seppuku ora anche con tanti (divertenti) messaggi casuali!
  • Scritto il 2 novembre 2009 in Banane, Ffruustration, Low tech, Riflessioni

    In realtà una non è una notizia molto recente, ma l’altra è abbastanza sbrigativa.

    I – salvate i nostri bambini!!1

    MC

    Fig. 1

    Un gruppo di clown ha tirato su l’ennesimo sito di reclutamento di piccoli brufolosi con tanta voglia di pestare negri e zingari, e per Repubblica è valsa la pena pubblicare un articolo lunghissimo a riguardo, perché si sa, a queste cose in Italia siamo totalmente estranei, e ci stupiamo ogni giorno di più.

    Il lato divertente però non è tanto il “come vengono presi sul serio questi qui”, anche perché dopotutto il Ku Klux Klan non fa morti dagli anni ’60 ( tre in un decennio ), e in ogni caso la seconda ondata, quella dopo la discussa esaltazione presentata in The Birth Of A Nation ( D.W. Griffiths, 1915 ) ha mietuto molte meno vittime della prima – tanto che appunto è discutibile il fatto che un film possa avere avuto tutta questa influenza in un “revival” che non ha una significatività statistica.

    In ogni caso il noto politico ( rappresentato in Fig. 1 ) ha avuto da dire la sua a riguardo. Cito:

    “[...] Una pagliacciata che può diventare pericolosa: [...] ci troviamo di fronte a persone che incitano nostri cittadini a discriminare neri, omosessuali, persone dall’orientamento religioso diverso dal nostro e lo fanno su siti e canali di comunicazione internet molto utilizzati dai più giovani e visibili a tutti, compresi i bambini”. Il ministro chiede l’intervento degli “organismi preposti al controllo della Rete per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili. Che, certo, non possono avere cittadinanza in un Paese profondamente democratico e maturo come il nostro”.

    È una dichiarazione così ingenua che fa tenerezza. Prima sono i videogames violenti che inducono a sparare nelle scuole, poi sono i siti internet che traviano i bambini e li fanno diventare razzisti. I genitori non esistono in tutto ciò e la colpa è semplicemente delle “informazioni”, più o meno come questo fantastico gruppo di idioti che propone la soluzione finale per giustificare la loro totale assenza nella cura dei figli.

    Tutte le misure su internet degli ingenuotti governatori falliscono miseramente, come la faccenda dei siti di gioco d’azzardo oscurati, per accedere ai quali basta utilizzare un DNS svizzero, come faccio io; non che giochi d’azzardo, ma è brutto pensare che Scajola abbia il minimo diritto di decidere i siti che uno può e non può visitare.

    Per cui, i miei migliori auguri alla Carfagna nella sua battaglia per salvare i bambini dall’internet.

    II –  il DDL GelMILF

    Rispetto alla 133/08 il DDL Gelmini, che è un po’ “la vera riforma” non ha creato molto scompiglio, e contrariamente alla 133, non conosco nessuno che l’abbia letta. Per chi l’anno scorso fosse in vacanza in Cambogia, linko una presentazione “esplicativa” che feci a ottobre 2008.

    La 133 e il foglietto che seguì ( quello che, per intenderci, annunciava il biscottino alle università belle ) non attuò praticamente nessuno dei benefici annunciati, mentre il blocco del turnover è già una realtà.

    La cosa agghiacciante è che per menate sindacali è difficile applicare lo stesso blocco alle segreterie, che in generale sono il grande dito nel culo delle università, ma è un’altra storia.

    In summa, sto cazzo di DDL Gelmini di fine ottobre 2009, cosa contiene ? Dobbiamo lamentarci ?

    Innanzitutto si tratta di una riforma grossa di tutto il sistema universitario, per cui ridefinisce praticamente tutte funzioni dei vari organi: facoltà, Senato, CdA, etc., ma stranamente non tocca i dipartimenti. Vengono ridotte in modo non preoccupante le facoltà ( per obbligo ) ma la cosa non è un grosso problema, anche perché basta semplicemente accorpare, e in genere la cosa può creare più problemi di quanti non ne risolva.

    Viene introdotto un DG con molti poteri, che però non siede nel CdA. Una nota a margine è che i DG degli ospedali sono spesso pregiudicati. Fate 2+2.

    Ci sono alcune cose fatte ad hoc per sanare particolari casi patologici, come l’assegnazione di non più di 12 CFU “a discrezione”, per cose fuori dagli esami ( prima erano 60, e succedevano cose come questa ), o come alcuni limiti ai mandati dei rettori e qualche norma in materia di conflitto di interessi fra cariche universitarie ( ironia ).

    Ci sono altre modifiche leggere per quanto riguarda assegni e contratti, una grossa è che gli assegni di ricerca da parte dell’università non sono più regolati dalla stessa legge che regolamentava gli assegni degli istituti di ricerca ( INFN, ASI, etc. ), ma c’è un articolo ad hoc nel DDL di cui sopra; non che questa sia tendenzialmente una cosa buona o cattiva.

    Dove sta il pericolo ? Innanzitutto una cosa è un fondo statale per borse di studio di merito, che già da sé ( statale ? No, grazie ) è una stupidaggine, ma la cosa è ancora più esplicita nel momento in cui i canoni di attribuzione sono ministeriali.

    Perché è una cosa pericolosa ? Perché innanzitutto gli Istituti di Studi Superiori in Italia non hanno prodotto nulla di rilevante di recente, niente a paragone con Princeton o l’europea ENS di Parigi ( o di Lione ), eppure godono di finanziamenti statali “privilegiati”, per cui già da ora per uno studente meritevole fuori dal circuito è difficile avere incentivi. Nel caso di una borsa statale sarebbe un bel problema nel momento in cui ci fossero privati e fondazioni ( dall’ENI alle varie fondazioni che fanno ricerca in ambito medico ) che offrono borse e premi di laurea nello stesso ambito, questi avrebbero una concorrenza abbastanza impari da parte dello Stato, per cui offrire incentivi non sarebbe una cosa conveniente, e chi risultasse fuori dai canoni statali sarebbe estromesso.

