seppuku
un blog mercenario e facilmente corruttibile-
SCRITTO IL 3 febbraio 2010 SU LolsTenersi aggiornati su tutto è difficile, fortuna che per merito di un amico ho visto questo.
Perché il fatto che YouTube e altri siti abbiano in beta un lettore in HTML5 dovrebbe riguardare minimamente qualcuno?
Un po’ di storia. C’era una volta un mondo in cui i siti internet erano tutti come quelli di Geocities, in cui la gente credeva che WordArt fosse figo, che avere uno sfondo celeste “color caramella all’anice” fosse una gran figata, che gli arcobaleni fossero qualcosa più che un inno all’omosessualità.
Se ne vedevano di tutti i colori, cursori sbrilluccicosi, barre di Internet Explorer colorate, iFrames e le schifezze più aberranti.
Un bel giorno si aggiunse un’altra idea fantastica; un software prodotto da Macromedia che permetteva l’aggiunta di contenuto multimediale interagente col sito web ma immerso in esso, in modo da risultare leggermente estraneo. Chi sapeva fare con Flash in effetti faceva cose decenti, giochini, video, e tutte quelle cose fantastiche che conosciamo ora. Piano piano il web si divise in siti con lo sfondo celeste e le scritte gialle, e siti coi bottoni animati che suonavano.
A un certo punto però cominciano i problemi, in concomitanza con l’inizio del calo di popolarità di Windows, e compaiono dal nulla utenti desktop “comuni” – i.e. non più i soliti sfigati – che usano Mac OS e Linux, per cui si pone il problema di rilasciare Flash per queste nuove piattaforme. La cosa viene fatta con diligenza, ma nel frattempo la priorità rimane Windows e Flash continua ad avere sempre più features, che sono noiose da implementare in più OS contemporaneamente.
Nel frattempo Adobe compra Macromedia, per cui, come l’effetto D’Alema in Puglia, tutti i prodotti che furono di Macromedia iniziano a fare pesantemente schifo. Anche quelli che normalmente erano Adobe nonostante la potenza hanno i loro problemi ( Photoshop su Mac OS X occupa più di 1GB, qualcuno mi spieghi perché ), ma pazienza.
Il risultato è che Flash viene aggiornato sporadicamente per altre piattaforme. Gli utenti Linux su AMD64, un’architettura ormai diffusissima attendono quasi cinque anni prima di vedere una cazzo di versione del plugin di Flash funzionante! E per citare Steve Jobs, “chi se ne frega se nell’iPad non c’è Flash, Flash fa cagare”; ha ragione, anche sul fatto che la maggior parte dei crash dei browser è colpa di Flash.
Steve Jobs aggiunse anche “ormai c’è HTML5″, per cui arriviamo ai nostri giorni. Flash è un software schifoso, basato sullo stesso modello di business che ha rovinato Sun Microsystems: fare un prodotto di qualità, diffonderlo e tenere la specifica chiusa ti pone in una condizione di monopolio estremamente fragile, e prima o poi la perderai, perché qualcuno deciderà di imitarti e fare quel passo in più, aprire la specifica, che la gente ( e anche altre aziende ) apprezzerà. Microsoft c’ha provato con Silverlight, ma si sa, la reputazione di Microsoft ormai è rovinata.
HTML5 è la nuova versione della specifica HTML, che include la possibilità di infilare nelle pagine web contenuti video delegando al client la decodifica. Questo vuol dire che il video è compresso come ritiene opportuno il sito web che lo presenta, e siccome siamo nel 2010 e procurarsi un codec video è abbastanza semplice ( e anche lì quelli che hanno la specifica aperta sono quelli che sbancano ), di sicuro più semplice che aspettare che quei figli di puttana di Adobe rilascino una versione ad hoc di Flash, io metto un video sul mio sito web, e tu lo guardi se hai il codec, che è una circostanza per l’appunto quasi certa.
Il tutto ovviamente avrà una cornice AJAX perché chiaramente ci dovranno essere dei controlli ( che so, play, pausa, volume, etc. ), e questo si può fare senza problemi.
