seppuku l'organo ufficiale di Comunione e Liberazione
  • Scritto il 7 giugno 2010 in Lols, Riflessioni

    Sì, non è perché hanno abbordato un’altra nave e c’è qualcosa di rilevante da dire, ma sulla vicenda della Mavi Marmara ci sono state un po’ di evoluzioni divertenti.

    La prima è che mentre parte delle future persone che contano dei Radicali e molti altri non hanno perso tempo per piagnucolare per i poveri israeliani che vengono sempre bersagliati dall’opinione pubblica internazionale, i poveri israeliani – tramite l’ufficio stampa del governo – non hanno perso troppo tempo per preparare la loro risposta sotto forma di un video su YouTube ( non diciamo JewTube che se no siamo “pacifinti” ).

    La strategia è che prima si mandano dei militari ad ammazzare delle persone; se gli altri criticano si fa un video in cui si prendono per il culo in un colpo solo sia le zecche filopalestinesi di merda che leccano il culo a Hamas, e sia quei nove negri e quel traditore della patria ( mezzo negro anche lui ) che sono andati nella loro barchetta piena di panzerfaust a destabilizzare l’ormai secolare ordine in Israele.

    Che dire, quando super elastic bubble plastic fece quella famosa battuta sui desaparecidos successe un casino; ora col senno di poi possiamo dire “almeno non li ha ammazzati lui”.

    Dopodiché, un’altra cosa divertente è un video in cui ad un’autentica richiesta della marina israeliana di “fermarsi” ribatte un’altrettanto autentica risposta che dice “go back to Auschwitz, he he”; l’IDF ammette di aver modificato il video, ma assicura che è autentico. Dopotutto, dopo aver tentato di tirare a fottere una volta, perché mai ora dovrebbero mentire ?

    Chissà. Per concludere è utile riportare un articolo del Guardian – che essendo un giornale per pacifinti è evidentemente inaffidabile – in cui vengono discussi alcuni dettagli sull’autopsia dei provocatori ( pacifinti, appunto ), da cui pare emergere che buona parte delle persone sono state sparate direttamente alla testa ( tipico atteggiamento difensivo ), e solo su uno è stato riportato un singolo colpo.

    Che dire, ottimi modi per risollevare la propria reputazione; coraggio, non c’era bisogno di armarsi di Final Cut, bastava aspettare una settimana e se ne sarebbero dimenticati tutti.

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  • Scritto il 1 giugno 2010 in Riflessioni

    Per chi nelle ultime ore fosse impegnato a guardare La Pupa e il Secchione su Mediaset Premium, qualche giorno fa una ONG turca ha fatto sapere che avrebbe mandato una nave di volontari in Palestina; in modo ottimista avevo pensato “secondo me li fanno fuori quando raggiungono la costa”.

    In un certo senso la mia previsione si è rivelata piuttosto ottimista, perché l’esercito israeliano ha pensato bene di fare un’allegra strage in acque internazionali. Dico “allegra” perché fortunatamente non c’era nessun italiano fra le vittime, per cui non ci dobbiamo preoccupare.

    In ogni caso non è la vicenda in sé che è preoccupante; cioè, lo è, ovviamente, anche solo per il fatto che un esercito di un paese qualunque ( in guerra da prima della sua fondazione ) decide arbitrariamente che una nave non ha il diritto di attraccare in un territorio conteso e la attacca addirittura prima che raggiunga i suoi confini, facendo, per altro, una decina di morti.

    La cosa preoccupante è che il governo israeliano è composto per lo più da capre, perché lo scenario dell’attacco è sufficientemente indifendibile, per cui a parte il naturale populismo da politico è difficile dire che la condanna ONU “non ha lasciato un tempo i riflessione per considerare tutti i fatti”.

    Ovviamente Benjamin Netanyahu, da bravo pacificatore, ha pensato bene di elogiare con ogni onore e lode la fantastica idea dei militari – molti dei quali che soffrono indici slogati e lividi da rinculo dei mitragliatori.

