Money talks, bitches

Il mitico Randall Munroe di xkcd ha fatto una cosa meravigliosa che mi sarebbe piaciuto fare da secoli.

Questo grafico è una sorta di risposta intelligente a chiunque dica “Ehi, per fare sta cosa han buttato centomila euro! Sono un sacco di soldi” nel tempo libero. Commentarlo richiederebbe secoli, però si possono fare alcune osservazioni preliminari piuttosto svelte.

La prima è che “se tutti noi dessimo cento euro per risolvere la crisi” non risolveremmo un cazzo, perché totalizzeremmo circa un quinto di tutta la saga di Harry Potter. E che il mercato dei derivati nel 2009 aveva un volume da fare impallidire il debito pubblico di qualsiasi paese, e il costo degli interventi in qualsiasi guerra (aggiustati all’inflazione).

Un altro fatto interessante è se mettiamo tutti gli statunitensi in ordine decrescente di reddito, il primo 1.5% ha un reddito (sommato) di 2,000 miliardi di dollari, pari a quello acquisito dalla coda più povera, numericamente il 50%; inoltre il peso sul bilancio federale USA della sanità è confrontabile con (ma meno di due terzi) le spese militari “ordinarie” (armamenti e salari, non missioni estere). E tale spesa militare è praticamente identica ai bailouts di Bush; e sempre in tema di bailout, il fondo per l’Eurozona è tre volte tanto (2,000 miliardi di dollari), circa uguale al debito pubblico italiano; per far camminare un uomo sulla Luna è stato speso un decimo, anche se dal grafico non si capisce se riguarda solo la missione Apollo 11 o è una somma di tutte le Apollo.

Come ordini di grandezza la manutenzione annua di Wikipedia è confrontabile con meno di un decimo della campagna presidenziale di un qualsiasi “grosso” candidato negli USA, e un B-2 (quelle specie di bombardieri stealth fantasiosi) costa quasi il doppio (due miliardi e mezzo) di uno Shuttle, che è stato giudicato troppo costoso.

Sarebbe bello fare ulteriori analisi, e magari fare una cosa del genere sull’Europa, o sull’Italia.

Pirateria e stronzate

Una cosa buona dell’Italia è che visto che siamo tutti un po’ terroni i pipponi su quanto è brutta la pirateria fatti dai diretti interessati non ce li si caga tanto. È anche per questo che fortunatamente pochi comprano canzoni da iTunes; non perché comprare canzoni da iTunes non vuol dire supportare l’artista, ma perché “ma che palle, si paga”.

Beh, visto che sono una persona elitaria e antipatica delle ultime vere news (#occupystaminchia, critiche prolisse al governo Monti) me ne sono un po’ sbattuto. Questa qua sull’ANSA invece mi ha attirato.

Solo in Italia e solo nel settore dell’Information Technology la riduzione del 10% della pirateria in quattro anni genererebbe in Italia 7.500 nuovi posti di lavoro e piu’ di 1 miliardo di euro di entrate all’erario. I dati sono contenuti in una ricerca della societa’ di analisi Idc e resi noti in occasione del ‘Play Fair Day’, la giornata mondiale per la sensibilizzazione dell’utilizzo del software ‘genuino’ promossa da Microsoft.

Quindi, il “Play Fair Day” è promosso da Microsoft, e la società di analisi IDC organizza (come si vede dal loro sito) numerosi eventi in partnership con vari big del settore. Per carità, c’è par condicio (Cisco, Adobe, e molti altri), però pur nella loro concorrenza reciproca tutti concordano in modo unanime sul fatto che la pirateria informatica è da stronzi. Non perché ci sia un qualcosa di leso (tranne il loro portafoglio, forse), ma tanto per. Che dire, nessuna ragione per dubitare della neutralità dell’indagine.

Diciamo che mi fa sorridere la cifra elencata. C’è recessione, crisi, tutte ste cazzate, quindi cerchiamo un tema popolare… la disoccupazione! Ed ecco che spuntano 7,500 posti di lavoro in più se tutti facciamo da bravi. Innanzitutto non capisco come potrebbero spuntare direttamente, a meno che ciò non voglia dire “se voi non ci faceste perdere tutti questi soldi potremmo assumere più gente”, che è un’affermazione dello stesso calibro di “se non fosse per Grillo non perderemmo le elezioni”.