In sintesi, Flash non ha più ragione di esistere perché quasi tutto il contenuto “interattivo” della serie “io scrivo una cosa che viene memorizzata prima che io schiacci un tasto”, come GMail, WordPress, e così via, beh, è tutto gestito tramite AJAX – che sostanzialmente è JavaScript più qualche altra finezza; d’altra parte per i video probabilmente entro l’anno si vedrà un aggiornamento di Vimeo, YouTube e tutti gli altri servizi analoghi. Probabilmente le animazioni saranno un problema, ma anche lì ci sono standard migliori.
Dunque mollare Flash è come mollare Geocities e tutte quelle buone idee che hanno sempre funzionato di merda perché chi ci lavorava su non ha mai avuto un eccesso di lungimiranza a riguardo. Sul “quando” ovviamente è difficile speculare, ma intanto possiamo iniziare a dire “ciao ciao” a Flash, non ci mancherà.
Tags: HAHA, roba da schifosi nerd, series of tubes
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In Italia non ci sono molte riforme della Costituzione possibili con una qualche utilità pratica; quelle che l’avrebbero ( per dirne una, l’eliminazione in toto del Titolo V ) non sono molto popolari, perché alcune servirebbero a tagliare le gambe alla stessa classe politica che dovrebbe farle, mentre le altre sono un desiderio della Lega Nord, ed è noto che la Lega non fa mai un cazzo di utile per nessuno.
Fortuna che la proposta dell’anno la lancia il Goebbels veneziano; sia chiaro, non è una cattiveria, l’uno e l’altro avevano vistosi handicap fisici che hanno influito sulla loro arroganza ed entrambi erano socialisti, per cui è bello trovare tratti comuni.
Comunque, lo “scienziato politico” che insegna a tutti cosa è la derivata seconda ( ahahah ) si è accorto che l’articolo 1 della Costituzione “non vuol dire niente”. Per non travisare le sue parole, cito:
La riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’art. 1: stabilire che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla.
È ovvio che essendo un’intervista di Libero questa dichiarazione è il solito modo per tornare a far parlare di sé e far inorridire qualche parlamentare del PD, che difficilmente potrà fare un’analisi razionale, per cui ce ne si potrebbe dimenticare, oppure magari si può incollare anche l’articolo 1 della Costituzione e vedere se effettivamente è così brutto.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Tutti quelli che citano l’art. 1 citano solo la prima parte, e buona parte di quelli che citano la prima parte ( Bilbo Baggins incluso ) dimenticano la virgola, per cui il significato diventa solo “L’Italia è una Repubblica democratica, non solo, è anche fondata sul lavoro”, che pressappoco è “ognuno dà il suo contributo”, per contrasto con sultanati e dittature militari, per i quali il contributo ( positivo ) del popolo è irrilevante.
La seconda parte è abbastanza self-explaining anche se chi governa da un po’ di decenni a questa parte se l’è dimenticata.
Propaganda e parassitosi a parte, è difficile capire per quale motivo si dovrebbe cambiare la parte della Costituzione che parla dei “principi”, visto che i principi fondanti di un Paese sono quelli scritti nella Costituzione, non nella Costituzione 2.0, perché se già la gente non sa la differenza fra “Capo dello Stato” e “capoverso” è difficile che faccia propri dei nuovi principi inventati dai sondaggi di Mediaset; forse dovrebbero fare un concorso a premi.
Anche l’utilità pratica verrebbe meno: saremmo più motivati a produrre e rispettarci a vicenda se l’articolo 1 della Costituzione dicesse “L’Italia è una New Freedomocracy, fuck yeah!”? Così, tanto per renderlo più attuale.
Comunque è un inizio dell’anno molto propizio per gli amanti delle riforme, dal cagnolino che a scanso di rischi di totalitarismi vuole un padrone con un bastone più grosso, all’uomo della strada che non vuole perdere tempo e dice “basta menarsela”.
Massì, basta menarsela.
Tags: bah, cose inutili, HAHA, lol-eat-x, sega nerd
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Oh wow
0
Tags: HAHA
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Mi è capitato sott’occhio un articolo sul clima, e contrariamente a tutti gli articoli sul clima che si leggono tutti i giorni questo è particolarmente buffo, per cui è degno di qualche commento.