    A riprova di tutto ciò, il DDL non riforma minimamente gli enti per il diritto allo studio, che sono una schifezza tutta italiana, e continua con la barzelletta delle tasse scaglionate per “ambito” ( “i letterati non hanno laboratori, per cui pagano di meno” ).

    Non che mi aspettassi una riforma in questi due sensi, ma se la parola chiave è meritocrazia si vede proprio che è l’ennesima riforma scritta da avvocati che non hanno mai messo piede in un’università.

    L’altra faccenda grave è che mentre su certe cose il DDL è molto minuzioso ( assegni di ricerca, contratti a tempo determinato, durata dei mandati, diritti e doveri degli organi, etc. ), su altre è molto vago.

    Ad esempio, tutta la faccenda delle borse è affidata ad una sola ( oscura ) s.p.a.; la questione “valutazione” è delegata all’ANVUR, che ha un sito che ricorda molto le tabelle dei laureati in scienze politiche con le ossa grosse perché conoscono la derivata prima della funzione coseno: ovvero, il DDL non si occupa di tutto ciò, la chiave è affidare tutto ad una sola agenzia esterna; si chiama metodo italiano.

    Come questi casi ce ne sono altri; i biscottini di merito del FFO ( il famoso 7% da destinare alle università fighe ) non hanno ancora una ripartizione precisa, gli incentivi e le “cose che rendono un partecipante a un concorso più bravo di un altro” sono accennate, nel senso che non sono “a discrezione”, ma sono “da definirsi”; quando ? Boh.

    In sintesi, non ci sono grosse novità, era prevedibile che la fantomatica riforma non riformasse un cazzo, ma il problema fondamentale è che la 133 è stata molto sbrigativa, e le promesse di scioglimento dei nodi su tagli e ripartizione meritocratica sono rimaste tali. Ma vabe’, è pur sempre la Gelmini, che c’aspettavamo.

    Per concludere: tutto ciò merita una protesta ? La risposta è sì, ma da parte delle categorie più colpite, che non sono gli studenti o gli ordinari ma sono gli assegnisti, i post-doc e i ricercatori ( a contratto e non ).

    Se non protestano il silenzio assenso sarà un problema loro.

    Per la cronaca, ecco il DDL, per chi lo vuole leggere.

    Nota a margine: sempre riguardo copypasta fallimentari del modello americano, il DDL è sufficientemente nazista su certe cose ( assunzioni, scadenze dei mandati, etc. ) ma quando parla di partecipazione dei privati nei CdA delle università non pone una quota d’ingresso. È più importante verificare che non ci siano conflitti di interessi fra organi della stessa università o impedire che entrino a far parte di un CdA persone eventualmente incompetenti – o comunque di competenza non certificata, visto che non è richiesta – che non hanno versato un centesimo nella cassa dell’ateneo ?

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  • Scritto il 16 settembre 2009 in Banane, Ffruustration, Low tech, Riflessioni

    Questo spassoso video ha fatto un bel giro negli ultimi giorni, ed è la prova di come un intervento farcito di umorismo anni ’60 e nessun contenuto possa scaturire applausi scroscianti. Principalmente è perché la gente ride ancora per Fantozzi, ma probabilmente un uomo delle fattezze di Brunetta che sbraita e gesticola farebbe morire d’invidia anche Tod Browning.

    A quanto pare il problema dello spettacolo in Italia non è che iniziative valide non vengano finanziate perché comuni e regioni sono troppo impegnate a spendere soldi in film porno e aerei per i loro dipendenti, o che, ad esempio, le “scuole” di arte e musica seguano un modello elitario e ottocentesco ( e così anche i teatri ). Il problema è che “ci sono i Festival che si mangiano i soldi” e c’è “la mafia dei direttori d’orchestra”.

    Ah già, “confrontatevi col mercato”. Non si capisce bene in che modo, nel momento in cui anche la promozione è cosa difficile visto che le discomafie sono amiche di tutti i governi di destra del mondo, per cui è difficile promuovere un disco autoprodotto senza incappare in normative buffe. Dopotutto era il 2004 quando fu approvato in Italia il decreto Urbani, anche se fortunatamente delle leggi ce ne si dimentica presto. È un po’ il solito discorso del liberismo “fai da te”. Siamo liberisti, ma buttiamo soldi ( pubblici ) in guerre prive di tornaconto economico, siamo liberisti, ma gli sprechi per processi e guardia di finanza valgono più della deregulation.

    Fortunatamente la Francia non fa eccezione. Finalmente, con l’opposizione di socialisti e comunisti, è passata la legge Hadopi II. In breve, era una sorta di analogo delle three-strikes laws che si vedono negli Stati Uniti, però applicata al file sharing via internet. Posso essere contento per aver azzeccato la mia previsione ( “al secondo tentativo passerà” ), però per il resto c’è da piangere.

    I due punti famigerati già citati ( quelli sulla cifratura delle WiFi e sulle whitelists obbligatorie di stampo cinese ) sono rimasti. Come si vede dall’articolo di Le Monde è rimasto anche il nocciolo della legge, che era l’eventualità di “rescissione forzata” del contratto col provider.

    L’unica cosa che è cambiata è che l’operazione effettiva di “staccare la spina” non poteva essere compiuta da una sorta di internet police invisibile perché la cosa era in contrasto con la normativa UE sulla privacy, ma anche, come espressamente detto da alcuni membri del governo francese, da “un’inezia”, come la Costituzione del 1789.

    Stavolta ci vuole un giudice, ma con una sorta di formalità, visto che a quanto pare per emettere il verdetto non è necessario un processo completo.