A questo punto ci sarebbero un po’ di cose che creano un sacco di posti di lavoro che potrei suggerire ad IDC. Uno ad esempio è legalizzare la mafia. Non è necessario tassare gli introiti dalle attività mafiose, basta lasciare tutto così com’è, dire in giro “abbiamo creato dei posti di lavoro, eheh”, e magari chiudere un occhio su eventuali illeciti correlati alle attività mafiose.

Un altro invece è creare una legge che imponga a tutte le imprese con più di 15 dipendenti di assumere un uomo vestito da clown che mantenga per le sue tre ore di servizio giornaliere (dal lunedì al venerdì) presso la sede dell’azienda un’erezione colossale da mostrare ai passanti. Certo, non so quanto siano le imprese con più di 15 dipendenti, forse non 7,500, ma se magari anziché imporre l’assunzione di uno si imponesse l’assunzione di uno per ogni edificio dell’azienda (fabbrica, ufficio, etc.) forse si arriverebbe a quella cifra.

In Italia l’uso del software illegale e’ al 49%, il 10% di riduzione della pirateria porterebbe in 4 anni quasi 4 miliardi di euro in termini di ulteriore volume d’affari per l’intero settore.

Disse il vescovo. No, scusatemi, un tizio di Microsoft. Dunque non era una battuta poco fa, “in termini di ulteriore volume d’affare” vuol dire “se questi figli di puttana non scaricassero Windows 7 crackato e lo pagassero quel prezzo inutile cui lo vendiamo…”, ma c’è di più:

Senza contare che insieme ai software pirata si scaricano nel 75% dei casi componenti aggiuntivi come virus o malware. Cosi’ si mette a rischio anche la propria identita’ digitale che ha probabilita’ di essere sottratta nel 34% dei casi. Usare un software non originale e’ come riporre una carta d’identita’ in un portafoglio bucato.

Sì lo so, anche a me fa incazzare che l’ANSA confonda apostrofi e accenti, ma non è quello il punto. Il punto è che 75% e 34% sono cifre a caso. 75% vuol dire “tanto” e 34% vuol dire “la metà di tanto”. L’analogia del portafoglio bucato è fallace quanto e più di quella che dice che scaricare MP3 è come rubare una macchina, o che uccidere i microbi del raffreddore è come uccidere una persona, e via dicendo.

E il gran finale:

Sul versante consumatori, secondo le stime, i software ‘genuini’ hanno una performance migliore di quelli pirata. Ecco alcuni dati: il 25% dei sistemi operativi illegali e’ risultato infetto e ha scaricato e installato autonomamente un software dannoso; il 25% non e’ in grado di scaricare gli aggiornamenti, le macchine con software originali hanno tempi migliori nell’apertura di pagine web (59%) e consumano meno energia, con un risparmio che varia dall’8 al 20%.

Chiaro che nessuna persona sana di mente pensa veramente che ci sia una correlazione fra il tempo di apertura di una pagina web e il fatto che Snow Leopard l’abbia scaricato da BitTorrent o meno, o che ci siano guadagni in termini di risparmio energetico. Sono tutte cazzate, semplicemente l’autonomia scarsa dei laptop e la frustrazione di una connessione ad internet lenta sono due cose che, come la disoccupazione per l’italiano in crisi, frustrano molto l’utente medio, per cui spingiamo un po’ e magari quei 500€ per Photoshop originale ce li spendi.

A questo punto mi piacerebbe sapere da IDC e soci quanto è costata la loro iniziativa, quanto viene investito in reparti antipirateria (anche per “sensibilizzare”) dai produttori di software (tutto sottratto alle spese per l’innovazione etc.), e, visto che dei loro soldi mi fotte limitatamente, quanto buttiamo via in Guardia di Finanza, tribunali, etc., per faccende riguardanti la pirateria, se con quei soldi non si possa effettivamente realizzare qualcosa di decente…

Mi piacerebbe fare proposte pragmatiche a riguardo ma non c’ho voglia, per cui vi lascio con un interessante video che mi è stato segnalato oggi.