Al Gore presenta CURRENT
L’articolo si intitola “Contro l’impostura climatica e i suoi araldi”, ed è di Carlo Ripa di Meana. Come molti degli articoli a tema energetico pubblicati sul sito dell’iBL, gli autori sono globalmente degli “araldi contro l’impostura climatica”, per parafrasare e rigirare il titolo. Il motivo principale dell’accanimento contro le tesi sul riscaldamento globale è … beh, non c’è un motivo principale. Ripa di Meana non è un climatologo, ed essendo un politico, posso citare Michael Crichton e il suo popolare talk “The Case for Skepticism on Global Warming“:
I was also raised in a scientific tradition that regarded politics as inferior: If you weren’t bright enough to do science, you could go into politics.
Del resto, come dargli torto ? Ripa di Meana cita in vari punti il talk di Crichton, ma questa riga deve averla saltata. L’inizio del discorso è una buffa successione di “non credo”, che è una cosa strana da sentire da uno che si fa portavoce della critica contro “l’ambientalismo come una religione”.
A sostegno di tesi inesistenti ci sono un sacco di cose esilaranti:
- La denigrazione di rivali particolarmente stupidi, con citazioni del tipo “Come i terroristi non possono presentarsi nei media, così gli scettici sulla questione climatica non dovrebbero avere il diritto di parlare pubblicamente contro la teoria del riscaldamento globale” o “Ogni volta che qualcuno muore in seguito alle alluvioni in Bangladesh, un dirigente di una compagnia aerea dovrebbe essere trascinato fuori dal suo ufficio e annegato”. Il messaggio è: se un sostenitore di una determinata tesi dice cazzate, quella tesi è automaticamente falsa.
- Esagerare le posizioni altrui per provare le proprie tesi, ad esempio prendendo come una “smentita” un appello di cento scienziati rivolto ad Obama. È chiaro che più che la validità della tesi in sé l’appello mette in discussione la significatività del fenomeno, ma probabilmente “fa lo stesso”.
- Aggiungere qualche inaccuratezza qua e là. Freeman Dyson ad esempio da “sostenitore” è diventato “massimo oppositore”, mentre dalle sue dichiarazioni si capisce chiaramente che lo scetticismo è dovuto a questioni puramente metodologiche, che è esattamente il parere di più o meno tutti quelli che sanno perfettamente la differenza fra scienza e religione, a differenza di Ripa di Meana e di molti Verdi ( di cui ha fatto parte ).
- Citare fonti “contro” senza valutarne l’attendibilità. Ad esempio, “L’Ambientalista Scettico” ( di Bjørn Lomborg, che non è uno “scienziato” ma un economista ) ha ricevuto apprezzamenti praticamente solo da stampa non-scientifica, mentre molta stampa scientifica l’ha demolito; forse è colpa del fatto che la “scienza ufficiale” è una grande loggia massonica.
Insomma, ogni volta che politici ed economisti parlano di quanto abbia senso ( o meno ) una teoria su qualcosa a loro totalmente estraneo c’è sempre da commentare; soprattutto quando in Italia c’è chi si lamenta del fatto che i think tanks non sono un’entità riconosciuta come negli USA.
La seconda parte dell’articolo invece è una recensione dei vari provvedimenti anche in materia di energia delle varie amministrazioni che hanno iniziato a darsi da fare, prima su tutte probabilmente quella statunitense, ma con un discreto seguito; su questo poco da dire, frecciatine a parte. È da notare che a proposito di energia l’Italia è ferma al 1990 e non accenna a schiodarsi, però probabilmente anche dire queste cose è diventato roba da talebani ambientalisti.
Per il resto le cose divertenti finiscono, se non il continuo cercare alleati a destra e a sinistra, come questa spettacolare leccata di culo:
Ma forse la più efficace analisi e denuncia di questa manipolazione affidata alla comunicazione mediatica, tv, radio, video e giornali e riviste, l’ha sviluppata nel suo libro recente Pianeta blu non verde – Cosa è in pericolo: il clima o la libertà?, Vaclav Klaus attuale Presidente della Repubblica Ceca, tra i maggiori economisti viventi, che ci esorta a sfidare l’impostura “che non deve rimanere senza risposta da parte dell’opinione pubblica che ragiona razionalmente”.
Non mi sono chiari i limiti dell’insieme dell’opinione pubblica che ragiona razionalmente, probabilmente io non ne faccio parte.
