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un blog di cattivo gusto ma con tanti bei colori
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    SCRITTO IL 2 gennaio 2010 SU Banane, Lols

    In Italia non ci sono molte riforme della Costituzione possibili con una qualche utilità pratica; quelle che l’avrebbero ( per dirne una, l’eliminazione in toto del Titolo V ) non sono molto popolari, perché alcune servirebbero a tagliare le gambe alla stessa classe politica che dovrebbe farle, mentre le altre sono un desiderio della Lega Nord, ed è noto che la Lega non fa mai un cazzo di utile per nessuno.

    Il ministro della funzione pubblica è spesso oggetto di attacchi e contestazioni

    Fortuna che la proposta dell’anno la lancia il Goebbels veneziano; sia chiaro, non è una cattiveria, l’uno e l’altro avevano vistosi handicap fisici che hanno influito sulla loro arroganza ed entrambi erano socialisti, per cui è bello trovare tratti comuni.

    Comunque, lo “scienziato politico” che insegna a tutti cosa è la derivata seconda ( ahahah ) si è accorto che l’articolo 1 della Costituzione “non vuol dire niente”. Per non travisare le sue parole, cito:

    La riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’art. 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla.

    È ovvio che essendo un’intervista di Libero questa dichiarazione è il solito modo per tornare a far parlare di sé e far inorridire qualche parlamentare del PD, che difficilmente potrà fare un’analisi razionale, per cui ce ne si potrebbe dimenticare, oppure magari si può incollare anche l’articolo 1 della Costituzione e vedere se effettivamente è così brutto.

    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Tutti quelli che citano l’art. 1 citano solo la prima parte, e buona parte di quelli che citano la prima parte ( Bilbo Baggins incluso ) dimenticano la virgola, per cui il significato diventa solo “L’Italia è una Repubblica democratica, non solo, è anche fondata sul lavoro”, che pressappoco è “ognuno dà il suo contributo”, per contrasto con sultanati e dittature militari, per i quali il contributo ( positivo ) del popolo è irrilevante.

    La seconda parte è abbastanza self-explaining anche se chi governa da un po’ di decenni a questa parte se l’è dimenticata.

    Propaganda e parassitosi a parte, è difficile capire per quale motivo si dovrebbe cambiare la parte della Costituzione che parla dei “principi”, visto che i principi fondanti di un Paese sono quelli scritti nella Costituzione, non nella Costituzione 2.0, perché se già la gente non sa la differenza fra “Capo dello Stato” e “capoverso” è difficile che faccia propri dei nuovi principi inventati dai sondaggi di Mediaset; forse dovrebbero fare un concorso a premi.

    Anche l’utilità pratica verrebbe meno: saremmo più motivati a produrre e rispettarci a vicenda se l’articolo 1 della Costituzione dicesse “L’Italia è una New Freedomocracy, fuck yeah!”? Così, tanto per renderlo più attuale.

    Comunque è un inizio dell’anno molto propizio per gli amanti delle riforme, dal cagnolino che a scanso di rischi di totalitarismi vuole un padrone con un bastone più grosso, all’uomo della strada che non vuole perdere tempo e dice “basta menarsela”.

    Massì, basta menarsela.

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  • scissors
    SCRITTO IL 18 aprile 2009 SU Senza categoria

    In questi giorni il ministero delle infrastrutture e il ministero dell’interno sono occupati in riunioni a quattro mani per decidere il criterio per truccare gli appalti per la ricostruzione in Abruzzo, benché qualcuno si sia anche curato di blaterare cose come “il timore che la criminalità organizzata allunghi le mani sugli appalti è reale”; dopotutto “timore” è troppo negativo, diciamo “opportunità” e siamo più ottimisti !

    Non solo, in un paese in cui per qualche motivo la NATO si è dimenticata di esportare la democrazia non si fa altro che parlare di pirati, e ulteriori cose noiose; dopotutto il fatto che una sorta di criminalità organizzata sequestri a discrezione le navi che passano nei paraggi, beh, è una cosa inaccettabile, la questione dei diritti umani in Somalia può anche stare li dov’è, tanto lo sanno tutti che i negri fanno danno dovunque vadano, quindi almeno se rimangono lì e si ammazzano fra loro siamo più contenti.