    Fortuna che c’è Fiamma Nirenstein che da brava “controcorrente” dice un sacco di cazzate, come

    Israele aveva più volte offerto agli organizzatori della flotta di ispezionare i beni nel porto di Ashdod, e quindi di recapitarlo ai destinatari. Essi avevano rifiutato, e questa sembra una prova abbastanza buona della loro scarsa vocazione umanitaria.

    o anche

    L’organizzazione turca Ihh, protagonista della vicenda, è sempre stata filo terrorista, attivamente amica degli jihadisti e di Hamas, essa stessa legata ai Fratelli Musulmani, i suoi membri ricercati e arrestati e la sua sede chiusa dai turchi stessi per possesso di armi automatiche, esplosivo, azioni violente.

    Ovviamente la parte dei membri ricercati e arrestati è una balla; o meglio, la questione citata dalla donna che ogni volta che apre bocca regala un membro in più a Forza Nuova riguarda il fatto che in passato IHH si sia rifiutata di fare del volontariato attraverso i canali approvati da Israele, per cui sono stati etichettati come terroristi; questo ovviamente è quello che dicono i turchi, non “la verità assoluta”, però stranamente sembra più affidabile dell’idea della Nirenstein ( nata a Firenze, non a Haifa, quindi non si capisce che abbia da rompere ) che tutti quelli un po’ più scuri vanno sterilizzati preventivamente.

    Quindi in sostanza la cosa che un po’ stupisce, ma in positivo, è che nel mondo civile la gente si incazza, persino l’ONU ha appunto preso una posizione. Ancor meglio, persino Frattini, che di norma lecca il culo a persone indecenti come Putin, Gheddafi e Lukashenko, ha detto qualcosa !

    Visto che va di moda dare fede alle critiche “da dentro” – tipo il fatto che solo i cattolici possono criticare la chiesa – mentre quelle da fuori sono inaffidabili è utile incollare il commento su Haaretz di uno che può essere discutibile, ma almeno è un israeliano, e non un wannabe israeliano:

    Netanyahu, Barak and Ya’alon have neither vision nor charisma, but they once seemed to have good judgment. The sole promise made by their cabinet was not to make hasty decisions like the one that led its predecessor into the Second Lebanon War. It was supposed to handle Israel’s strategic interests with utmost seriousness and responsibility. On the night of May 30th the cabinet broke its promise, demonstrating extreme, unforgivable lack of judgment in the face of the Palestinian flotilla.

    Che poi altrove parli di “provocatori estremisti” sembra il denominatore comune della stampa ebraica – ci saran mica i rettiliani che gli dettano le linee guida ? – ma col fatto che a bordo ci fossero tonnellate di giornalisti il dubbio un po’ rimane.

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  • Scritto il 14 maggio 2010 in Banane, Riflessioni

    È passata leggermente inosservata la notizia di una sorta di aggressione parzialmente portata a termine nell’università di Uppsala da parte di un gruppo di idioti per colpa di questa vignetta:

    Io continuo a sostenere che quella con la bomba fosse fatta meglio e quella col tipo col turbante che avvisava la fila di persone appena arrivate in paradiso “ehi, smettetela, abbiamo finito le vergini !”; in ogni caso a prescindere dall’ingenuità svedese il fatto che delle persone siano arrivate ad aggredire l’autore della vignetta di cui sopra – spingendosi chissà a cosa se non fossero intervenuti i poliziotti – fa abbastanza schifo.

    In effetti forse le candide voci della tolleranza e della cooperazione dovrebbero fermarsi un po’ e riflettere sulla differenza fra l’approvazione della costruzione di una moschea in nome della par condicio1 e l’accettazione o, ancor peggio, la giustificazione delle azioni del suddetto gruppo di capre, tanto per restare in tema di animali, che troppo spesso col loro handicap religioso trovano un po’ la scusa di fare tutte le cazzate che vogliono.

    È abbastanza importante segnalare queste vicende perché sono la vera minaccia alla libertà di espressione, al contrario di leggi che nessuno rispetterà e né applicherà, come il fantomatico decreto d’Alia – la cui protesta a riguardo ha provato tramite facebook che una buona percentuale degli italiani non ha senso comune – e l’ultima trovata del ministro della giustizia di staminchia, che rappresenta un reale problema solo sulla questione intercettazioni, ovviamente non per quello che riguarda i blog, ma vabe’, è tanto bello “indignarsi”, fa molto Al Gore.