Che dire, un disastro. Questo è quello che succede quando anziché prendere il politico come una sorta di specie “meno sviluppata” gli si dà una penna in mano e gli si chiede un bell’articolone dettagliato contro la moda del momento. Non è necessario provare la propria tesi, basta citare qualcuno che sia contrario e che abbia fatto qualche ricerca ( discutibile o meno, tanto mica la leggo ), dopotutto “il politico di queste cose non se ne deve occupare”.
La cosa più allucinante della faccenda – e tengo ancora una volta a sottolinearla – è che benché Crichton avesse pienamente ragione quando parlava di “Ambientalismo come una Religione“, l’atteggiamento dei più che si oppongono alla Jihad ambientalista è totalmente indistinguibile da quello dei talebani verdi. Non ci si oppone all’idea ma ci si oppone a chi la sostiene.
Tutte queste sono considerazioni che non hanno nulla a che vedere con le opinioni che chicchessia possa avere riguardo all’ambiente, perché se è vero che è tollerato che le persone abbiano opinioni calcistiche riguardo a vari campi della scienza ( “credo” / “non credo” ) è colpa di una pessima divulgazione ad opera di persone che dovrebbero occuparsi d’altro, e di una classe politica che anziché rivolgersi a chi di queste cose dovrebbe occuparsene spesso sceglie di legiferare “alla cieca”, servendo su un piatto d’argento agli scettici dell’ultim’ora di tutto il mondo l’opportunità di dire la propria, perché “tanto lo fanno tutti”.
Fortunatamente – per quanto riguarda l’Italia – il Senato ha votato qualche mese fa una mozione promossa da un banchiere, un imprenditore e un avvocato e sostenuta ( ovviamente ) da altri avvocati e imprenditori, fra cui Franco Orsi ( quello della fantastica legge sulla caccia ), Domenico Nania ( sette legislature ) e Marcello Dell’Utri.
Il contenuto e i toni della mozione sintetizzano alla perfezione tutto il discorso della politica factotum che non fa altro che combinare disastri, ed è la stessa politica che Ripa di Meana disprezza – citando tacitamente Crichton – ad esempio, nel caso della messa al bando del DDT e, in generale, in tutti i momenti in cui “la fede ha scavalcato la ragione”.
Resta da capire che cazzo ne capisca Dell’Utri di climatologia, di sicuro nel raccontare balle è un professionista.
Tags: cattiva informazione, env, ignoranza diffusa, liberismo for dummies, manbearpig, ottimo giornalismo
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SCRITTO IL 18 luglio 2009 SU Ffruustration, Lols, Low techTempo fa avevo accennato ad un po’ di cazzate che mi divertii a fare con Python e matplotlib, per la serie “facciamo a meno di scilab”. Devo ammettere che non avendo la minima idea di dove mettere le mani per fare un qualche tipo di “intero a risoluzione infinita” e qualsiasi altro complicato algoritmo numerico da informatico, beh, Python fornisce un’ottima alternativa alla pigrizia.

L’idea momentanea era la seguente: siccome è ridicolo vedere uno sproposito di programmini in java per simulazioni numeriche ( con qualche bel disegnino, magari ), perché non farne uno in un linguaggio che non faccia vomitare ? Dopotutto non deve essere troppo difficile.
Sembrano anche esserci degli esempi funzionanti su Internet. Provando quel programmino insospettisce un po’ che senza un minimo di sleep l’animazione di una sinusoide che va avanti indietro risulti così fluida – e neppure troppo; dopotutto qualsiasi programma OpenGL banale richiede un refresh sincronizzato con la complessità del disegno; per disegnare qualcosa di stupido almeno quanto una svastica rotante ( di circa un grado per frame ) ci vuole un refresh dell’ordine del ms, per la cronaca.
La maestosa inculata è che a quanto pare matplotlib non è fatta per animazioni “complesse”, ma a quanto pare nemmeno per animazioni semplici. Certo, i grafici sono carini, ma forse conviene evitare qualsiasi cosa si muova. In effetti ho anche pensato che fosse un problema di backend, ma data la pigrizia non ho voglia di sbattermi a cercarne uno decente1.