Un post con mini recensioni à la VICE, al volo

Sì è vero, è da tanto che non do consigli per gli acquisti. È anche vero che per qualche motivo la mia playlist 2011 è più vuota della playlist 2010 (meno della metà dei dischi, boh).

Comunque, non per questo farò come le checche che dicono che dopo i Led Zeppelin la musica fa tutta cagare, perché ostentare la propria ignoranza è peggio che tirare fuori l’uccello, guardarlo attentamente e scoppiare a piangere davanti alla mamma dopo aver visto “Rocco a Praga”, sempre con l’uccello di fuori.

Boris . ニュー・アルバム

Questo come gli altri due che sono usciti quest’anno, Attention Please e Heavy Rocks; non c’entrano un cazzo con Smile e quella roba un po’ noise per cui amiamo i Boris. Ciononostante fila dall’inizio alla fine, e ce lo si riascolta volentieri. ★★★★

 

I Cani . Il Sorprendente Album d’Esordio dei Cani

Troppo chiacchierato, non per questo non merita. Sì, dal vivo fan cagare perché come quello là dei Baustelle il tipo si caga nelle corde vocali, ma dopotutto se ti ascolti l’album che cazzo te ne frega? Roba da hipster, ma con testi e musichette simpatiche. ★★★★☆

 

Funeral For A Friend . Welcome Home Armageddon

OK, i Funeral For A Friend sono un gruppo di merda. I primi dischi erano carucci se avevi l’età giusta. Questo secondo me è molto meglio anche dei primi cui eravamo affezionati a 17 anni, anche se loro nel look non sono cambiati molto. Più pesante, ci piace. ★★★★

 

And You Will Know Us By the Trail of Dead . Tao of the Dead

Credo di sentirmi parzialmente in colpa per essere morto di noia al loro concerto, visto che hanno aperto con l’ultima di questo disco (16 minuti). Non si sono infrociati troppo, anzi, hanno tolto le tastiere dai live, e in questo disco si vede; forse annoia un po’, ma sono loro, si sa. ★★★★

 

Primus . Green Naugahyde

Potevano chiamarlo Duke Nukem Forever: The Musical. OK, Primus, avete avuto da fare e avete avuto i cazzi vostri. Per qualche motivo avete rimesso nella lineup il vecchio batterista, non sono affari miei, però insomma, da voi mi sarei aspettato molto meglio. Frizzle Fry registrato meglio, con un po’ di wah-wah. Mi ascolto i vecchi che sono ancora belli. ★★★

Björk . Biophilia

L’unica cosa che dico è che di Björk mi piacciono solo due dischi. Uno è il primo, perché c’è Venus as a boy, e gli altri pezzi non sono male. L’altro è questo qui, perché c’è Mutual Core, e gli altri pezzi non sono male. ★★★★

 

Junius . Reports from the Threshold of Death

Simili ai Trail of Dead ma non troppo, anche perché sono su Prosthetic; non so molto cosa dire a parte “lenti ma non troppo, un po’ aggressivi” e le solite cose che si possono dire su questo genere di gruppo. Annoia un po’, ma è un bel disco. ★★★☆

 

Polar Bear Club . Clash Battle Guilt Pride

Atteso, annunciato, hyped, etc.; nettamente inferiore agli altri due, per carità, è OK, ma mi aspettavo molto, molto meglio. Certo, si ascolta dall’inizio alla fine, però oltre ad essere molto più lento è uno di quei dischi che hanno il pezzo più bello all’inizio. ★★★

 

Set Your Goals . Burning at Both Ends

Farei un copiaincolla della recensione precedente, perché l’idea è la stessa. I due precedenti sono meglio, etc. etc., solo che questo qui regge il confronto. Alcuni pezzi sono carini (specialmente i primi tre), altri sono piuttosto inutili. ★★★☆

 

The Rapture . In The Grace of Your Love

Bello, molto bello. Felicemente lagnoso da subito; non l’ho ascoltato molto, non so perché, però mi è piaciuto. Un po’ più leggero (e lagnoso) del precedente. ★★★★

 

 