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    1. suvvia, dire “libertà di culto” sarebbe un promuovere la religione a qualcosa di superiore a un poster di Mussolini o dei Take That
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  • Scritto il 16 settembre 2009 in Banane, Ffruustration, Low tech, Riflessioni

    Questo spassoso video ha fatto un bel giro negli ultimi giorni, ed è la prova di come un intervento farcito di umorismo anni ’60 e nessun contenuto possa scaturire applausi scroscianti. Principalmente è perché la gente ride ancora per Fantozzi, ma probabilmente un uomo delle fattezze di Brunetta che sbraita e gesticola farebbe morire d’invidia anche Tod Browning.

    A quanto pare il problema dello spettacolo in Italia non è che iniziative valide non vengano finanziate perché comuni e regioni sono troppo impegnate a spendere soldi in film porno e aerei per i loro dipendenti, o che, ad esempio, le “scuole” di arte e musica seguano un modello elitario e ottocentesco ( e così anche i teatri ). Il problema è che “ci sono i Festival che si mangiano i soldi” e c’è “la mafia dei direttori d’orchestra”.

    Ah già, “confrontatevi col mercato”. Non si capisce bene in che modo, nel momento in cui anche la promozione è cosa difficile visto che le discomafie sono amiche di tutti i governi di destra del mondo, per cui è difficile promuovere un disco autoprodotto senza incappare in normative buffe. Dopotutto era il 2004 quando fu approvato in Italia il decreto Urbani, anche se fortunatamente delle leggi ce ne si dimentica presto. È un po’ il solito discorso del liberismo “fai da te”. Siamo liberisti, ma buttiamo soldi ( pubblici ) in guerre prive di tornaconto economico, siamo liberisti, ma gli sprechi per processi e guardia di finanza valgono più della deregulation.

    Fortunatamente la Francia non fa eccezione. Finalmente, con l’opposizione di socialisti e comunisti, è passata la legge Hadopi II. In breve, era una sorta di analogo delle three-strikes laws che si vedono negli Stati Uniti, però applicata al file sharing via internet. Posso essere contento per aver azzeccato la mia previsione ( “al secondo tentativo passerà” ), però per il resto c’è da piangere.

    I due punti famigerati già citati ( quelli sulla cifratura delle WiFi e sulle whitelists obbligatorie di stampo cinese ) sono rimasti. Come si vede dall’articolo di Le Monde è rimasto anche il nocciolo della legge, che era l’eventualità di “rescissione forzata” del contratto col provider.

    L’unica cosa che è cambiata è che l’operazione effettiva di “staccare la spina” non poteva essere compiuta da una sorta di internet police invisibile perché la cosa era in contrasto con la normativa UE sulla privacy, ma anche, come espressamente detto da alcuni membri del governo francese, da “un’inezia”, come la Costituzione del 1789.

    Stavolta ci vuole un giudice, ma con una sorta di formalità, visto che a quanto pare per emettere il verdetto non è necessario un processo completo.

    La punchline spettacolare è ad opera del nipote dell’ex-presidente, che da “indipendente uomo di spettacolo vicino ai socialisti” è passato all’UMP; che dire, uno che piacerebbe al PdL:

    [cette loi va] protéger le droit face à ceux qui veulent faire du Net le terrain de leurs utopies libertariennes.

    “Contro chi vuole fare della rete il terreno delle proprie utopie libertarie”. Sempre il solito leitmotiv, il laissez-faire va bene solo in certe circostanze. Purtroppo Mitterrand junior e il resto delle persone non capiscono che l’unico diritto da tutelare in rete è, qualora fosse richiesto, il compenso per l’offerta di connettività ad internet – è comunque l’erogazione di un servizio -, e qualora appunto tale servizio possa essere decentralizzato e gratuito in rete non esistono altri “diritti naturali” che non siano regolati dai termini d’uso delle varie entità interne ( la compravendita dei domini, i filtri dei server di posta, etc. ), e non c’è Hadopi che possa dimostrare il contrario.

    L’introduzione del “giudice in persona” frenerà abbastanza l’applicabilità della legge. S’aspetterà i risultati.