Dunque, il problema è – se ne vedon tanti2 – fare un coso che simuli un ferromagnete di Ising in due dimensioni. La soluzione è calzata in un centinaio di righe di C, per quanto riguarda il solo scheletro. Per ora l’unica funzione che lavora fa questo:
void fill (int **M, int n)
{
int N, i, j;
char k;
int fd = open ("/dev/urandom", O_RDONLY);
float d = 2 / (float) n;
glClear (GL_COLOR_BUFFER_BIT | GL_DEPTH_BUFFER_BIT);
glColor3f (1.0f, 1.0f, 1.0f);
glBegin (GL_QUADS);
for (i = 0; i < n; i++) {
for (j = 0; j < n; j++) {
read (fd, &k, 1);
N = (int) k;
M[i][j] = N % 2 ? 1 : 0;
if (M[i][j] == 1) {
glVertex3f (-1 + d*j, 1 - d*i, 0.0);
glVertex3f (-1 + d*(j+1), 1 - d*i, 0.0);
glVertex3f (-1 + d*(j+1), 1 - d*(i+1), 0.0);
glVertex3f (-1 + d*j, 1 - d*(i+1), 0.0);
}
}
}
glEnd ();
close (fd);
}Ovvero, “riempi a caso in bianco e nero”. Quando capirò come far interagire gli spin probabilmente la cosa si farà più interessante, ma per ora ci si accontenta. In ogni caso non sembra avere grossi problemi di performance, nemmeno con una matrice 100 x 100.
Sempre in tema OpenGL, avevo in mente di fare anche una versione di Pong e una di Tron ma penso che rimanderò.
In realtà era tutta una scusa per testare il plugin che colora la sintassi, ma dopotutto, dopo Michael Jackson e il papa che bestemmia dopo essersi rotto la mano, beh, le notizie sono finite da un pezzo.
_______________- compito per casa per chiunque usi Linux/*BSD: provate questo programmino, magari funziona in modo dignitoso
- questo è un esempio, fatto molto bene, fra l’altro
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SCRITTO IL 30 giugno 2009 SU LolsHai un’immaginetta di Padre Pio ? Sei andato a S. Giovanni Rotondo ad onorarne le spoglie ? Se hai risposto sì alla prima sei un pirla. Se hai risposto sì anche alla seconda sei un necrofilo.
Se sei uno dei necrofili che provano un’intensa felicità nel vedere cadaveri addobbati ( necrocosplay ! ) forse non ti sarai lasciato sfuggire la gran notiziona sulla cripta in oro nuova fiammante fatta apposta per uno dei ciarlatani più popolari del novecento.
Sono curioso di sapere da dove vengono tutti i soldi.
Nel frattempo, a proposito di soldi, The Pirate Bay è stata venduta. Per 5.5 milioni di euro.
Tags: HAHA, pseudosette
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SCRITTO IL 3 giugno 2009 SU LolsHo raccolto in un PDF tutti gli articoli che ho scritto per Kronstadt, il giornale con cui ho collaborato ( e che ho diretto ) e che mi ha insegnato fondamentalmente che per politica e giornalismo vige una sorta di invarianza di scala sul fronte etico e – spesso – qualitativo.
Qualche tempo fa ho accennato ad un paio di cose inerenti al fatto che mentre in Italia le aule del parlamento sono impegnate a corrompere la giuria popolare dei processi a super elastic bubble plastic e ad emanare proclami e invettive contro più o meno qualsiasi giornale ( divertente è il caso del Times di Murdoch preso come unico esempio di “critica estera”, ignorando deliberatamente molte altre firme, dal Financial Times a Le Figaro ), nonché ad effettuare varie decretazioni d’urgenza per pagare un insegnante di sostegno per Gasparri, beh, altrove si pensa anche ad altro.
Probabilmente però parlare degli impegni degli USA riguardo al clima non è abbastanza divertente, e poi ne parla già Nature.
È molto più divertente stare davanti alla TV a vedere la rassegna di animali da circo candidati alle elezioni europee, e i singoli programmi. So che è la moda dell’ultimo momento, soprattutto riguardo le condanne e i lati etici, ma fortunatamente la grande mucca delle cazzate ha sempre voglia di farsi mungere.
Deve saperlo bene il gruppo di scimmie che avevo a due passi al bar dell’Università che dopo aver recitato un’elegante rassegna dei luoghi comuni 2009 ( “affare Opel”, “poliziotti panzoni”, “operai in rivolta” ) son passati a discutere su come trovare lavoro in Parlamento Europeo leccando il culo al candidato di turno ( nella fattispecie questo qui ) – dopotutto con una laurea in Scienze Politiche dovrai pure sforzarti di dare un senso alla tua vita.