    La punchline spettacolare è ad opera del nipote dell’ex-presidente, che da “indipendente uomo di spettacolo vicino ai socialisti” è passato all’UMP; che dire, uno che piacerebbe al PdL:

    [cette loi va] protéger le droit face à ceux qui veulent faire du Net le terrain de leurs utopies libertariennes.

    “Contro chi vuole fare della rete il terreno delle proprie utopie libertarie”. Sempre il solito leitmotiv, il laissez-faire va bene solo in certe circostanze. Purtroppo Mitterrand junior e il resto delle persone non capiscono che l’unico diritto da tutelare in rete è, qualora fosse richiesto, il compenso per l’offerta di connettività ad internet – è comunque l’erogazione di un servizio -, e qualora appunto tale servizio possa essere decentralizzato e gratuito in rete non esistono altri “diritti naturali” che non siano regolati dai termini d’uso delle varie entità interne ( la compravendita dei domini, i filtri dei server di posta, etc. ), e non c’è Hadopi che possa dimostrare il contrario.

    L’introduzione del “giudice in persona” frenerà abbastanza l’applicabilità della legge. S’aspetterà i risultati.

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  • Scritto il 31 agosto 2009 in Banane, Ffruustration, Riflessioni

    Se il novecento è stato un periodo in cui sono successe molte cose a ritmi serrati, specialmente negli ultimi quindici anni del secolo, il 2009 ci sta insegnando che un sacco di cose possono succedere in cinque giorni.

    Ad esempio, negli ultimi tre giorni i parlamentari e i fanboys che un tempo leccavano il culo a papi, cardinali e vescovi, si sono resi conto che “c’è un ingerenza dei poteri forti della Chiesa nelle attività dello Stato”.

    Processione

    In realtà la cosa l’hanno capita a modo loro, perché come di consueto c’è questa strana nube che confonde “il pubblico e il privato”, per cui lo Stato è magicamente incarnato nel prepuzio del suo Primo Ministro.

    Quindi, tutti quelli che sono convinti che per sentirsi più intelligenti non sia poi necessario leggere il Giornale si saranno resi conto che l’ingerenza della Chiesa in questo caso era una sorta di interrogazione sul fatto che sia giusto o no avere un’alta carica dello Stato che va a puttane, con nessuno “del giro” che abbia qualcosa da ridire.

    Il Giornale ha replicato a modo suo, con un articolo scritto da un giornalista strappato a una lunga carriera come vj di MTV. Il numero e l’efficacia delle frecciatine da “hey bro guarda che storia” del pezzo rasentavano più o meno i tentativi di un moscone che tenta di passare attraverso una finestra chiusa. Non importa ovviamente che fra un “ehi che storia te volevo scrivenpezzo d’economia che so’ ferrato” e un altro ci fosse solo un mucchio di cose irrilevanti, e soprattutto che non scagionano affatto il pedopresidente.

    Di questa vicenda fanno ridere svariate cose.

    La prima è che per quanto la replica di Boffo a Feltri abbia scavalcato a sinistra tutti i dirigenti dei principali partiti di centrosinistra dalla caduta del muro, l’Avvenire resta comunque un giornale di merda. Nonostante siano infatti stati fulminati sulla via di Damasco nessuno ricorda simili prese di posizione negli ultimi 15 anni alla luce di tutto ciò che super elastic bubble plastic rappresenta: non è divorziato da cinque giorni, non va a puttane da cinque giorni, non stringe rapporti con dittatori da cinque giorni, non fa gaffe a livello internazionale da cinque giorni, non è il proprietario di giornali spazzatura da cinque giorni, non è indagato (per vari motivi) da cinque giorni, e così via.

    Fortuna che non siamo in aria di golpe, altrimenti dovremmo avvisare i lettori dell’Avvenire, visto che non hanno chances di venirne informati in tempo.

    Da una parte un’altra cosa che fa ridere è la levata di scudi da sinistra in favore della libertà di stampa proprio nell’unico frangente in cui super elastic bubble plastic si è messo contro un avversario ( ahimè ) molto più forte ed esperto – tanto che è Boffo ad avere annunciato una querela, non Feltri; dall’altra parte invece si vedono i soliti “froci col culo degli altri”: quando giocavano da giovani a fare i nostalgici del ventennio il duce era buono “perché Stalin era più cattivo di lui”. Poi invece arrivano i processi IMI-SIR e SME e anche quelli sono roba da niente “perché i DS han fatto la scalata a una banca”. Ora invece che il pedopremier viene colto a Skins parties e a fare sesso a pagamento qualcuno rivanga il caso Sircana, mentre altri poveracci rivangano “il diritto alla privacy” di chi la sua privacy l’ha venduta più di dieci anni fa.

    Se questo discorso à la “occhio per occhio” fosse accettato come difesa in tribunale avrebbe conseguenze spettacolari: apri anche tu il fuoco a scuola, tanto non riuscirai a fare più vittime che negli anni di piombo, in confronto a quei terroristi sembrerai Gandhi !

    Nel frattempo tutto continua con un colossale nulla di fatto, perché da una parte è vero che anche Repubblica potrebbe un attimo staccare le telecamere dall’uccello di super elastic bubble plastic, mentre dall’altra parte non c’è proprio un cazzo da dire, e un buon resoconto l’ha fatto Scalfari ( anche lui era in pausa caffè ) in un commento a “quello che succede in questi giorni”.

    Tutto ciò mi porta a spostare l’argomento, non tanto al meeting dell’ingenuità, quanto agli sproloqui della MILF bresciana al meeting dell’ingenuità.

    Un leitmotiv dei ministri dell’istruzione di centrodestra è il solito annuncio di stanziamento di fondi alle scuole private. A prescindere dagli ovvi slogan che scaturiscono tutti i discorsi sulle scuole private (“Letizia profumo d’impresa”, bei tempi !), nessuno si è reso conto che l’istruzione privata in Italia vale quanto il titolo Alitalia prima del ritiro.

