi dovranno chiudere rigorosamente all’una di notte (la richiesta iniziale del Carroccio era stata addirittura a mezzanotte).
In summa, per CL e Lega il giro di tangenti nella pubblica amministrazione sono da premiare con una medaglia al valore, come insegna il pregiudicatissimo CLino attuale DG del principale ospedale di Pavia; vice versa mangiare cose per strada è perseguibile
Secondo me però una multa o una sospensione della licenza è un po’ poco, io proporrei la castrazione chimica.
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SCRITTO IL 26 febbraio 2009 SU Banane, Riflessioni, ScienzaÈ assodato da non poco tempo che il governo attuale sia un tripudio di bimbi speciali e di premi Nobel mancati alla nascita, ma la fila di idee idiote si sta allungando a vista d’occhio, e sarà difficile parlarne in un post solo, per cui probabilmente se ne parlerà ad oltranza poi.

HELP !
Il primo è l’ennesimo accordo da campagna elettorale sul nucleare, sul quale vale la pena spendere un paio di parole.
Premessa
La prima parola è un “hahaha” nei confronti dell’incredibile quantità di zecche che dall’alto di lauree che vanno da “giurisprudenza” a “filosofia” ( acquisite o in fieri ) piagnucolano sul fatto che in Italia serve “fare ricerca sulle rinnovabili”.
Quello che queste persone in effetti dimenticano è che la ricerca sulle fonti rinnovabili non si fa da sola, ma oltre ai fondi servono le risorse umane, e la carenza di laureati in ambito scientifico in Italia non è solo dovuta allo scarso incentivo allo studio ( o, appunto, alla mancanza di fondi ), ma spesso anche ai buchi nel cervello delle suddette persone che con l’emisfero destro si lamentano perché il solare è sconosciuto in Italia, mentre col sinistro piagnucolano dei loro 3 in matematica al liceo.
Veniamo ora a fatti più attuali, il capitoletto che potrei intitolare “le stronzate dei bimbi speciali di Forza Italia”.
Le stronzate dei bimbi speciali di FI
Cito:
Eravamo protagonisti del nucleare negli anni ‘70, poi per il fanatismo ideologico di una parte politica abbiamo interrotto la costruzione di due centrali che erano vicine ad essere completate. Ora la Francia con grande generosità apre a noi e ricordiamo che loro hanno la possibilità di produrre l’80% del loro fabbisogno con il nucleare, un’energia pulita in un sistema di sicurezza che consente ai francesi di pagare l’energia che consumano la metà di quanto pagano gli italiani.
Dalla quantità di stronzate in così poche righe è evidente che chi parla, oltre ad essere un noto giurisperito è anche un noto massone. Diamo i numeri:
- “Eravamo protagonisti del nucleare negli anni ‘70“: questa è la balla #1; fino al 1986 in Italia si contavano 4 centrali nucleari funzionanti. In Francia fino agli anni ‘60 se ne contavano 9. Ora sono oltre 50.
- “il fanatismo ideologico di una parte politica“: questa è la balla #2, e per smentirla è sufficiente cercare da qualche parte e vedere le percentuali dei “sì” per quel referendum; non solo, per il “sì” ( per l’abrogazione ) si schierarono ufficialmente anche PCI, PSI e DC, e la cosa parla da sé. Fra l’altro il referendum è stato fatto subito dopo Chernobyl; che è un po’ come attaccare l’Afghanistan dopo l’11 settembre.
- “ricordiamo che loro hanno la possibilità di produrre l’80% del loro fabbisogno con il nucleare“: questa è la balla #3, ma sono convinto che sia detta in buona fede, come quelle cose che può dire chiunque parli di argomenti che non conosce. È abbastanza vero che la Francia ha tutte le centrali che vuole per soddisfare eserciti e imperi, però la IEA la pensa un po’ diversamente riguardo alla provenienza delle risorse che queste centrali utilizzano; in parole povere, se hai un sacco di centrali nucleari ma devi comprare da terzi parte dell’uranio, sei a metà dell’opera, ma l’altra metà non te la regala lo spirito santo.