Between the Buried and Me . The Parallax: Hypersleep Dialogues

Non dico che i Between the Buried and Me mi abbiano rotto le palle ma sì, mi hanno un po’ rotto le palle. Sono tre pezzi, lunghissimi, interminabili; OK, sapete suonare, e fate bellissime cose, ho elogiato Colors e, perché no, anche The Great Misdirect, ma se il prossimo disco è un pezzo solo da 40 minuti giuro che smetto. ★★★★

Justice . Audio, Video, Disco

Sarà che il precedente si è guadagnato un certo seguito e recensire un disco dei Justice vuol dire inserirsi in quella cerchia di stronzi coi pantaloni stretti che scrivono commenti arroganti sui video su YouTube, però il nuovo è bello, meno tamarro del precedente, però prima di giudicare attendo i remix zarri. ★★★★

In realtà non c’è molto altro. C’è un nuovo Raein, un nuovo Glassjaw, un nuovo Flashbulb che non è niente di migliore di Arboreal o del precedente, e poca altra roba. Un anno fiacco, che dire, ci sarà stato un motivo se era un po’ che le recensioni non arrivavano.

La verità su Renzi

Non ho ben capito il significato di tutte queste puttanate sul fatto che “Renzi è vecchio”, “le sue idee sono vecchie”, o “Renzi non è di sinistra” e simili cazzate.

Non c'entra molto ma mi piaceva l'idea

Per quanto riguarda la vecchiaia, fa ridere che ci si lamenti dell’età anagrafica quando la media della classe dirigente è oltre i sessanta. È chiaro che in confronto al pappone brianzolo anche Bersani sembra giovane, e lo è, in effetti.

Per quanto riguarda l’essere di sinistra o meno sono molto confuso; in realtà sono confuso da molto tempo. Paolo Ferrero ha detto qualcosa a riguardo ma le sue opinioni, su internet, sono meno lette delle mie, per cui non è che mi freghi molto, e poi se il destino della sinistra italiana dipendesse da Paolo Ferrero probabilmente voteremmo tutti Forza Nuova per scongiurare il disastro.

Detto ciò, il PD ha ospitato in sé “nel nome del pluralismo” – e non capisco quale sia l’entità di pluralismo ammessa in un partito, ad esempio, tollereremmo un partito che è razzista ma anche antirazzista ? – un’intera ala con idee molto simili a quelle dell’estrema destra: radici cattoliche, aborto “meglio di no”, froci al rogo, politiche sociali populiste (sempre rigorosamente di estrazione cattolica) e confusione sull’immigrazione. A parte un forte e deciso “l’Italia agli italiani” non c’è molta differenza fra le idee di molti ex-PDini, ora UDC o simili, e Fiamma Tricolore.

Tutto ciò è per dire che non faccio una colpa a Paola Binetti di essere una persona con idee vicine all’estrema destra, pur senza averne la storia politica, perché per me contano poco sia la storia politica che l’etichetta stessa di “destra estrema”. Ognuno ha le sue idee, però vorrei chiedere al PD se è più grave avere certe idee in fatto di mercato del lavoro, liberalizzazioni, competitività, e, perché no, libero mercato, oppure non avere una posizione definita in fatto di immigrazione, di diritti civili, e così via.

Ovvero: il PD vede il suo essere di sinistra nella “sinistra operaia”, nella “tutela del pubblico a prescindere” o ha qualcosa da dire anche in fatto di diritti civili?

Per questo non capisco bene l’origine di “Renzi non è di sinistra” come critica. Se Nanni Moretti diceva a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra” (aspetta e spera, ancora, anni e anni dopo), io dico a Bersani e ai suoi soci che accusano Renzi di essere una specie di Balilla di dire loro qualcosa di sinistra, che abbia senso (così escludiamo Rifondazione), e restringendo il discorso ai diritti civili, all’immigrazione e al rapporto fra cittadino e politica, perché la posizione del PD su queste tre cose non l’abbiamo capita molto, vista la contaminazione.

A questo proposito segnalo un articolo molto interessante, tanto per dire che non si fa di tutta l’erba un fascio perché che non tutti i parlamentari del PD sono dei coglioni. A proposito della vecchiaia di idee e dei paragoni con altri (e.g. Veltroni) questo pezzo è piuttosto esplicativo, mentre segnalo questo per il ridicolo della tesi che espone. Renzi è figlio d’arte perché suo padre era consigliere comunale in un paesello del quale chiunque fuori dalla provincia di Firenze ignora l’esistenza? A questo punto tutti gli italiani di sesso maschile sono figli d’arte perché anche il loro padre era uomo. Segnalo un altro buon pezzo d’opinione che ha senso, anche se purtroppo non racconta niente di nuovo.

