seppuku un blog di cattivo gusto ma con tanti bei colori
  • Scritto il 11 settembre 2008 in Banane, Die Linke, Ffruustration, Riflessioni

    L’UE, che non è un Soviet, ma è ormai un’adunata di neoconservatori, con rare eccezioni, dice che i conti italiani fanno schifo. Contando il precedente “bene” alla manovra Padoa Schioppa, e il fatto che “due anni non possono essere così disastrosi” ho seri dubbi che chiunque con più di un neurone possa credere ad una parola della televendita dei turisti del libero mercato.

    A furry ! 

    Esattamente come nessuno con più di un neurone si berrà la barzelletta Alitalia, e a questo punto mi chiedo se il nostro Putin casareccio non stia veramente giocando a fare il comunista ( a parole ), tentando il tutto per tutto per guadagnare consensi, mentre nel frattempo l’economia italiana ha poco da ridere: se proprio non gli può fottere di meno dei 7,000 esuberi – la piantino con la scusa “il sindacato non vuole”, se uno deve governare governa, sindacato o meno, senza paura delle reazioni - e del fatto che comunque per andare via di casa si può sempre prendere l’aereo di un’altra compagnia, almeno cerchino di controllare l’inflazione: ma la cosa divertente non è solo che non hanno alcun tipo di precedente per farlo, ma non ne hanno la minima intenzione, anche perché se avessero idea di come la pensano “i loro equivalenti” altrove su “libera competizione” e “bancarotta fraudolenta” probabilmente cambierebbero nome al loro partito, e lo renderebbero forse più credibile di quanto non lo sia ora.

    Ma dopotutto il nostro ministro delle Finanze è un giurista. Mi spiace, ma preferirei che chi ricopre quel posto ( stendiamo un velo pietoso su altri - prima che qualcuno mi tiri fuori quello scellerato ) sappia la differenza fra una derivata parziale e una mela cotogna.

    Si sa, la cosa che hanno in comune i militanti di Rifondazione e quelli del Billionaire è che i secondi criticano il governo quando il centrodestra è all’opposizione e criticano l’opposizione quando il centrodestra è al governo, e i primi fanno pressappoco la stessa cosa; quindi comunque vada i turisti del libero mercato rimangono sempre all’opposizione, e si può vedere non solo dai loro interventi televisivi che hanno lo stesso format; si parte con una critica di un esponente del centrosinistra a caso e i soliti leccaculo che non hanno bene chiaro il concetto di “contribuire alla società” rispondono sul piano personale, più che su quello della critica. Sono più o meno contento che il nostro avvocato camuffato da economista sia l’unico che in genere risponde alle critiche. Peccato che in genere dica solo una vagonata di balle. Non ho voglia di giustificare quest’ultima frase, però una cosa mi incuriosisce.

    La nuova moda presso i ggiovani ”riformatori di centrodestra” ( che in Italia è un ossimoro ) è l’americanizzazione, il libertarianesimo, il laissez-faire. Prima di tutto mi chiedo cosa abbia a che vedere la loro posizione in Forza Italia con una cosa come il lodo Alfano, che onestamente ricorda più Stalin che Ron Paul. Dopodiché mi chiedo anche cosa abbia a che vedere il lassez-faire con lo scandalo Alitalia, anche solo una parte dello scandalo, come il refrain “si rivende ma il prezzo lo decide in totol’acquirente”.

    Esempi potrebbero essercene tanti, e purtroppo certe volte mi viene da dare ragione a Travaglio quando dice che Berlusconi gli ricorda Breznev.

    Alla luce di tutto ciò la risposta è molto semplice. La politica italiana continua ad essere una divertente storiella, con un lessico tutto suo. Gli idealisti non sono quelli che effettivamente hanno ideali, che possono essere propositivi o meno, ma sono quelli che hanno determinati ideali, che prendono più o meno come una confessione religiosa; e se non sono al passo coi tempi non fa niente, né tantomeno ci importa della loro praticità. Sono così belli come argomento di discussione fra amici … il comunismo non è più “da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità”, principio che va già da solo contro me che scrivo da un portatile su un letto in una casa che non è nella mia città, il comunismo ora è una specie di blob che si critica esclusivamente a fini calcistici da un lato, e che si osanna come un “credo” dall’altro. Allo stesso modo sono stati coniati dei termini totalmente privi di significato, come “giustizialismo”, “legalitarismo” e “laicismo” ( è suggerito un ripasso: precisamente, Art. 101, Art. 3 e Art. 20 della Costituzione Italiana ), perché comunque la lingua italiana ci piace tanto da buttarla nel cesso in qualunque discorso che non coinvolga concetti post-1950 perché “tradurre i neologismi è da fanatici”, mentre al TG2, benché confondano “materia oscura” e “antimateria” ( edizione serale del 10 settembre ) raccontando cazzate inesistenti e non riuscendo a dire una cosa sensata attribuibile almeno ad una delle due cose, è molto meglio mostrarsi preparati con parole lunghe quando abbiamo impellente bisogno di sentire parlare Paolo Bonaiuti.

    Così l’ala “riformista” di centrodestra non è altro che composta da gente nostalgica “non si sa bene di cosa” o che comunque ha sempre tifato Juventus e non vede perché dovrebbe cambiare ora, nemmeno dopo Calciopoli; i tifosi veri sono quelli che rimangono nel momento del bisogno, e anche se sembrano esserci divergenze, “sempre meglio dei comunisti”.