    Sono pochissimi gli enti che hanno un qualche valore, e spesso quelli che hanno un “nome” si limitano alla ricerca mentre la didattica fa schifo, e ciononostante si continua a pensare che il finanziamento pubblico alla scuola privata sia necessario.

    In linea di principio non dovrebbe essere una cosa sbagliata, perché una scuola privata è un’impresa, e “i finanziamenti alle imprese esistono”. Il problema serio è che nel mondo civile le scuole private nascono per un motivo, e il motivo è “non essere pubbliche”. Stanziare fondi pubblici per un’istituzione concorrente ad esistenti alternative statali ne pregiudica l’autosufficienza economica, e quindi lo scopo in sé viene meno. In realtà è ovvio invece che qualsiasi stanziamento per progetti scadenti (e in questo caso senza un minimo di certificazione statale) è un investimento a vuoto.

    Tutto questo la MILF bresciana non l’ha considerato perché come tradizione di buona parte della classe politica italiana non sa un cazzo della materia che dovrebbe amministrare.

    Un altro slogan riguarda il percorso per diventare insegnanti. Si parlava di grandi cambiamenti ma non è cambiato assolutamente niente, a parte l’eliminazione delle (inutili) scuole di specializzazione all’insegnamento secondario. Ovvero, si è partiti da una buona base, l’annientamento delle SSIS, sostituendole con un qualcosa di “vago”, per poi lasciare inalterato tutto il resto.

    Questo metodo ormai ha preso il nome di “metodo Gelmini”:

    1. Cercare un problema “sentito” (sondaggi?)
    2. Annunciare che verranno presi grossi provvedimenti
    3. Cambiare un paio di virgole dai punti problematici
    4. Lasciare rigorosamente inalterati il “prima” e il “dopo”

    La cosa è analoga alla “selezione nei contratti di ricerca”, in cui dopo aver annunciato “accessi su base meritocratica” (ahahah) l’unico cambiamento è stato la composizione della commissione, in un modo irrilevante ai fini di evitare eventuali brogli o favoreggiamenti di sorta.

    Dopotutto a tutte queste persone basterebbe rivestirsi e sciacquarsi un po’ la bocca per iniziare a fare il loro lavoro, così magari la Repubblica potrà parlare un po’ anche di quello, visto che in teoria sono pagati.

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  • Scritto il 27 luglio 2009 in Banane, Ffruustration

    Certe volte sono convinto che l’ansia di misurarsi l’uccello con gli armamenti da parte di determinate persone abbia origine da un complesso di inferorità nei confronti di chi a queste persone ha fatto pesare la propria partecipazione a qualche guerra. Come dargli torto, del resto; la generazione di Franceschini e di La Russa è una generazione inutile: fra chi veniva da illustri repubblichini o illustri partigiani l’unica cosa di cui si possono vantare è essersi dati fuoco a vicenda negli anni ’70.

    In effetti a tutt’oggi nessuno ha ancora intuito un motivo valido per giustificare la permanenza militare in Afghanistan, a parte un furbo “se ce ne andiamo ora il resto del mondo ci prenderà in giro per aver fatto una cazzata”.

    Personalmente continuo a non capire il motivo dell’intervento “in the first place”. Dopotutto fra tutti i paesi che si potevano bombardare ( Libia, Corea del Nord, Somalia … ) non si è decisamente scelto quello più comodo. Persino Bossi e Calderoli si sono accorti che la democrazia non si esporta, a scanso di facili battute come “dopotutto noi non abbiamo nulla da esportare”.

    Potrei dare un po’ di premi, come per le europee, però non sarebbero abbastanza divertenti, e sarebbero troppi.

    Probabilmente la migliore è questa qui:

    In Afghanistan si gioca anche la nostra libertà. Non possiamo pensare di guardare solo il no­stro ombelico e non pensare al resto del mondo.

    Chi legge questa cazzata per caso è portato a pensare che l’autore vive incatenato ad un palo. Personalmente non avevo mai notato che la mia libertà dipendesse da un gruppo di persone che non essendo riuscite a trovare un lavoro vero vanno in mezzo al deserto a giocare a Commandos, e male.

    Un’altra dichiarazione notevole viene dal mio concittadino pentito Arturo Parisi, ex ministro della difesa, che mostra come il PD sia ancora una volta riuscito a farsi sorpassare a sinistra dai contadini leghisti. Ormai non c’è nemmeno più gusto a riportare certe notizie …

    Son sicuro che il Pd anche se all’opposizione continui ad attenersi alla linea del sostegno pieno e leale alle missioni approvate dal Parlamento nel rispetto della Costituzione, opponendosi fermamente a ogni iniziativa estranea al mandato parlamentare.

    Contrariamente alla posizione di Brunetta, questa è più subdola, perché lascia intendere che l’approvazione parlamentare “nel rispetto della Costituzione” di una qualsiasi mozione sia una cosa “giusta e legittima” in ogni caso, perché beh, se è approvata nel rispetto della Costituzione …

    La cosa che fa più ridere non è tanto la totale mancanza di senso comune di chi non avendo partecipato a nessuna guerra vera ( per favore, non mi si citino la guerra del Golfo e l’intervento in Kosovo o in Libano ) ha voglia di provare l’ebbrezza di mentire ai propri sudditi dicendo che “è in gioco la nostra libertà”, quasi come se si sentisse una qualche minaccia incombente.

    La cosa che fa più ridere è che chiunque abbia da ridire in qualsiasi modo sullo spreco rappresentato dalle “missioni di pace” viene preso per una specie di fricchettone o di un “sostenitore dell’antipolitica”, come se invece “sostenere la politica” fosse un qualcosa di più nobile. Beh, come dice Franceschini, “il primo nostro dovere è proteggere i nostri soldati”; e da cosa ? Ze germans ?