    Comunque nessuna di queste due è la notiziona del secolo, ne parla già abbastanza Libero.

    jollyDa un po’ di tempo a questa parte si sta svolgendo una serie di processi fallimentari che coinvolgono una serie di organizzazioni mafiose incazzate contro persone a caso, per reati inesistenti.

    Il reato in genere contestato è un’agevolazione al ridimensionamento – per esigenze comunitarie – del fatturato di tali organizzazioni mafiose, analogamente a quanto accade più o meno sempre per inventori e produttori di tecnologie in obsolescenza, con la piccola differenza che quando si parla di “libera concorrenza fra imprese private” paga chi ne esce sconfitto, mentre quando la circostanza coinvolge da una parte un piccolo gruppo di aziende in forte collusione col settore pubblico ( tramite la SIAE in Italia, ad esempio ) e dall’altra parte un gruppo “non importa quanto numeroso” di singoli individui, beh, in quel caso per la seconda squadra è una specie di partita a Blackjack, se superi il 21 sei fuori.

    Va da sé che rimanendo dentro non si vince nulla. Non solo, le regole cambiano giorno dopo giorno, e non perdere diventa sempre più difficile.

    Il riferimento è evidentemente alla discussa vicenda su The Pirate Bay. Prima di parlare di questo è bene citare un paio di fatti. I discografici infatti tendono a sciogliere nell’acido le notizie scomode, e ne riporto alcune di seguito:

    1. Qualcuno si ricorderà di quando la Universal fece causa ad una donna che con una telecamera dalla qualità oscena fece un video al suo bambino di qualche mese che ballava con sotto una canzone di Prince. Senza andare troppo nei dettagli, la donna ha vinto la causa, nonostante l’enormità di leggi che di fatto depenalizzano il comportamento criminale di certe organizzazioni.
    2. Sempre l’anno scorso, dopo una serie di litigi sul fatto che distribuire musica in un modo che per qualche motivo non va bene ai discografici rappresenta una qualche forma di “reato”, sono sono letteralmente rotti le palle anche certi giudici, arrivando anche a suggerire sanzioni nei confronti degli avvocati RIAA intenti a portare avanti cause milionarie contro singoli studenti.
    3. A peggiorare le cose, qualcuno si ricorderà di quando Sony fu messa letteralmente in ginocchio per aver riempito di virus i CD audio che distribuiva, perdendo una dopo l’altra tutte le cause possibili. Il risultato fu non solo l’annientamento software del virus anti-copia ( permettendo di fatto di copiare il CD ), ma anche un quantitativo imbarazzante di rimborsi e multe.

    La recente sentenza contro The Pirate Bay ha fatto sufficientemente discutere, anche se probabilmente nel modo sbagliato.

    Innanzitutto non si capisce di cosa sia colpevole un tracker di BitTorrent che è un servizio di condivisione di file, e buona parte del contenuto non è disponibile illegalmente. Sarebbe pressappoco come chiudere un provider perché fra i suoi clienti ci sono un sacco di pedofili: a questo punto si potrebbe anche fare causa a tutti i negozi e i ristoranti che hanno dato da mangiare ai pedofili stessi, consentendogli quindi di vivere.

    L’invenzione spassosa è che The Pirate Bay “fa i soldi a spese dei discografici”, al contrario dei discografici, invece, che fanno spesso soldi a spese del contribuente tramite, ad esempio, il pizzo SIAE sui CD vergini, che è una cosa assolutamente insensata soprattutto perché molti CD e DVD sono usati per i backup di foto, video e documenti, oppure semplicemente le tonnellate di finanziamento pubblico usate non solo per i dipendenti SIAE ( che per quello che mi riguarda possono anche perdere il lavoro di colpo e fare la fame per il resto della loro vita ), ma anche per le case di produzione e distribuzione, che probabilmente quei soldi li dovrebbero utilizzare per finanziare e produrre film, piuttosto che pagare gli avvocati.