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  • Scritto il 27 luglio 2009 in Banane, Ffruustration

    Certe volte sono convinto che l’ansia di misurarsi l’uccello con gli armamenti da parte di determinate persone abbia origine da un complesso di inferorità nei confronti di chi a queste persone ha fatto pesare la propria partecipazione a qualche guerra. Come dargli torto, del resto; la generazione di Franceschini e di La Russa è una generazione inutile: fra chi veniva da illustri repubblichini o illustri partigiani l’unica cosa di cui si possono vantare è essersi dati fuoco a vicenda negli anni ’70.

    In effetti a tutt’oggi nessuno ha ancora intuito un motivo valido per giustificare la permanenza militare in Afghanistan, a parte un furbo “se ce ne andiamo ora il resto del mondo ci prenderà in giro per aver fatto una cazzata”.

    Personalmente continuo a non capire il motivo dell’intervento “in the first place”. Dopotutto fra tutti i paesi che si potevano bombardare ( Libia, Corea del Nord, Somalia … ) non si è decisamente scelto quello più comodo. Persino Bossi e Calderoli si sono accorti che la democrazia non si esporta, a scanso di facili battute come “dopotutto noi non abbiamo nulla da esportare”.

    Potrei dare un po’ di premi, come per le europee, però non sarebbero abbastanza divertenti, e sarebbero troppi.

    Probabilmente la migliore è questa qui:

    In Afghanistan si gioca anche la nostra libertà. Non possiamo pensare di guardare solo il no­stro ombelico e non pensare al resto del mondo.

    Chi legge questa cazzata per caso è portato a pensare che l’autore vive incatenato ad un palo. Personalmente non avevo mai notato che la mia libertà dipendesse da un gruppo di persone che non essendo riuscite a trovare un lavoro vero vanno in mezzo al deserto a giocare a Commandos, e male.

    Un’altra dichiarazione notevole viene dal mio concittadino pentito Arturo Parisi, ex ministro della difesa, che mostra come il PD sia ancora una volta riuscito a farsi sorpassare a sinistra dai contadini leghisti. Ormai non c’è nemmeno più gusto a riportare certe notizie …

    Son sicuro che il Pd anche se all’opposizione continui ad attenersi alla linea del sostegno pieno e leale alle missioni approvate dal Parlamento nel rispetto della Costituzione, opponendosi fermamente a ogni iniziativa estranea al mandato parlamentare.

    Contrariamente alla posizione di Brunetta, questa è più subdola, perché lascia intendere che l’approvazione parlamentare “nel rispetto della Costituzione” di una qualsiasi mozione sia una cosa “giusta e legittima” in ogni caso, perché beh, se è approvata nel rispetto della Costituzione …

    La cosa che fa più ridere non è tanto la totale mancanza di senso comune di chi non avendo partecipato a nessuna guerra vera ( per favore, non mi si citino la guerra del Golfo e l’intervento in Kosovo o in Libano ) ha voglia di provare l’ebbrezza di mentire ai propri sudditi dicendo che “è in gioco la nostra libertà”, quasi come se si sentisse una qualche minaccia incombente.

    La cosa che fa più ridere è che chiunque abbia da ridire in qualsiasi modo sullo spreco rappresentato dalle “missioni di pace” viene preso per una specie di fricchettone o di un “sostenitore dell’antipolitica”, come se invece “sostenere la politica” fosse un qualcosa di più nobile. Beh, come dice Franceschini, “il primo nostro dovere è proteggere i nostri soldati”; e da cosa ? Ze germans ?

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  • Scritto il 25 giugno 2009 in Riflessioni

    Richard Feynman era un fisico molto famoso, una specie di idolo per molti. Non perché abbia preso il Nobel e altre onoreficenze; dopotutto non è facile capire l’importanza delle scoperte di Feynman senza un minimo di background ( anche se lui stesso sosteneva il contrario1 ).

    FeynmanFeynman era una specie di “modello da seguire” perché era uno cui piaceva divertirsi, contrariamente a Paola Binetti.

    Un’altra differenza fra Feynman e la Binetti, oltre a svariati milioni di neuroni, è che Feynman, probabilmente cavalcando la moda dell’epoca, era noto fra i fisici fricchettoni come un occasionale consumatore di svariate droghe, mentre la Binetti è nota per dormire su una tavola di legno e stringersi un coso di filo spinato attorno ad una gamba.