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  • Scritto il 18 luglio 2009 in Ffruustration, Lols, Low tech

    Tempo fa avevo accennato ad un po’ di cazzate che mi divertii a fare con Python e matplotlib, per la serie “facciamo a meno di scilab”. Devo ammettere che non avendo la minima idea di dove mettere le mani per fare un qualche tipo di “intero a risoluzione infinita” e qualsiasi altro complicato algoritmo numerico da informatico, beh, Python fornisce un’ottima alternativa alla pigrizia.

    Come la TV in bianco e nero

    L’idea momentanea era la seguente: siccome è ridicolo vedere uno sproposito di programmini in java per simulazioni numeriche ( con qualche bel disegnino, magari ), perché non farne uno in un linguaggio che non faccia vomitare ? Dopotutto non deve essere troppo difficile.

    Sembrano anche esserci degli esempi funzionanti su Internet. Provando quel programmino insospettisce un po’ che senza un minimo di sleep l’animazione di una sinusoide che va avanti indietro risulti così fluida – e neppure troppo; dopotutto qualsiasi programma OpenGL banale richiede un refresh sincronizzato con la complessità del disegno; per disegnare qualcosa di stupido almeno quanto una svastica rotante ( di circa un grado per frame ) ci vuole un refresh dell’ordine del ms, per la cronaca.

    La maestosa inculata è che a quanto pare matplotlib non è fatta per animazioni “complesse”, ma a quanto pare nemmeno per animazioni semplici. Certo, i grafici sono carini, ma forse conviene evitare qualsiasi cosa si muova. In effetti ho anche pensato che fosse un problema di backend, ma data la pigrizia non ho voglia di sbattermi a cercarne uno decente1.

    Dunque, il problema è – se ne vedon tanti2 – fare un coso che simuli un ferromagnete di Ising in due dimensioni. La soluzione è calzata in un centinaio di righe di C, per quanto riguarda il solo scheletro. Per ora l’unica funzione che lavora fa questo:

    void fill (int **M, int n)
    {
      int N, i, j;
      char k;
      int fd = open ("/dev/urandom", O_RDONLY);
      float d = 2 / (float) n;

      glClear (GL_COLOR_BUFFER_BIT | GL_DEPTH_BUFFER_BIT);

      glColor3f (1.0f, 1.0f, 1.0f);

      glBegin (GL_QUADS);

      for (i = 0; i < n; i++) {
        for (j = 0; j < n; j++) {
          read (fd, &k, 1);
          N = (int) k;

          M[i][j] = N % 2 ? 1 : 0;

          if (M[i][j] == 1) {
        glVertex3f (-1 + d*j, 1 - d*i, 0.0);
        glVertex3f (-1 + d*(j+1), 1 - d*i, 0.0);
        glVertex3f (-1 + d*(j+1), 1 - d*(i+1), 0.0);
        glVertex3f (-1 + d*j, 1 - d*(i+1), 0.0);
          }
        }
      }

      glEnd ();

      close (fd);
    }

    Ovvero, “riempi a caso in bianco e nero”. Quando capirò come far interagire gli spin probabilmente la cosa si farà più interessante, ma per ora ci si accontenta. In ogni caso non sembra avere grossi problemi di performance, nemmeno con una matrice 100 x 100.

    Sempre in tema OpenGL, avevo in mente di fare anche una versione di Pong e una di Tron ma penso che rimanderò.

    In realtà era tutta una scusa per testare il plugin che colora la sintassi, ma dopotutto, dopo Michael Jackson e il papa che bestemmia dopo essersi rotto la mano, beh, le notizie sono finite da un pezzo.

    _______________

    1. compito per casa per chiunque usi Linux/*BSD: provate questo programmino, magari funziona in modo dignitoso
    2. questo è un esempio, fatto molto bene, fra l’altro
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  • Scritto il 4 luglio 2009 in Banane, Ffruustration

    Da bravo studente fuori sede quando l’anno scorso fu lanciata questa iniziativa pensavo quasi di essere nato in un posto che aveva deciso di mandare a fanculo la politica fallimentare di borse di studio di tutti gli enti per il diritto allo studio che istigano al falso ideologico e premiano sostanzialmente la dichiarazione più creativa ( da “vivo con la nonna” a “la mia famiglia ha un imponibile annuo di 3,000 euro” ).

    Enter the-

    L’idea è in linea di principio innovativa. 10,000,000€ stanziati per premiare con 3,000€ o 6,000€ studenti “meritevoli” ( rispettivamente “in sede” e “fuori sede” ), con precedenza per le facoltà scientifiche.

    Diciamo che per non aver mai ricevuto annualmente più di un 20% scarso delle tasse che pago 6,000€ sono un bel passo avanti, soprattutto visto e considerato che non essendoci la voce “reddito” diventa pressoché inutile tirare a fottere col fisco per impossessarsene.

    Senza dover troppo ripercorrere l’epopea, il bando è stato pubblicato esattamente il 4 luglio 2008. Nessuno ha ancora ricevuto i soldi, tuttavia ci sono molti presagi della grande fregatura, per cui un elenco è doveroso.

    • Il bando divideva gli studenti in tre categorie, rispettivamente “appena usciti dal liceo”, “iscritti al primo anno di un corso di laurea” ( anche specialistica ) e “gli altri”. Ad occhio la prima categoria conta circa metà della seconda, la quale conta meno di metà della terza; ovviamente alla Regione non ci han pensato, e i dieci milioni li hanno divisi per tre. A rendere tutto ancora più divertente le graduatorie provvisorie sono state pubblicate separatamente, per cui la cosa è irreversibile.
    • Il bando è stato lanciato senza nessuna verifica preliminare, per cui chi doveva spulciare le domande si è detto “sorpreso” del numero enorme di richieste. Che dire, sarebbe stato sufficiente mandare un paio di lettere ad un paio di università con su scritto “ehi, ad occhio, quanti fra i vostri studenti hanno una media superiore al 27 ?”.
    • Per la categoria “gli altri” sono state chieste varie cose, fotocopia del libretto, etc,; dopodiché, mesi dopo, è stato richiesto di compilare un modulo con corsi e voti ( troppo difficile contattare l’università ). La cosa è stata resa ancora peggiore dai nomi chilometrici dei miei corsi.
    • Ad occuparsi della cosa sono due persone.
    • Per verificare i dati, anziché contattare le varie università di provenienza, è stata scelta la scientifica procedura del sorteggio del 5% dei richiedenti.