Bene.

Visto che ci si è occupati come di consueto delle reazioni degli altri, è bene spendere qualche parola sui contenuti. Molte delle persone spuntate alla convention di Renzi, convention che in separata sede ho paragonato a “un’orgia di felicità confusa” (usando termini ben peggiori), avevano i background più disparati, dal ricercatore frustrato, il pelatone che vuole “la concorrenza delle SIAE” (otttimo, così si privatizzano e fuori dai coglioni), i capelloni in abito che parlano di imprenditoria giovanile, alla liceale speranzosa che finisce il suo intervento con “Viva l’Italia” (lo ammetto, mi son venuti i brividi), a persone che parlavano un creolo anglo-italico perché fa cool.

Personalmente le due perle della convention sono state l’aver finalmente reso partecipe il mondo del fatto che Bossi è uno spastico e farebbe molto meglio a curarsi anziché ostentare la malattia per farsi compatire o per farsi trattare come uno che è “ancora figo nonostante la malattia” (come già dissi, “Wojtyla dei tempi migliori”, non c’è niente di figo, fa solo ridere), e, soprattutto, aver mandato questo video.

Per quanto riguarda il programma nello specifico, ancora si sentono le critiche di “mancanza di originalità”, etc. etc.; ci sono un sacco di cose al mondo che non sono originali, ad esempio la tutela dei diritti umani, smettiamo di parlarne perché “ormai ne abbiamo abbastanza” ? Ci vogliono motivi veri per lamentarsi, come per il punto 90 (“promuovere la natalità”), che è una puttanata colossale per mille e uno motivi, il punto 5 che è molto confuso: non basta abolire le province, bisogna riformare in modo sensato le amministrazioni locali; va bene unire i comuni (ne avevo già parlato), però sarebbe bello un po’ più di dettaglio su cosa hanno intenzione di fare già da ora. Il punto 14 va rivisto: non è sufficiente dire che vogliamo razionalizzare e seguire l’Europa, bisogna fare riferimenti espliciti a missioni fallimentari passate, come l’Afghanistan e l’Iraq, entrambe missioni alle quali ci si è accodati col voto dell’attuale PD, entrambe missioni alle quali ci si è accodati contro il volere delle Nazioni Unite. Se si vuole rompere col passato bisogna avere il coraggio di ammettere questo, ammettere che chi non voleva che l’Italia andasse in guerra in Iraq e in Afghanistan aveva ragione, chi invece ha spinto per farlo non solo aveva torto ma nel lungo termine si è rivelato decisamente irresponsabile, soprattutto alla luce della situazione economica attuale.

Discorsi analoghi si possono fare per altri punti. Certo, fa ridere vedere gente che prende per il culo Renzi e soci per gli ebook e tutte le varie cazzate tecnologiche, paragonando Renzi a sé anziché a una classe politica la cui idea di tecnologia è la macchina da scrivere.

E la proposta (punto 94) di considerare italiano chiunque nasca in Italia è di destra o di sinistra ?

Per concludere, tengo a sottolineare che in tutto ciò io non ho dato un’opinione favorevole o contraria su Renzi, e che ho molti dubbi su varie cose; ad esempio, in tutta questa visione efficientista (che apprezzo) mancano punti su droghe e carceri, entrambi punti di ottima rilevanza economica (e sociale) che sono stati completamente tralasciati; ma si sa, non si può sempre avere tutto dalla vita.

Ommioddio i bambini all’Apple Store

Status

Quando ero alle elementari fummo tenuti per un’ora o più (due anni di fila) da un paio di babbei della Deagostini che dovevano spiegare la multimedialità (che paroloni) a un gruppo di bambini. Inoltre ho ricordi di rappresentanti di case editrici inesistenti che sporadicamente si presentavano a vendere dizionari. Se però quest’anno la Apple fa la stessa cosa (in modo più sbrilluccicoso, immagino), beh, è troppo.