    Fortunatamente c’è una sorta di giustizia storica per la quale la Binetti sparirà dai libri, mentre i diagrammi di Feynman, la formula di Feynman-Kac e le Feynman’s lecutres on Physics rimarranno per un po’.

    Chi oserebbe mai paragonare un noto fisico ad uno pseudoscienziato dell’Opus Dei ? Nessuno, però mi sembrava una bella introduzione per questo interessantissimo articolo comparso sul Repubblichino.

    Incredibile ma vero. Per molti anni l’uomo ha provato a spegnere il fuoco con la benzina: ora, dopo un secolo di tentativi ci siamo resi conto che la repressione dei consumatori di stupefacenti non sta portando troppo lontano.

    Chi l’avrebbe mai detto ?

    Avevo già commentato un paio di vicende a riguardo in News dalle Facce della Droga e Le Nuove Facce della Droga, ma questa volta siamo davanti al Gargantua del proibizionismo che dopo essere tornato ancora una volta a casa a picchiare moglie e figli si rende conto di avere un problema. Cito

    Un secolo di repressione non è bastato: a cent’anni dalle prime misure contro l’uso di stupefacenti è arrivato il momento di ragionare sulle possibili alternative. Lo chiede in modo aperto l’Ufficio dell’Onu su droga e crimine, ponendo l’accento, per la prima volta da quando è stato fondato, sulla necessità di modificare l’approccio al problema. Serve “meno impegno della polizia con gli utenti, più sforzo con i trafficanti”, si legge nella prefazione firmata dal direttore Antonio Maria Costa. [...] Secondo Costa, la soluzione è elementare: “Più controllo sul crimine, ma senza diminuire i controlli sulla droga”

    Non ho letto la relazione, ma sono sicuro non manchi di umorismo. Soprattutto nel passaggio da “pensiamo alle alternative alla repressione dei consumatori” a “non dobbiamo diminuire i controlli sulla droga”.

    È chiaro che chiunque sostiene un’idea stupida, vedendola ridotta in macerie cerca di salvare il salvabile, però è una dichiarazione che lascia trasparire il fatto che qualsiasi tipo di consumatore sia una specie di cittadino di serie B, da Richard Feynman che è campato piuttosto a lungo a Shannon Hoon che è morto di overdose a 28 anni.

    Tutto ciò ci riporta all’inizio del discorso, perché questo atteggiamento non è molto diverso dal dire “ehi tu, se vai in chiesa finirai per dormire volontariamente sul filo spinato !”; è vero che pensare che ci siano persone cui piace dormire sul filo spinato è incredibilmente divertente. È anche vero che le campagne di terrorismo psicologico sulla droga si sono spinte ben oltre il limite della balla colossale ( come l’unicamente americano accostamento di marijuana e Al Qaeda ), dando un bell’input ad alcuni “scettici delle pubblicità progresso” per iniziare col crack.

    Ulteriormente:

    L’Unodc pone un “doppio NO”: no alle droghe, no al crimine. “Il crimine organizzato”, scrive il direttore, “non scomparirà con la legalizzazione della droga”: per tenere in vita le mafie bastano altri traffici.

    È vero, bastano altri traffici. È un po’ come dire che se stai in una casa col frigo vuoto puoi sempre mangiarti i tuoi coinquilini, o magari puoi sperare che in un paio di giorni l’evoluzione ti abbia trasformato in un ruminante capace di divorare i mobili.

    Tutto sommato verso la fine il pezzo migliora, soprattutto in riferimento al noto provvedimento del nazicristiano Giovanardi e il suo approccio altrettanto cristiano nei confronti della vita altrui; fortunatamente anche in questo caso si segue la consuetudine italiana riguardo all’enforcement delle leggi: dopotutto, se se ne fregano le istituzioni …

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    1. gran libro, lo consiglio a tutti i profani che hanno intenzione di finirlo.
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  • Scritto il 23 giugno 2009 in Low tech, Scienza

    Mentre in Iran ci sono seri problemi a uscire di casa e in Italia il pedopresidente ha difficoltà con la comunione, altrove ci sono un paio di news interessanti.

    La prima arriva da Nature, ed è una tesi che sulle prime mi sembrava un po’ far-fetched; l’articolo originale è comparso tre giorni fa sul Washington Post, e riguarda una ricerca su come una sorta di analisi statistica analoga a quella che si compie sui messaggi cifrati, svolta su “una serie di numeri apparentemente casuali”, può evidenziare dei pattern che contraddistinguono numeri truccati.