    Questi – e il fatto che ad oggi il tracker non è stato sequestrato – sono fondamentalmente i motivi per cui le probabilità che il ricorso di The Pirate Bay venga accolto sono piuttosto elevate, e loro stessi sono sufficientemente fiduciosi.

    Dopotutto è una guerra che si chiuderà per sfinimento, e gli sprechi stanno pian piano superando gli utili, per cui …

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    SCRITTO IL 26 febbraio 2009 SU Lols

    A proposito della crisi finanziaria.

    Qui la versione in HD scaricabile, qui il sito del tipo che l’ha fatto.

    Già vari 30enni brufolosi con la maschera di Guy Fawkes han chiesto la testa di Greenspan per tutto ciò; è piuttosto divertente.

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    SCRITTO IL 1 dicembre 2007 SU Cultura, Riflessioni, Scienza

    Chi ha sentito il sottoscritto rompere le palle sulla questione del dialogo fra saperi, così “lo chiamano”, non sarà stato tanto contento, anche se forse mi dava ragione. Nella fattispecie non ricordo con chi parlassi ( a parte una persona ), quindi non fa niente.

    Non mi piace questo tipo di dialogo. La fisica non ha molto da dire a nessuno tranne che alla matematica e alla chimica ( che ne è la timida nipotina ). Un pochino alla storia, ma finisce lì. Per quello che riguarda l’arte e la “fantascienza”, han ben poco a che vedere con la scienza in sé, nel senso che fra chi scriveva di fantascienza c’era anche chi ogni tanto il prefisso fanta- lo toglieva. Uno che mi viene in mente è un tale Fred Hoyle che nonostante la sua sfigatissima teoria dello stato stazionario qualche contributo non indifferente all’astrofisica l’ha dato eccome.

    In ogni caso scrivere fantascienza non è quello che io considero dialogo – e lo accetto eccome, se no non leggerei e non suonerei nemmeno – ma un buon “tenere le cose in parallelo”.

    Tuttavia, c’è sempre un “tuttavia”.

    Tuttavia, si sente spesso ultimamente parlare di “dialogo fra scienza e fede”. A questo proposito mi viene in mente una cosa. Esiste un’ipotesi che prende il nome di congettura di Goldbach che afferma che ogni numero pari è somma di due numeri primi ( es.: 100 = 97 + 3 ). Risale più o meno a 250 anni fa e siamo praticamente tutti convinti che sia vera dato che è provata fino a un miliardo di miliardi, ma nessuno ne ha mai dato una dimostrazione, per cui ancora oggi si chiama “congettura”.

    Quando sono venute alla luce le singolarità nella relatività generale che le varie teorie di gravità quantistica non riuscivano a tappare ci s’è tutti preoccupati e ancora oggi si cerca una soluzione ( anche se forse … ), quindi ci si guarda bene da dire che si ha in mano la verità, e anche oggi una branca come la meccanica analitica è una “scienza esatta” solo sotto certe condizioni che hanno poco di concreto ma non si distaccano così tanto dal “reale”.

    Che dialogo ci può essere fra chi basa la sua ricerca della verità su un’elaborazione millenaria di risultati che porta anche a drastiche rivoluzioni ( me ne vengono in mente tre o quattro ), e chi invece pare che la verità l’abbia già ricevuta in dono dal cielo ?

    Per quello che mi riguarda credo che una cosa simile sia una pretesa inutile, visto e considerato che c’è una sorta di rapporto asimmetrico per cui, alla comunità scientifica, di dogmi e “verità rivelate” non importa niente, mentre qualunque credente con un minimo di intelligenza sa che senza la scienza non si va da nessuna parte: difatti la ricerca del dialogo è proprio unilaterale, perché si spera di “tenersi buoni a vicenda”.

    Per quello che mi riguarda la risposta è “no, grazie”.

    Un’ulteriore e spocchiosa giustificazione potrebbe riguardare la “cognizione di causa”, ma penso che non ci sia più tanto da dire.

    Veniamo ora agli insulti e alle ingiurie da satanista.

    No, non ora, magari più avanti.

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