Tempo fa mi sembrava strano che i nomi grossi del Parlamento Europeo fossero persone che non avessero troppo a che vedere con la vita del partito di rappresentanza.
Ora fortunatamente si sono un po’ tutti resi conto degli errori, e nello spirito della semplificazione si sono tutti messi d’accordo col fatto che le elezioni europee servono ad una cosa sola: misurarsi l’uccello.
Pochissimi dei dibattiti politici parlano di cose che abbiano effettivamente a che vedere con l’Europa; certo, vedendo i dati di presenze nell’europarlamento degli eletti italiani sarebbe difficile intuire il contrario, visto che per dire cose di senso compiuto bisogna avere una minima idea di quello di cui si parla, anche se sinceramente ho vari dubbi sul fatto che fra le zoccole del PDL e i fetidi ex-DC del PD ci sia qualcuno che sappia quali stati al momento costituiscono l’UE e l’Eurozona.
Il premio Attention Eurowhore lo vincono i Radicali, per la loro più totale incapacità di reggere un dibattito politico senza farmi sanguinare gli occhi. Se effettivamente sparare sui leghisti è come bombardare il Mozambico, sentire uno scassapalle con la stella di David che ripete incessantemente le parole “diritti civili” è altrettanto irritante, e soprattutto la scelta di Pannella in versione “eroinomane dalla faccia scavata” come uomo immagine non è decisamente la migliore possibile. Menzione speciale va ovviamente a Cota e ad un altro dei roditori leghisti di cui mi sfugge il nome che hanno dimostrato di essere ferrati in attualità solo quando interpellati sull’ingresso della Turchia in Europa.Molte perle arrivano da uno dei nomi di punta dell’UDC ( da un altro Casini, dev’essere un cognome maledetto ) che è un po’ confuso sull’Unione Europea e la vita negli altri Paesi, tanto che non contento del calcio in culo ricevuto da Buttiglione a suo tempo, il nuovo Casini ha deciso che l’Europa deve dare enfasi alle sue radici cristiane. Non si capisce bene quali radici cristiane, ma probabilmente va bene così.
Un altro buffo animale da circo è Daniela Melchiorre, capoccia dei Liberal Democratici; la sua confusione nasce probabilmente dall’assiduità con cui cambia schieramento ( grosso modo due o tre volte nel solo 2008 ), o probabilmente dal goffo e pesante spirito di Dini che aleggia sulla sua testa. Non si capisce bene da che parte stia, perché essendo un ex-magistrato ha le idee chiare solo in argomenti che riguardino la giustizia, e sul gruppo parlamentare d’appartenenza. Per il resto, dopo aver piagnucolato su quanto fosse concreta lei che non andava mai in TV, gran confusione sul welfare e sull’immigrazione ( “siano seri i respingimenti”; ora in effetti sono troppo spassosi ).
Il premio Eurocostume lo vince invece Marco Ferrando, il leader del PCdL, che è un partitino di opposizione all’opposizione all’opposizione. Non si sa bene a causa di quale scisma interno a Rifondazione siano nati, ma a quanto pare staccarsi da Rifondazione è incredibilmente divertente, tanto che in questo istante si contano almeno 4 o 5 partitini figli. I discorsi di Ferrando non fanno una piega; se in più fossimo nel 1840 sarebbero anche condivisibili.Per questo motivo non c’è destinatario migliore di Ferrando per il premio Eurocostume, fra attacchi alla classe operaia e sistema neoliberalmassoncapitalsionista che non fa altro che rompere il cazzo a chi ha come massima aspirazione fare il metalmeccanico.
Purtroppo sono a corto di premi e di persone cui consegnarli, ma qualora me ne venissero in mente sarei più che lieto di estendere la mia hall of shame.
Purtroppo non penso che i partiti maggiori troveranno spazio, principalmente perché non hanno assolutamente niente di interessante, e poi comunque la mezione speciale Eurobonaiuti per la reazione più idiota alle critiche lo vincono illustri rappresentanti del PD lombardo, talmente onesti che non hanno nessuna voglia di vincere le elezioni in nessuna circoscrizione. Per avere ulteriori conferme è sufficiente dare un’occhiata alle liste e morire di noia.