    Un ritardo di un anno dovuto sostanzialmente a niente – non dovevano fare controlli di nessun tipo, solo limitarsi a fare qualche copia-incolla. Insomma, un sacco di spassosi problemi tecnici. Certo, nel frattempo è anche caduta la giunta, ma veniamo alle cose peggiori.

    Le lamentele sono state legittime, dopotutto nessuno ha ancora ricevuto un euro. Il problema è che oltre alle solite proteste giuste si è aggiunta una lunga serie di proteste butthurt di gente che avendo fiutato l’esclusione ha pensato bene di lamentarsi sulla precedenza alle facoltà scientifiche, che era fondamentalmente l’unica cosa chiara del bando.

    Qualche furbone ci ha anche scritto un articolo. Come tutti gli articoli scritti da persone che si arrampicano sugli specchi per avere un seguito, ci si aggrappa ad un paio di punti fuorvianti, come il fatto che il criterio della provenienza sia stato “imposto sul criterio del merito”, denotando paroline magiche come “privilegio”, “dogma” e “discriminazione”.

    Se pensiamo che in Italia un terzo della popolazione ( e probabilmente una buona parte degli studenti di giurisprudenza ) crede nell’oroscopo la cosa non sorprende più di tanto. Quello che sorprende invece è vedere le parti interessate ( la giunta precedente ? ) tacere nel momento in cui qualche studente ritardato si lamenta del fatto che chi fa una facoltà scientifica è un privilegiato. C’è addirittura chi ha fatto paragoni arditi, oltre all’evergreen “economia aziendale non è scientifica ? Sappiate che facciamo un sacco di esami con la calcolatrice !”; probabilmente anche essere commesso in un negozio rientra nell’ambito scientifico.

    Fortunatamente una delegazione di studenti che avevano un bel po’ di tempo da perdere ( chissà perché ) sono andati ad “esigere” che nel bando successivo fosse destinato almeno il 40% dei posti agli studenti di corsi di laurea umanistici, noncuranti del fatto che molti di essi forniscono una formazione liceale e che la media delle medie è molto alta – per cui ci si dovrebbe inventare un paio di altri parametri per distinguere chi è bravo da chi non lo è; non solo, il settore umanistico non fa ricerca, e in un momento come questo è un fattore determinante.

    In summa, come la protesta contro la legge 133 che da “giusta contestazione” contro una riforma dell’Università pianificata da pesci abissali ( parlare di “mancanza di programmazione” è un’offesa al vuoto quantistico ) è diventata una federazione di tutti i gruppi fricchettoni delle varie Università italiane, persino un’iniziativa regionale per “incentivi al merito” ( anche per colpa della solita disorganizzazione della PA italiana ) ha perso qualsiasi carattere di “incentivo” per colpa di “chi ha tanto tempo da perdere e tante cazzate da dire”.

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  • Scritto il 23 febbraio 2009 in Banane, Ffruustration, Riflessioni

    Non solo le ronde sono una maldestra surroga alla mancanza di turn over tra le forze dell’ordine, ma costituiscono un rischio reale di politicizzazione della sicurezza. Le ronde sono permeabili all’infiltrazione di organizzazioni criminali, come mafia e camorra e possono nascondere tra le loro fila delle squadracce di esaltati pericolosi.

    Le headlines delle testate in ogni mezzo di comunicazione italiano hanno una divisione netta che separa il sensazionalismo dalla notizia di una certa rilevanza, e la cosa separa anche due target ben definiti, costruiti ad hoc, con cura, nel corso degli anni.

    bianironde

    Per comodità chiamerò i due insiemi A e C, dove C sta per coglioni, e A sta per altri. Non è un discorso classista, perché è sufficientemente risaputo che la stupidità media di una massa numerosa è stata più volte co-responsabile di grandi disastri.

    l’exhibit A è quello che cerca di divulgare un minimo di cose riguardanti le nuove leggi vergogna ( testamento biologico, riforma della giustizia ), o magari portare alla luce poco noti fatti di cronaca ( condanna Mills, etc. ); il problema della fetta A è che a causa della “forza della ragione” in questo blob è contenuto un altro sottoinsieme ( non denso in A, fortuantamente ) non troppo illuminato, che unisce le leggi vergogna alla massoneria e ai cerchi nel grano: certo, non che prima non fossero collegate le due cose – leggi vergogna e cerchi nel grano, ovviamente – ma chiunque pensi che allo stato attuale un qualunque ex membro di una qualsiasi organizzazione eversiva, quali il gommoso brianzolo o il miglior Fabrizio “testa di cazzo” Cicchitto, che parla di criminalità più o meno come Mengele poteva parlare di mala sanità, beh chiunque pensi che un ex-piduista abbia bisogno di rivolgersi ad un’altra associazione segreta per attuare qualsiasi piano diabolico probabilmente vive su Betelgeuse, e l’intensità della sua interazione gravitazionale con quella di Betelgeuse deve avergli fortemente dato alla testa.

    Ma il problema non è la polarizzazione dei mezzi di stampa, questo è un discorso che fanno già in tanti, e ormai è entrato a pieno titolo nello scatolone delle cose irreversibili.

