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Mi è capitato sott’occhio un articolo sul clima, e contrariamente a tutti gli articoli sul clima che si leggono tutti i giorni questo è particolarmente buffo, per cui è degno di qualche commento.

Al Gore presenta CURRENT
L’articolo si intitola “Contro l’impostura climatica e i suoi araldi”, ed è di Carlo Ripa di Meana. Come molti degli articoli a tema energetico pubblicati sul sito dell’iBL, gli autori sono globalmente degli “araldi contro l’impostura climatica”, per parafrasare e rigirare il titolo. Il motivo principale dell’accanimento contro le tesi sul riscaldamento globale è … beh, non c’è un motivo principale. Ripa di Meana non è un climatologo, ed essendo un politico, posso citare Michael Crichton e il suo popolare talk “The Case for Skepticism on Global Warming“:
I was also raised in a scientific tradition that regarded politics as inferior: If you weren’t bright enough to do science, you could go into politics.
Del resto, come dargli torto ? Ripa di Meana cita in vari punti il talk di Crichton, ma questa riga deve averla saltata. L’inizio del discorso è una buffa successione di “non credo”, che è una cosa strana da sentire da uno che si fa portavoce della critica contro “l’ambientalismo come una religione”.
A sostegno di tesi inesistenti ci sono un sacco di cose esilaranti:
- La denigrazione di rivali particolarmente stupidi, con citazioni del tipo “Come i terroristi non possono presentarsi nei media, così gli scettici sulla questione climatica non dovrebbero avere il diritto di parlare pubblicamente contro la teoria del riscaldamento globale” o “Ogni volta che qualcuno muore in seguito alle alluvioni in Bangladesh, un dirigente di una compagnia aerea dovrebbe essere trascinato fuori dal suo ufficio e annegato”. Il messaggio è: se un sostenitore di una determinata tesi dice cazzate, quella tesi è automaticamente falsa.
- Esagerare le posizioni altrui per provare le proprie tesi, ad esempio prendendo come una “smentita” un appello di cento scienziati rivolto ad Obama. È chiaro che più che la validità della tesi in sé l’appello mette in discussione la significatività del fenomeno, ma probabilmente “fa lo stesso”.
- Aggiungere qualche inaccuratezza qua e là. Freeman Dyson ad esempio da “sostenitore” è diventato “massimo oppositore”, mentre dalle sue dichiarazioni si capisce chiaramente che lo scetticismo è dovuto a questioni puramente metodologiche, che è esattamente il parere di più o meno tutti quelli che sanno perfettamente la differenza fra scienza e religione, a differenza di Ripa di Meana e di molti Verdi ( di cui ha fatto parte ).
- Citare fonti “contro” senza valutarne l’attendibilità. Ad esempio, “L’Ambientalista Scettico” ( di Bjørn Lomborg, che non è uno “scienziato” ma un economista ) ha ricevuto apprezzamenti praticamente solo da stampa non-scientifica, mentre molta stampa scientifica l’ha demolito; forse è colpa del fatto che la “scienza ufficiale” è una grande loggia massonica.
Insomma, ogni volta che politici ed economisti parlano di quanto abbia senso ( o meno ) una teoria su qualcosa a loro totalmente estraneo c’è sempre da commentare; soprattutto quando in Italia c’è chi si lamenta del fatto che i think tanks non sono un’entità riconosciuta come negli USA.
La seconda parte dell’articolo invece è una recensione dei vari provvedimenti anche in materia di energia delle varie amministrazioni che hanno iniziato a darsi da fare, prima su tutte probabilmente quella statunitense, ma con un discreto seguito; su questo poco da dire, frecciatine a parte. È da notare che a proposito di energia l’Italia è ferma al 1990 e non accenna a schiodarsi, però probabilmente anche dire queste cose è diventato roba da talebani ambientalisti.
Per il resto le cose divertenti finiscono, se non il continuo cercare alleati a destra e a sinistra, come questa spettacolare leccata di culo:
Ma forse la più efficace analisi e denuncia di questa manipolazione affidata alla comunicazione mediatica, tv, radio, video e giornali e riviste, l’ha sviluppata nel suo libro recente Pianeta blu non verde – Cosa è in pericolo: il clima o la libertà?, Vaclav Klaus attuale Presidente della Repubblica Ceca, tra i maggiori economisti viventi, che ci esorta a sfidare l’impostura “che non deve rimanere senza risposta da parte dell’opinione pubblica che ragiona razionalmente”.
Non mi sono chiari i limiti dell’insieme dell’opinione pubblica che ragiona razionalmente, probabilmente io non ne faccio parte.
Che dire, un disastro. Questo è quello che succede quando anziché prendere il politico come una sorta di specie “meno sviluppata” gli si dà una penna in mano e gli si chiede un bell’articolone dettagliato contro la moda del momento. Non è necessario provare la propria tesi, basta citare qualcuno che sia contrario e che abbia fatto qualche ricerca ( discutibile o meno, tanto mica la leggo ), dopotutto “il politico di queste cose non se ne deve occupare”.
La cosa più allucinante della faccenda – e tengo ancora una volta a sottolinearla – è che benché Crichton avesse pienamente ragione quando parlava di “Ambientalismo come una Religione“, l’atteggiamento dei più che si oppongono alla Jihad ambientalista è totalmente indistinguibile da quello dei talebani verdi. Non ci si oppone all’idea ma ci si oppone a chi la sostiene.
Tutte queste sono considerazioni che non hanno nulla a che vedere con le opinioni che chicchessia possa avere riguardo all’ambiente, perché se è vero che è tollerato che le persone abbiano opinioni calcistiche riguardo a vari campi della scienza ( “credo” / “non credo” ) è colpa di una pessima divulgazione ad opera di persone che dovrebbero occuparsi d’altro, e di una classe politica che anziché rivolgersi a chi di queste cose dovrebbe occuparsene spesso sceglie di legiferare “alla cieca”, servendo su un piatto d’argento agli scettici dell’ultim’ora di tutto il mondo l’opportunità di dire la propria, perché “tanto lo fanno tutti”.
Fortunatamente – per quanto riguarda l’Italia – il Senato ha votato qualche mese fa una mozione promossa da un banchiere, un imprenditore e un avvocato e sostenuta ( ovviamente ) da altri avvocati e imprenditori, fra cui Franco Orsi ( quello della fantastica legge sulla caccia ), Domenico Nania ( sette legislature ) e Marcello Dell’Utri.
Il contenuto e i toni della mozione sintetizzano alla perfezione tutto il discorso della politica factotum che non fa altro che combinare disastri, ed è la stessa politica che Ripa di Meana disprezza – citando tacitamente Crichton – ad esempio, nel caso della messa al bando del DDT e, in generale, in tutti i momenti in cui “la fede ha scavalcato la ragione”.
Resta da capire che cazzo ne capisca Dell’Utri di climatologia, di sicuro nel raccontare balle è un professionista.
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