Ho già parlato un’altra volta di nucleare, per cui alcuni dati li potete andare a recuperare nell’altro post, con tanto di fonti1.
Ehi, ma ci stanno fregando ?
Nonostante le usuali balle del gommoso brianzolo, questa farsa del “nuovo piano nucleare italiano”, che a prima vista potrebbe sembrare una buona notizia ( soprattutto per chi è tendenzialmente a favore, come me ), in realtà sembra di essere un nuovo affare Alitalia, e gli indizi sono diversi.
Il primo indizio è che chiunque voglia parlare di nucleare si dovrebbe rivolgere in primis ai suoi ricercatori, al CNR e alle Università, prima che ad un leader politico di un altro paese; queste cose le faceva l’Unione Sovietica con “gli stati amici”, per cui è comprensibile che si facciano anche qua. Non solo, la Francia ha 60 centrali e un piano che va avanti dagli anni ‘50: altri tempi, e altro budget, dunque non sembra l’esempio più immediato da cui copiare, sarebbero addirittura meglio l’Iran o l’Armenia.
Cazzate a parte, questo è esattamente l’interesse che hanno in Università e Ricerca persone con un livello di istruzione molto basso.
Il secondo indizio è che la prima centrale verrà attivata ( forse ) nel 2020. Chi non è Claudio Scajola e non ha grosse difficoltà con le tabelline si può benissimo rendere conto che i circa 60GW di potenza installata in Italia rimarranno lì dove sono, col petrolio in aumento in questi anni, e ammesso che un disastro di proporzioni epiche non uccida il 90% della popolazione e faccia crollare il fabbisogno energetico, “forse ci siamo svegliati un po’ in ritardo”.
Dunque ?
Non c’è molto altro da dire, perché è abbastanza splendidosplendente che è dal 1987 che non ci si occupa di energia in Italia; negli USA quando Obama vuole rivedere il piano energetico si rivolge ad un premio Nobel, noi invece ci accontentiamo e scegliamo Scajola, che non si capisce bene che qualifiche abbia.
Lo stato attuale è che per l’ennesima volta ci si sta affidando ad un altro Paese che per quanto abbia un piano energetico decente di sicuro non ha intenzione di fare della filantropia, you do the math.
Aggiungo due cose.
- La Francia, che non è la Franciacorta, è la stessa Francia cui è stata regalata Alitalia; in più pare che in oltralpe siano oltremodo incazzati per la questione TAV, chissà se c’è un legame …
- Meglio Sarkozy o Gheddafi ? Entrambi in queste condizioni possono staccare la spina ( o chiudere il rubinetto ) e lasciare l’Italia col culo per terra; anche qui c’è l’imbarazzo della scelta.
_______________- sul post vecchio aggiungo qui un chiarimento, che è stato esaurito in un mio articolo su Kronstadt #41 ( pagina 6 ), ma non sul blog: le percentuali sul rapporto produzione / importazione indicano che 95% è quasi un perfetto equilibrio, ma non un’autosufficienza energetica, perché “si produce tanto quanto si importa”; l’autosufficienza energetica è raggiunta solo dai Paesi che sono prevalentemente esportatori, quali Australia, Russia, Algeria, etc.; tutti i dati comunque si possono vedere qui, anche se non sono di facilissima interpretazione.
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SCRITTO IL 23 febbraio 2009 SU Banane, Ffruustration, RiflessioniLe headlines delle testate in ogni mezzo di comunicazione italiano hanno una divisione netta che separa il sensazionalismo dalla notizia di una certa rilevanza, e la cosa separa anche due target ben definiti, costruiti ad hoc, con cura, nel corso degli anni.