    Il problema è “come un fenomeno mediatico fabbricato ha un risvolto sociale materiale potenzialmente pericoloso”, e la citazione in testa a questo post la dice lunga. L’insieme C ha giocato un ruolo determinante in un sacco di cose, prima su tutte il voto e l’elezione di giunte di colossali teste di cazzo che hanno approvato con pochi problemi ordinanze liberticide un po’ come volevano loro, senza curarsi di avere il consenso di una buona parte del popolo, perché, come dice Borat, “consent is not necessary”. Quali ordinanze ? Beh, l’allegra storiella dei parchi di Novara, ad esempio, oppure la libera circolazione a Verona, che è consentita, in genere, a meno di non mangiucchiare niente in giro, o di non venire massacrati di botte e ammazzati da persone che prima di menarti erano universalmente dei “bravi ragazzi”.

    L’ultima novità appunto è la regolamentazione di una cosa potenzialmente non regolamentabile e pericolosa. Quello che il ministro dell’interno non dice, essendo un leghista con una laurea in giurisprudenza, è che il pacchetto sicurezza già approvato tempo fa non ha avuto nessun effetto sulla criminalità in Italia, se non quello di renderla stazionaria, o di aumentarla lievemente provando che fare incazzare la gente con leggi liberticide e inutilmente repressive aumenta la criminalità, perché la tensione non genera tranquillità.

    L’insieme A, appunto, non demorde, e fresco della vicenda Reggiani e di tutti i cattivi romeni in Lazio, decide di fare mobilitazione, prima su failbook, “per far vedere quanto siamo incazzati”, poi con le ronde, fomentati dalla Sega Nord.

    E appunto, un’altra cosa che il ministro dell’interno non considera, è che l’istituzionalizzazione delle SA ronde crea ulteriore caos normativo qualora si debba valutare se una ronda che sgozza un gruppo di albanegri o devasti un negozietto fricchettone di pakistani lo faccia con cognizione di causa o meno, e tutto ciò senza andare a considerare l’eventuale infiltrazione di estremisti politici ( ammesso che ci siano anche ronde di “moderati” ) o di criminalità organizzata, perché a quel punto sarebbe difficile valutare anche quello.

    Ma la ciliegina sulla torta è che probabilmente nessuno dei coglioni1 firmatari di questo decreto in fieri ha la minima idea dell’esistenza o meno di un rapporto di causalità fra l’istituzionalizzazione delle SA e la diminuzione ( prevista ? ) della criminalità, perché probabilmente è un optional.

    In summa: mentre l’avvocato Mills viene condannato per essere stato corrotto dall’uomo invisibile, e mentre un sacco di ragazzine infraottantenni continuano a venire seviziate in lungo e in largo senza troppi problemi, assistiamo felici e spensierati ad un’iniziativa che non avrà nessun effetto per le ragazzine infraottantenni, ma nel frattempo sarà un gran belvedere per chiunque voglia girare in una qualsiasi città a farsi i cazzi suoi.

    Il popolo delle libertà, fuck yeah.

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    1. dove “coglioni” non sta necessariamente per “cattivoni” o per “non intelligenti”, ma proprio per “coglioni”, e non sono necessariamente quelli dell’insieme C già discusso
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  • Scritto il 17 febbraio 2009 in Banane, Ffruustration, Riflessioni

    Si è concluso tutto esattamente come alle politiche, con un inspiegabile vantaggio di +10%.

    What has Science done ?

    What has Science done ?

    Già, cosa può essere andato storto ?

    Beh, innanzitutto cosa non è andato storto: il “crollo dell’affluenza” è una farsa, perché un margine del 3% è pienamente entro le previsioni, soprattutto vedendo il fatto che la gestione Soru fu piuttosto regolare, al contrario della distruttiva amministrazione precedente, sulla quale sfido chiunque a ricordarsi uno solo di nomi e facce dei Presidenti della Regione.

    Sul resto si possono dire varie cose; prima fra tutti la grande spaccatura dovuta ad un sempre più grosso apartheid sociale che si diffonde a macchia d’olio in tutta Italia ( probabilmente anche fuori, ma non vivendo fuori … ). Difatti, ovunque su internet si pronosticava la vittoria di Soru, perché quello là non aveva praticamente nessuna presenza, e questo lo sapevano più o meno tutti quelli che bazzicavano per blog, social network vari, e compagnia bella.

    Non solo: mentre chiunque non conoscesse Soru avrebbe potuto cantarne le lodi per motivi a caso ( impegno per il digital divide, borse di studio regionali, etc. ), nessuno conosceva, e mai conoscerà, quello là, una persona che è nata sconosciuta, si è presentata senza il proprio nome durante la “sua” campagna elettorale, e rimarrà sconosciuta per tutto il mandato, esattamente come i suoi predecessori.

    Questo ovviamente il pollo delle libertà lo sapeva con certezza, perché essere ignoranti non vuol sempre dire essere stupidi, e infatti la battaglia negli old media, che sono quelli su cui si concentra di più l’attenzione delle masse meno istruite, era totalmente impari, ma fortunatamente in Italia l’antitrust non esiste.

    I telegiornali nazionali erano il ben noto incrocio fra lo scandaloso e lo scandaloso, mentre i giornali, ovviamente, non li legge poi così tanta gente, e la cosa diventa chiara ed evidente andando in giro per le città e vedendo che per gonfiare la tiratura ufficiale quasi tutti i giornali nazionali, da Libero a Liberazione, gettano pacchi di copie agli angoli di strada.

    Non avendo visto coi miei occhi non saprei valutare, ma dalla regia mi dicono che persino i modi “tradizionali” di propaganda ( manifesti, etc. ) erano totalmente polarizzati.

    Tutto ciò è sufficiente a spiegare buona parte del risultato.

    La parte più ( o meno, a scelta ) sorprendente invece riguarda la discrepanza dovuta al voto disgiunto, perché esattamente come Soru ha preso più voti di quanti non ne abbia presi la sua coalizione, quello là ne ha presi di meno.