Modifica dell’ultim’ora: il premio Eurominchiate di giugno va a Paolo Ferrero per questa strabiliante dichiarazione:
I dati Eurostat dimostrano che il Pil italiano va peggio di quello della media della zona euro e la colpa è delle politiche liberiste di Berlusconi.
Non so se qualcuno abbia pensato di chiedergli quali. In effetti fa quasi pena, sono già in ansia per le dichiarazioni post-elettorali che parleranno di complotti e inciuci PD-PDL per tenere la “sinistra” fuori dal Parlamento Europeo.Tutto ciò ovviamente noncuranti del fatto che se in Francia e Germania la sinistra ( e non PS e SPD ) è una delle forze politiche del paese ci sarà un motivo; dopotutto la presenza di Rifondazione ( e figli ) in Italia è uno dei motivi per cui sparare sulla Croce Rossa non è poi così male.
Tags: antipropaganda, HAHA, lol-eat-x, yourope
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SCRITTO IL 2 giugno 2009 SU Lols
Tags: eteri ed esteri, HAHA, pseudosette
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Si sente spesso parlare di PD e PD+L, e altri slogan qualunquisti; non ho mai creduto in queste robe, che sono più o meno come le scie chimiche. D’altra parte è manifesto che ci siano tratti somatici dei partiti che li accomunano tutti.

Ad ogni modo, c’è chi ha imparato che ci sono delle occasioni, per un partito, che sono come una messa: gli incontri con i candidati alle Europee non servono per fare domande.
Ieri ( 28 maggio ) c’è stato un incontro con Giovanni Bignami, candidato del PD al Parlamento Europeo, all’ACLI di Lambrate. Il CV di Bignami è più esteso della somma di tutti i CV di tutti i membri del governo, non che ci voglia molto, sia chiaro, ma comunque è una cosa abbastanza importante da ricordare. Nonostante ciò, è eticamente doveroso indicare che il suo impegno accademico ha avuto molte discontinuità, visto che se è vero che dal 1997 è professore ordinario di astronomia all’Università di Pavia, è anche vero che la sua presenza in dipartimento da un po’ di anni a questa parte è piuttosto scarsa, pur mantenendo la cattedra fino a poco tempo fa. Questo fa un po’ venire un dubbio tipo “ma non vorrà fare così anche in Parlamento Europeo ?”.
Ovviamente un’immagine vale mille parole, ma un file audio ne vale molte di più, e qui di seguito ne accodo una serie di un amico che, con un registratore, racconta cosa succede a chi esprime una perplessità ad un incontro con un candidato del PD.
Che dire, this is why we can’t have nice things. È doveroso riportare alcune delle dichiarazioni più esilaranti della folla – la risposta di Bignami sembra essere la più equilibrata.
Fra i tormentoni migliori l’etichetta di chiunque abbia delle domande da fare come “facente parte dello schieramento opposto”, qualunque esso sia; magari anche pagato, che è sempre meglio farsi pagare che fare queste cose gratis. Dopotutto se c’è una cosa che super elastic bubble plastic ha insegnato è non fare domande.
Un altro leitmotiv è che “non si va a rompere il cazzo in casa d’altri”. È divertente, perché un incontro di un partito di ingrati che non ringraziano la popolazione per lo sproposito di finanziamento pubblico che riceve in genere pullula di persone che marcano il territorio; non ho ben capito cosa ci fosse di privato in un incontro ben segnalato sul sito internet del candidato. Forse era il contesto di farsi le seghe a vicenda propaganda che rendeva la cosa un po’ più intima del solito; non si capisce bene.
Per lo meno ora siamo tutti informati dello sfacelo che sta subendo il parco Lambro ( cosa avrà mai a che vedere ? ), e abbiamo tutti imparato che se vuoi sapere quale è la capitale del Turkmenistan “la risposta è dentro di te“.
Tags: antipropaganda, epic trolling, HAHA
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SCRITTO IL 25 maggio 2009 SU Banane, Lols, RiflessioniNon contenti del bashing di buona parte della popolazione cosciente, ora se lo fanno da soli ! Dopotutto Alemanno lo puoi anche chiamare terrone ma se gli dai del negro si incazza come una bestia.
Comunque vogliamo chiamarlo, in qualsiasi forma si tenti di dire che l’antiberlusconismo è un autogol per la sinistra, e tutte le cazzate che si possono leggere in ogni mezzo d’informazione sovversivo, da L’Avvenire a MicroMega, super elastic bubble plastic è uno cui piace la carne fresca.