Per comodità chiamerò i due insiemi A e C, dove C sta per coglioni, e A sta per altri. Non è un discorso classista, perché è sufficientemente risaputo che la stupidità media di una massa numerosa è stata più volte co-responsabile di grandi disastri.
l’exhibit A è quello che cerca di divulgare un minimo di cose riguardanti le nuove leggi vergogna ( testamento biologico, riforma della giustizia ), o magari portare alla luce poco noti fatti di cronaca ( condanna Mills, etc. ); il problema della fetta A è che a causa della “forza della ragione” in questo blob è contenuto un altro sottoinsieme ( non denso in A, fortuantamente ) non troppo illuminato, che unisce le leggi vergogna alla massoneria e ai cerchi nel grano: certo, non che prima non fossero collegate le due cose – leggi vergogna e cerchi nel grano, ovviamente – ma chiunque pensi che allo stato attuale un qualunque ex membro di una qualsiasi organizzazione eversiva, quali il gommoso brianzolo o il miglior Fabrizio “testa di cazzo” Cicchitto, che parla di criminalità più o meno come Mengele poteva parlare di mala sanità, beh chiunque pensi che un ex-piduista abbia bisogno di rivolgersi ad un’altra associazione segreta per attuare qualsiasi piano diabolico probabilmente vive su Betelgeuse, e l’intensità della sua interazione gravitazionale con quella di Betelgeuse deve avergli fortemente dato alla testa.
Ma il problema non è la polarizzazione dei mezzi di stampa, questo è un discorso che fanno già in tanti, e ormai è entrato a pieno titolo nello scatolone delle cose irreversibili.
Il problema è “come un fenomeno mediatico fabbricato ha un risvolto sociale materiale potenzialmente pericoloso”, e la citazione in testa a questo post la dice lunga. L’insieme C ha giocato un ruolo determinante in un sacco di cose, prima su tutte il voto e l’elezione di giunte di colossali teste di cazzo che hanno approvato con pochi problemi ordinanze liberticide un po’ come volevano loro, senza curarsi di avere il consenso di una buona parte del popolo, perché, come dice Borat, “consent is not necessary”. Quali ordinanze ? Beh, l’allegra storiella dei parchi di Novara, ad esempio, oppure la libera circolazione a Verona, che è consentita, in genere, a meno di non mangiucchiare niente in giro, o di non venire massacrati di botte e ammazzati da persone che prima di menarti erano universalmente dei “bravi ragazzi”.
L’ultima novità appunto è la regolamentazione di una cosa potenzialmente non regolamentabile e pericolosa. Quello che il ministro dell’interno non dice, essendo un leghista con una laurea in giurisprudenza, è che il pacchetto sicurezza già approvato tempo fa non ha avuto nessun effetto sulla criminalità in Italia, se non quello di renderla stazionaria, o di aumentarla lievemente provando che fare incazzare la gente con leggi liberticide e inutilmente repressive aumenta la criminalità, perché la tensione non genera tranquillità.
L’insieme A, appunto, non demorde, e fresco della vicenda Reggiani e di tutti i cattivi romeni in Lazio, decide di fare mobilitazione, prima su failbook, “per far vedere quanto siamo incazzati”, poi con le ronde, fomentati dalla Sega Nord.
E appunto, un’altra cosa che il ministro dell’interno non considera, è che l’istituzionalizzazione delle SA ronde crea ulteriore caos normativo qualora si debba valutare se una ronda che sgozza un gruppo di albanegri o devasti un negozietto fricchettone di pakistani lo faccia con cognizione di causa o meno, e tutto ciò senza andare a considerare l’eventuale infiltrazione di estremisti politici ( ammesso che ci siano anche ronde di “moderati” ) o di criminalità organizzata, perché a quel punto sarebbe difficile valutare anche quello.
Ma la ciliegina sulla torta è che probabilmente nessuno dei coglioni1 firmatari di questo decreto in fieri ha la minima idea dell’esistenza o meno di un rapporto di causalità fra l’istituzionalizzazione delle SA e la diminuzione ( prevista ? ) della criminalità, perché probabilmente è un optional.