    Brogli ?

    "Preoccupati per la libertà di stampa in Iran" ... ?

    Il caso in questione è la recente tornata elettorale in Iran, in cui nelle cifre meno significative ( le ultime due, su cinque o sei ) ci sono svariate ripetizioni, mentre in teoria le varie cifre dovrebbero essere equiprobabili: per intenderci, se un candidato si aggira “sui 1250 voti” la probabilità che ne prenda 1253, 1247, 1249 o 1261 è pressoché la stessa. È chiaro che se a truccare i dati non è un generatore sufficientemente efficiente di numeri casuali, ma una persona o anche un gruppo di persone, analisi di questo tipo possono fornire risultati interessanti.

    Una ricerca a riguardo, con un po’ di grafici, è questa qui; è leggermente diversa dall’articolo del Washington Post, perché invece che analizzare le ultime cifre significative analizza le prime, mostrando delle interpolazioni sulla curva della legge di Benford, che dice che “in molte analisi di dati” le occorrenze delle prime cifre significative non sono equiprobabili. Per intenderci, la prima cifra significativa è un terzo delle volte “1″, oppure, meno frequentemente, “2″, e così via.

    La conclusione è uno scostamento “quasi certo” ( significatività < 0.007 ) dall’ipotesi di dati non truccati. Ovviamente tutto ciò non fa capire a sufficienza quanto effettivamente l’esito sia stato manipolato, e se il governo iraniano – come ha in parte ammesso – abbia truccato i dati in modo determinante, anche se a parte le solite dichiarazioni tragicomiche dei vari capi di Stato che era da un po’ che non ventilavano il palato, quello che si sta vedendo in questi giorni per le strade di Teheran non è di certo un segnale felice.

    La seconda novità riguarda l’eolico, e “cosa fare per rivedere in modo cosciente il piano energetico di una nazione”, che per l’articolo sono gli USA, ma si può fare un discorso analogo per la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e la Scandinavia.

    È vero che l’energia eolica è indubbiamente la più scomoda fra le rinnovabili. Non sempre presente, le pale non sempre funzionano a dovere, sono pesanti e occupano un sacco di spazio. È anche vero che non è da tutti i giorni fare una pianificazione decente che evidenzi “dove conviene piazzare i generatori” e “quanti ce ne vorrebbero – in modo ottimale – per dare un risultato soddisfacente”.

    Il risultato è una sovrastima oltre il verosimile; “ricoprendo il ricopribile si produce venti volte l’energia che si consuma”, dove “il ricopribile” è praticamente tutto tranne le aree densamente popolate, quelle ghiacciate, e quelle eccessivamente irregolari. Tornando nel mondo reale non è niente di nuovo scoprire che un investimento significativo sull’eolico può portare vantaggi, ma nessuno sembra averci pensato abbastanza fino ad ora.

    AND NOW FOR SOMETHING COMPLETELY DIFFERENT

    Hai comprato dall’estero un iPhone 3G ( magari bloccato ) e lo vuoi aggiornare al firmware 3.0 ? Nessun problema !

    • Scarica PwnageTool dal sito della iPhone Dev Team
    • Prepara l’opportuno firmware crackato in modalità “esperto”, per assicurarti che siano attivati “attiva il telefono” e “aggiorna la baseband” ( e magari liberati del logo con l’ananas che fa schifo )
    • Quando ti chiede se hai già PWNATO l’iPhone digli di no; segui le istruzioncine
    • Fai un backup da iTunes in modo da salvare contatti, sms, etc.
    • Aggiorna, ma assicurati di avere una wifi a tiro
    • Scarica ultrasn0w tramite Cydia
    • Riavvia !1

    A me dava continuamente il diabolico errore 1600 mentre cercavo di aggiornare il firmwaree ( quinto passo ); per liberarvene installate il firmware 3.0 ufficiale ( non funzionerà, ovviamente ) e poi prova a ricreare quello crackato.