    Questo da un lato è spiegato dal discorso precedente, ovvero, le persone sono sufficientemente brainwashed da elogiare l’operato del governo, ma non abbastanza da non votare uno che comunque hanno gradito a livello locale negli ultimi anni; un’altra frangia di elettorato è la classica “voto FI perché c’è candidato il marito di mia cugina che è una brava persona, però Soru mi piace”, e a quanto pare non è stata una cosa trascurabile.

    Localmente, alcune roccaforti sono rimaste, segno di gradimento dell’amministrazione comunale ( Sassari e Nuoro, ad esempio ), mentre in altre si è ribaltato pesantemente il risultato delle precedenti amministrative ( Ogliastra, Olbia e Iglesiente ); su questo non so pronunciarmi, ma pazienza.

    Ci sarebbero ulteriori considerazioni da fare che meriterebbero critiche ben più aspre. Ad esempio, il nostro Weltroni ( che fortunatamente fa rima con “dimissioni” ) tutto ha copiato da Obama meno il trattamento da riservare ad avversari e “alleati che cagano fuori”. Ad esempio:

    • Perché nessuno dal partito è andato a chiedere il conto ai dissidenti che fecero cadere Soru il mese scorso ?
    • Perché nessuno dal partito è andato a lamentarsi delle politiche oscure di tali dissidenti e di altri membri ?
    • Con che criterio sono state selezionate le liste ?

    Quest’ultimo punto è il più divertente, perché per come descrivono la situazione i piddini, la stesura delle liste elettorali del PD è un elenco aperto, su cui nessuno può permettersi di dire niente. Siccome è ben noto ( e questo la procura di Sassari lo sa ancora meglio ) che certi personaggi, quali l’ex presidente del consiglio regionale, hanno la fedina penale sporca, come mai nessuno in un passato congresso ha mai alzato la mano con un bel dossier pronto a sputtanare tale personaggio ? Negli USA tutto ciò succede all’interno dello stesso partito, e per fatti molto meno gravi. Ovviamente qualcuno potrebbe obiettare che tale personaggio non fosse più nelle liste a questa tornata elettorale, e avrebbe ragione, ma per un motivo sbagliato, che esulava dall’onestà della suddetta persona, ma riguardava il numero di mandati già trascorsi in consiglio regionale.

    Ci si lamenta spesso che in Italia esistono le “potenze”, personaggi che hanno il supporto indistinto di una determinata fetta della popolazione‚ e non ci si può far niente. Anche il reverendo Haggard era “una potenza”, il pastore di fiducia di W, grande capo degli evangelici americani. Tutto ciò prima di aver giocato a brokeback mountain con un baldo giovane e un pugno di MDMA, ora non solo non ha più seguito, ma campa fra centri di riabilitazione e psicofarmaci.

    Dagli Stati Uniti copiamo tutto, le politiche sul welfare ( beh, quasi ), gli slogan, la propaganda su JewTube.

    Tutto, tranne le cose che contano, come le politiche sulla corruzione, morale e non, della classe politica; quella sta bene lì, grazie.

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  • Scritto il 16 febbraio 2009 in Banane, Ffruustration

    Per quanto il sito della regione dia ancora risultati certi solo al 10% sull’esito delle elezioni, la rete pullula di sondaggi e di bookmakers dell’ultim’ora che non si capisce bene che cifre sparino.

    Gente: la sovrapposizione dei due intervalli è statisticamente significativa, fate meno i coglioni e divulgate dati che abbiano un senso.

    Per ora comunque a 189/1812 sedi il vantaggio di quello là è circa 2-3%; è abbastanza probabile che diminuisca nel frattempo.

    21:00 ~ il Corrierino dà 250/1812 e +4% per quello là

    21:28 ~ A Sassari +10% abbondante per Soru a metà scrutinio, magari …

    22:11 ~ Sassari tiene ulteriormente con ottimi risultati, nel frattempo il gap si è ridotto ulteriormente, sempre +4% ( anche se ha toccato anche +6% ); stendiamo un velo pietoso su Olbia, Alghero etc.

    22:52 ~ Boh

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  • Scritto il 4 gennaio 2009 in Banane, Cultura, Ffruustration, Scienza

    Dal Corrierino:

    CITTÀ DEL VATICANO — La pillola contraccettiva classica «funziona in molti casi con un vero effetto abortivo», viola «cinque diritti umani» e già che c’è «ha effetti ecologici devastanti», seminando «tonnellate di ormoni nell’ambiente» e contribuendo così all’«infertilità maschile in occidente». Lo sostiene un articolo comparso ieri sull’Osservatore Romano e firmato da Pedro José María Simón Castellví, presidente della «Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici». Tesi controverse, considerate con prudenza anche in ambito cattolico, che hanno già provocato la reazione di addetti ai lavori come il professor Gianbenedetto Melis, vice presidente della Società italiana della contraccezione: «Sono affermazioni fantascientifiche ».

    L’articolo continua con un “Di certo sono affermazioni per nulla scontate”: c’è da chiedersi, più che altro, se siano vere, perché le ricerche di questo tipo possono fornire anche i numeri del lotto.

    biohazard

    Soprattutto se un articolo contro qualcosa sul quale i puffi fanno terrorismo mediatico da un po’ tanto tempo è firmato da uno dei puffi stessi, ma di questo il Corrierino se ne fotte, fortunatamente, perché dopotutto “il giornalista riporta quello che vede”.

    Ma in fondo, inquina di più una manciata di ormoni in circolazione o un bambino che nasce, nella società occidentale ?

    Ai posteri l’ardua sentenza, agli altri un felice e gioioso “vaffanculo”, o, in alternativa, un servizio nel TG1 delle 13.

    Ovviamente sulle violazioni dei diritti umani sappiamo perfettamente quanto abbiano da insegnare a chiunque; fortuna che al resto del mondo civilizzato non importa assolutamente niente.

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