In summa: mentre l’avvocato Mills viene condannato per essere stato corrotto dall’uomo invisibile, e mentre un sacco di ragazzine infraottantenni continuano a venire seviziate in lungo e in largo senza troppi problemi, assistiamo felici e spensierati ad un’iniziativa che non avrà nessun effetto per le ragazzine infraottantenni, ma nel frattempo sarà un gran belvedere per chiunque voglia girare in una qualsiasi città a farsi i cazzi suoi.
Il popolo delle libertà, fuck yeah.
_______________- dove “coglioni” non sta necessariamente per “cattivoni” o per “non intelligenti”, ma proprio per “coglioni”, e non sono necessariamente quelli dell’insieme C già discusso
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SCRITTO IL 17 febbraio 2009 SU Banane, Ffruustration, RiflessioniSi è concluso tutto esattamente come alle politiche, con un inspiegabile vantaggio di +10%.

What has Science done ?
Già, cosa può essere andato storto ?
Beh, innanzitutto cosa non è andato storto: il “crollo dell’affluenza” è una farsa, perché un margine del 3% è pienamente entro le previsioni, soprattutto vedendo il fatto che la gestione Soru fu piuttosto regolare, al contrario della distruttiva amministrazione precedente, sulla quale sfido chiunque a ricordarsi uno solo di nomi e facce dei Presidenti della Regione.
Sul resto si possono dire varie cose; prima fra tutti la grande spaccatura dovuta ad un sempre più grosso apartheid sociale che si diffonde a macchia d’olio in tutta Italia ( probabilmente anche fuori, ma non vivendo fuori … ). Difatti, ovunque su internet si pronosticava la vittoria di Soru, perché quello là non aveva praticamente nessuna presenza, e questo lo sapevano più o meno tutti quelli che bazzicavano per blog, social network vari, e compagnia bella.
Non solo: mentre chiunque non conoscesse Soru avrebbe potuto cantarne le lodi per motivi a caso ( impegno per il digital divide, borse di studio regionali, etc. ), nessuno conosceva, e mai conoscerà, quello là, una persona che è nata sconosciuta, si è presentata senza il proprio nome durante la “sua” campagna elettorale, e rimarrà sconosciuta per tutto il mandato, esattamente come i suoi predecessori.
Questo ovviamente il pollo delle libertà lo sapeva con certezza, perché essere ignoranti non vuol sempre dire essere stupidi, e infatti la battaglia negli old media, che sono quelli su cui si concentra di più l’attenzione delle masse meno istruite, era totalmente impari, ma fortunatamente in Italia l’antitrust non esiste.
I telegiornali nazionali erano il ben noto incrocio fra lo scandaloso e lo scandaloso, mentre i giornali, ovviamente, non li legge poi così tanta gente, e la cosa diventa chiara ed evidente andando in giro per le città e vedendo che per gonfiare la tiratura ufficiale quasi tutti i giornali nazionali, da Libero a Liberazione, gettano pacchi di copie agli angoli di strada.
Non avendo visto coi miei occhi non saprei valutare, ma dalla regia mi dicono che persino i modi “tradizionali” di propaganda ( manifesti, etc. ) erano totalmente polarizzati.
Tutto ciò è sufficiente a spiegare buona parte del risultato.
La parte più ( o meno, a scelta ) sorprendente invece riguarda la discrepanza dovuta al voto disgiunto, perché esattamente come Soru ha preso più voti di quanti non ne abbia presi la sua coalizione, quello là ne ha presi di meno.
Questo da un lato è spiegato dal discorso precedente, ovvero, le persone sono sufficientemente brainwashed da elogiare l’operato del governo, ma non abbastanza da non votare uno che comunque hanno gradito a livello locale negli ultimi anni; un’altra frangia di elettorato è la classica “voto FI perché c’è candidato il marito di mia cugina che è una brava persona, però Soru mi piace”, e a quanto pare non è stata una cosa trascurabile.