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    1. l’iPhone, non il computer, cazzone !
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  • Scritto il 2 giugno 2009 in Lols

    Oh, the irony

    Oh, the irony

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  • Scritto il 18 aprile 2009 in Senza categoria

    In questi giorni il ministero delle infrastrutture e il ministero dell’interno sono occupati in riunioni a quattro mani per decidere il criterio per truccare gli appalti per la ricostruzione in Abruzzo, benché qualcuno si sia anche curato di blaterare cose come “il timore che la criminalità organizzata allunghi le mani sugli appalti è reale”; dopotutto “timore” è troppo negativo, diciamo “opportunità” e siamo più ottimisti !

    Non solo, in un paese in cui per qualche motivo la NATO si è dimenticata di esportare la democrazia non si fa altro che parlare di pirati, e ulteriori cose noiose; dopotutto il fatto che una sorta di criminalità organizzata sequestri a discrezione le navi che passano nei paraggi, beh, è una cosa inaccettabile, la questione dei diritti umani in Somalia può anche stare li dov’è, tanto lo sanno tutti che i negri fanno danno dovunque vadano, quindi almeno se rimangono lì e si ammazzano fra loro siamo più contenti.

    Comunque nessuna di queste due è la notiziona del secolo, ne parla già abbastanza Libero.

    jollyDa un po’ di tempo a questa parte si sta svolgendo una serie di processi fallimentari che coinvolgono una serie di organizzazioni mafiose incazzate contro persone a caso, per reati inesistenti.

    Il reato in genere contestato è un’agevolazione al ridimensionamento – per esigenze comunitarie – del fatturato di tali organizzazioni mafiose, analogamente a quanto accade più o meno sempre per inventori e produttori di tecnologie in obsolescenza, con la piccola differenza che quando si parla di “libera concorrenza fra imprese private” paga chi ne esce sconfitto, mentre quando la circostanza coinvolge da una parte un piccolo gruppo di aziende in forte collusione col settore pubblico ( tramite la SIAE in Italia, ad esempio ) e dall’altra parte un gruppo “non importa quanto numeroso” di singoli individui, beh, in quel caso per la seconda squadra è una specie di partita a Blackjack, se superi il 21 sei fuori.

    Va da sé che rimanendo dentro non si vince nulla. Non solo, le regole cambiano giorno dopo giorno, e non perdere diventa sempre più difficile.

    Il riferimento è evidentemente alla discussa vicenda su The Pirate Bay. Prima di parlare di questo è bene citare un paio di fatti. I discografici infatti tendono a sciogliere nell’acido le notizie scomode, e ne riporto alcune di seguito:

    1. Qualcuno si ricorderà di quando la Universal fece causa ad una donna che con una telecamera dalla qualità oscena fece un video al suo bambino di qualche mese che ballava con sotto una canzone di Prince. Senza andare troppo nei dettagli, la donna ha vinto la causa, nonostante l’enormità di leggi che di fatto depenalizzano il comportamento criminale di certe organizzazioni.
    2. Sempre l’anno scorso, dopo una serie di litigi sul fatto che distribuire musica in un modo che per qualche motivo non va bene ai discografici rappresenta una qualche forma di “reato”, sono sono letteralmente rotti le palle anche certi giudici, arrivando anche a suggerire sanzioni nei confronti degli avvocati RIAA intenti a portare avanti cause milionarie contro singoli studenti.
    3. A peggiorare le cose, qualcuno si ricorderà di quando Sony fu messa letteralmente in ginocchio per aver riempito di virus i CD audio che distribuiva, perdendo una dopo l’altra tutte le cause possibili. Il risultato fu non solo l’annientamento software del virus anti-copia ( permettendo di fatto di copiare il CD ), ma anche un quantitativo imbarazzante di rimborsi e multe.

    La recente sentenza contro The Pirate Bay ha fatto sufficientemente discutere, anche se probabilmente nel modo sbagliato.

    Innanzitutto non si capisce di cosa sia colpevole un tracker di BitTorrent che è un servizio di condivisione di file, e buona parte del contenuto non è disponibile illegalmente. Sarebbe pressappoco come chiudere un provider perché fra i suoi clienti ci sono un sacco di pedofili: a questo punto si potrebbe anche fare causa a tutti i negozi e i ristoranti che hanno dato da mangiare ai pedofili stessi, consentendogli quindi di vivere.