Ecco cosa mancava
Come dargli torto, dopotutto è questa la cosa che lo rende comune a buona parte dei condannati per reati a sfondo sessuale, dei pedofili, e dei Billy Ballo di tutta Italia.
Nel frattempo però che il pedobrianzolo risponda senza piagnucolare – da sé o per bocca di altre cose, persone o Bonaiuti – c’è una serie di vicende che da un po’ di tempo a questa parte sta facendo notare un vuoto normativo abbastanza grottesco.
In UE le leggi sulla privacy sono abbastanza restrittive. Negli USA no, e come sanno tutti quelli che conoscono la differenza fra seppuku e bukkake, negli USA esiste(va?) un programma simpatico che si chiama(va?) To Catch a Predator. Il giochino era il seguente:
- Finta minorenne entra in una chat.
- Vero sfigato ( possibilmente over 30 ) la adesca.
- Vero sfigato ci prova in tutti i modi ( possibilmente mandandole le foto del suo uccello ).
- Vero sfigato le dà appuntamento.
- Vero sfigato si presenta all’appuntamento.
- Partyvan ! E tutto senza censura.
La morale quindi era “non adescare minorenni in chat perché potrebbe essere una trappola che ti farà arrestare in mondovisione, CIAO MAMMA !”
Il problema è che quelle che si fanno adescare non sempre sono esche di Chris Hansen, e né sono persone “non consenzienti”, ma semplicemente prove del fatto che “so’ tutti froci cor culo de l’artri”; nonostante si senta tutti i giorni chiunque – anche le peggiori troie – sproloquiare di valori e morale nessuno va effettivamente ad analizzare pro e contro dell’improvviso abbassamento dell’età media di approccio al sesso dei minorenni.
Sul fatto che sia “improvviso” avrei qualche dubbio, anche perché probabilmente tutto ciò è manifesto solo a causa della capillarità dell’informazione degli ultimi tempi, però sta di fatto che per colpa di queste cose gente come la Carfagna sono diventate persone “da rispettare per la loro carriera politica”, e le sentenze che riguardano reati a sfondo sessuale sono sempre più confuse perché sono diventati troppi i precedenti di “errori giudiziari” ( per uno degli ultimi casi mediatici non hanno esitato a beccare i primi due albanegri che han trovato ) e, soprattutto, quelli di “molestia consenziente”, e così via, come il caso di una demente che denunciò uno per violenza sessuale senza che poi questa fosse mai avvenuta, e a riprova di ciò non le hanno creduto anche se lo “stupratore” era negro – forse negli USA avrebbe funzionato.
Fatto sta che appunto una decina di anni fa quando le mie compagne di classe delle medie erano abbastanza veloci a dare la risposta a domande dei test del Cioè quali “quale è la quantità media ‘espulsa’ in un’eiaculazione ?”1, non mi sarebbe sembrato tanto strano vedere una di loro in un di quegli articoli di giornale, ovviamente non per “pregiudizio nei loro confronti” ma perché “this is what you get”.
Ovviamente sarebbe una cazzata magistralis proibire a priori che le ragazzine leggano Top Girl, esattamente come è una cazzata magistralis la Porno Tax di Tremonti, che oltre ad essere una cosa illiberale decimerebbe totalmente la videoteca di quasi tutti i membri del governo2.
Quello che è diventato “grottesco”, come appunto detto varie righe fa, non è tanto che ALLE TREDICENNI PIACE IL CAZZO, MA SOLO SE ALMENO TRE ANNI PIÙ GRANDE, perché questo si trova in qualsiasi banco di scuola, ma che la questione “sesso e minorenni” è diventata esattamente come la questione delle droghe: che ci sia o meno un divieto legislativo sembrano essere di più a guadagnarci – da entrambi i lati – che a perderci.
Se sei arrivato qui in fondo pensando “e quindi ?”, aspettandoti qualcosa di propositivo rimarrai deluso; dopotutto non sono una minorenne, e probabilmente nemmeno tu, quindi evviva !
_______________- la risposta era “una tazzina da caffè”, io non ero stato così veloce
- a scanso di banalità sulla parola “membri”; i membri dei membri ? Mah.
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