Localmente, alcune roccaforti sono rimaste, segno di gradimento dell’amministrazione comunale ( Sassari e Nuoro, ad esempio ), mentre in altre si è ribaltato pesantemente il risultato delle precedenti amministrative ( Ogliastra, Olbia e Iglesiente ); su questo non so pronunciarmi, ma pazienza.
Ci sarebbero ulteriori considerazioni da fare che meriterebbero critiche ben più aspre. Ad esempio, il nostro Weltroni ( che fortunatamente fa rima con “dimissioni” ) tutto ha copiato da Obama meno il trattamento da riservare ad avversari e “alleati che cagano fuori”. Ad esempio:
- Perché nessuno dal partito è andato a chiedere il conto ai dissidenti che fecero cadere Soru il mese scorso ?
- Perché nessuno dal partito è andato a lamentarsi delle politiche oscure di tali dissidenti e di altri membri ?
- Con che criterio sono state selezionate le liste ?
Quest’ultimo punto è il più divertente, perché per come descrivono la situazione i piddini, la stesura delle liste elettorali del PD è un elenco aperto, su cui nessuno può permettersi di dire niente. Siccome è ben noto ( e questo la procura di Sassari lo sa ancora meglio ) che certi personaggi, quali l’ex presidente del consiglio regionale, hanno la fedina penale sporca, come mai nessuno in un passato congresso ha mai alzato la mano con un bel dossier pronto a sputtanare tale personaggio ? Negli USA tutto ciò succede all’interno dello stesso partito, e per fatti molto meno gravi. Ovviamente qualcuno potrebbe obiettare che tale personaggio non fosse più nelle liste a questa tornata elettorale, e avrebbe ragione, ma per un motivo sbagliato, che esulava dall’onestà della suddetta persona, ma riguardava il numero di mandati già trascorsi in consiglio regionale.
Ci si lamenta spesso che in Italia esistono le “potenze”, personaggi che hanno il supporto indistinto di una determinata fetta della popolazione‚ e non ci si può far niente. Anche il reverendo Haggard era “una potenza”, il pastore di fiducia di W, grande capo degli evangelici americani. Tutto ciò prima di aver giocato a brokeback mountain con un baldo giovane e un pugno di MDMA, ora non solo non ha più seguito, ma campa fra centri di riabilitazione e psicofarmaci.
Dagli Stati Uniti copiamo tutto, le politiche sul welfare ( beh, quasi ), gli slogan, la propaganda su JewTube.
Tutto, tranne le cose che contano, come le politiche sulla corruzione, morale e non, della classe politica; quella sta bene lì, grazie.
Tags: becero proselitismo, indipendentzia, lol-eat-x
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SCRITTO IL 16 febbraio 2009 SU Banane, FfruustrationPer quanto il sito della regione dia ancora risultati certi solo al 10% sull’esito delle elezioni, la rete pullula di sondaggi e di bookmakers dell’ultim’ora che non si capisce bene che cifre sparino.
Gente: la sovrapposizione dei due intervalli è statisticamente significativa, fate meno i coglioni e divulgate dati che abbiano un senso.
Per ora comunque a 189/1812 sedi il vantaggio di quello là è circa 2-3%; è abbastanza probabile che diminuisca nel frattempo.
21:00 ~ il Corrierino dà 250/1812 e +4% per quello là
21:28 ~ A Sassari +10% abbondante per Soru a metà scrutinio, magari …
22:11 ~ Sassari tiene ulteriormente con ottimi risultati, nel frattempo il gap si è ridotto ulteriormente, sempre +4% ( anche se ha toccato anche +6% ); stendiamo un velo pietoso su Olbia, Alghero etc.
Tags: lol-eat-x22:52 ~ Boh
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