    L’invenzione spassosa è che The Pirate Bay “fa i soldi a spese dei discografici”, al contrario dei discografici, invece, che fanno spesso soldi a spese del contribuente tramite, ad esempio, il pizzo SIAE sui CD vergini, che è una cosa assolutamente insensata soprattutto perché molti CD e DVD sono usati per i backup di foto, video e documenti, oppure semplicemente le tonnellate di finanziamento pubblico usate non solo per i dipendenti SIAE ( che per quello che mi riguarda possono anche perdere il lavoro di colpo e fare la fame per il resto della loro vita ), ma anche per le case di produzione e distribuzione, che probabilmente quei soldi li dovrebbero utilizzare per finanziare e produrre film, piuttosto che pagare gli avvocati.

    Questi – e il fatto che ad oggi il tracker non è stato sequestrato – sono fondamentalmente i motivi per cui le probabilità che il ricorso di The Pirate Bay venga accolto sono piuttosto elevate, e loro stessi sono sufficientemente fiduciosi.

    Dopotutto è una guerra che si chiuderà per sfinimento, e gli sprechi stanno pian piano superando gli utili, per cui …

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  • Scritto il 4 aprile 2009 in Low tech, Riflessioni

    Dal lato “civile” gli ISP sono amici del popolo e nemici dello Stato, perché il popolo è loro cliente e lo Stato rema contro gli interessi di tutti, e di questo se ne è parlato in lungo e in largo, anche ultimamente. Quando invece gli stessi ISP vedono dei piccoli moti rivoluzionari che non gradiscono, i provider si riappacificano con legislatore come in una puntata di Gossip Girl, e succedono cose buffe.

    nn

    Tutti contenti, tutti felici, è uscito Skype per l’iPhone; fortuna che il Corrierino è un giornale di dementi, perché un qualsiasi giudizio più lusinghiero lascerebbe sfuggire la gravità di una delle clausole dell’accordo Skype / Apple.

    Gli utenti degli smart phone Apple avranno però qualche limitazione: si potranno effettuare chiamate solo attraverso network wifi, mentre non sarà consentito utilizzare le reti di operatori con i quali Apple ha raggiunto accordi di esclusiva, come nel caso di At&t in America. «Non credo che si tratti di una restrizione fondamentale – ha spiegato ieri il direttore generale di Skype, Scott Durchslag – . Non solo in America ma anche in Europa le reti wifi stanno diventando sempre più diffuse»

    Selezionare il traffico internet quindi è una “piccola limitazione”. Non è una cosa che riguarda chiunque non abbia un telefono vincolato ad un gestore particolare, però è molto probabilmente una cosa illegale, almeno finché non arriverà la solita testa di cazzo a richiedere che venga fatta una legge ad hoc, un po’ come sta succedendo in tutto il mondo.

    Fortuna che ( non in Italia ) qualcuno se n’è accorto e chiede il conto.

    Ovviamente dal canto suo AT&T risponde:

    Customers are free to download and use the apps they want, but we have no obligation—nor should we have—to facilitate or subsidize our competitors’ businesses

    AT&T parla bene e sa che deve tutelarsi, però, al pari di MPAA, RIAA, SIAE e tutte le altre mafie legalizzate, quello che non riconosce è che se la tutela di sé deve andare a ledere lo stesso contratto che offre al suo cliente che si aspetta come minimo che il suo traffico web non venga in qualche modo monitorato, beh, più che “tutela dei propri interessi” si potrebbe chiamare “il cliente non ha sempre ragione“.

    In sintesi, quando è minacciato il fatturato di una qualsiasi azienda, per motivi di naturale “competizione”, la legge sa scegliere bene le parti.

    Anche in Germania T-Mobile e Deutsche Telekom si fan sentire.

    Ovviamente non è la prima volta che succedono cose simili, anche perché sia gli ISP che i gestori di telefonia mobile non hanno mai nascosto il loro astio nei confronti di iniziative di decentralizzazione, quali le proposte di grandi reti WiFi e la liberalizzazione del WiMAX che tanto scalpore tempo fa.

    Tutto ciò ricorda molto il periodo in cui l’UE trovò la patetica scusa dei diritti umani in Cina ( sguinzagliando anche un buon esercito di fricchettoni per difendere la loro causa ) per iniziare a pensare che forse ‘sto mercato libero non era una grande idea.

    Che dire ?

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