    La sinistra italiana invece è un attimo andata a prendere il caffè. Spero che tornino presto, anche perché la data odierna è il giorno giusto per raccontare un sacco di barzellette shockanti – altro che crocifissi con l’erezione ! – e non vedo l’ora di fargliene sentire qualcuno.

    E magari scriverò qualcosa su LHC quando la gente imparerà a distinguere un buco nero da un buco del culo, e magari smetterà di guardare il TG1 o leggere Il Repubblichino.

    Per inciso, la parola “legalitarismo” non è presente nel De Mauro, dovrei iniziare una petizione.

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  • Scritto il 15 aprile 2008 in Banane, Die Linke, Riflessioni

    Furio Colombo scrive che “non vedremo un film già visto“, e Padellaro, dispiaciuto, non evita il classico commento sul “salvare il salvabile”, in quanto il PD si conferma come nelle previsioni il primo partito d’Italia.

    È morta la sinistra“, dicevano altri.

    L'Arcobaleno grigio

    Tanto per fare lo scassapalle di turno, questa stessa dichiarazione uscì dalla bocca Giovanni Lindo Ferretti a suo tempo, in circostanze diverse, ma mica tanto.

    Iniziamo a capire cosa non va, ma prima mettiamo le mani avanti: Veltroni non ha sbagliato una virgola in questa campagna elettorale, bisogna dargliene atto. L’unico errore stupido è stato la solita questione del “voto utile”, per il resto, lo ripeto, non ha sbagliato una virgola.

    Per questo motivo, dare al Partito Democratico la colpa della “scomparsa della sinistra” non solo è una cazzata, ma è un atto molto immaturo, e si sono sentite anche molte dichiarazioni del tipo “te l’avevo detto”, sulla decisione di correre da soli, e sulla “chiusura verso la sinistra radicale”, quando qualche motivo dopotutto c’era.

    Uno di questi, a mio parere, è la tradizione della sinistra italiana di spalarsi merda reciprocamente, tanto per. È anche divertente notare come questo accada fra sponde adiacenti, ovvero, Rifondazione che spala merda sul PD, Sinistra Critica che spala merda su Rifondazione, e “quegli altri sfigati” che spalano merda su Sinistra Critica, e il climax dei termini usati va dal “moderato” al “servo dei padroni”.

    Incredibile, no ?

    Spezzo una lancia a favore di Bertinotti, che oltre ad essere stato un Presidente della Camera impeccabile, è anche riuscito bene o male a riunire le varie forze di quella che chiamano “sinistra radicale”, sebbene con risultati scarsi. E la scarsità di risultati è dovuta al fatto che questa riunione è stata fatta con la colla stick, anziché coi gluoni.

    Innanzitutto, il programma. Nessuno sembra essersi reso conto che il programma dell’Arcobaleno non aveva nessun tipo di politica economica “su scala nazionale”. Tutto doveva essere incentrato sul benessere di una certa classe sociale che ha fatto fare il pieno alla Lega Nord, e non si capiva come i problemi delle casse dello Stato si sarebbero dovuti risolvere.

    Sia ben chiaro, questo è un problema molto più accentuato presso chi governerà questo paesello nei prossimi giorni, perché non si capisce in che modo il “più soldi al nord che produce” ( sono solo cinque le regioni a statuto ordinario in attivo in Italia ), aiutato dalla riduzione delle tasse, possa risanare il bilancio. A tutto questo ovviamente si legano l’emergenza rifiuti, fra cause ed effetti, e la questione meridionale che ormai va avanti da tempo immemore. Non verrà risolto niente di tutto questo, non mi pare che l’incapacità del centrodestra sia mai stata messa in discussione.

    Chiusa questa parentesi, sul programma non c’è tanto da dire, se non il fatto che un quinto dei punti inizia con “dignità e diritti nel lavoro”, e che ci sono tante idee e poca concretezza, anche se questo era chiaro sin dal principio.

    I problemi diventano quindi due, che posso elaborare separatamente:

    • È necessario buttare via la spazzatura. Bertinotti si è dimesso, e non possiamo dire “era ora”, anche perché al momento non c’è un altro leader decente, e c’è poco da fare. Cosa buona e giusta è che i Verdi si sciolgano definitivamente e che Pecoraro Scanio sparisca dalla politica, perché ha dimostrato la sua totale incapacità sia come “leader di qualcosa” che come tecnico. Non si può dire la stessa cosa, fortunatamente, di molti altri suoi compagni di partito, tuttavia fare dell’ambientalismo cieco una bandiera non fa bene né all’ambientalismo e né all’Italia in sé, perché fare politica ( non so se se ne siano accorti ) deve guardare anche agli interessi del Paese in toto, e non all’Italia dell’abusivismo edilizio, all’Italia dell’inquinamento o a quella della mafia, separatamente. Una cosa analoga si può dire per Marco Rizzo, che è uno scassapalle atroce, così come per le varie altre persone che hanno badato di più a falce e martello e a “Veltroni, tu vuoi correre da solo, vedi come perdi” ( come se si dovesse essere in competizione serrata gli uni con gli altri ), che alla produttività. Flavia D’Angeli dice che Bertinotti ha distrutto la sinistra, e allora si abbia il coraggio di dire “ma vaffanculo, Flavia D’Angeli”, che ha preferito staccarsi e rubare qualche voto, perché così almeno non sta coi padroni. Come di consueto, “non contiamo un cazzo e non abbiamo niente di intelligente da dire, ma guarda un po’ che simboletto figo che c’abbiamo”. Sintesi: quadro dirigente nuovo, e non come età, chi se ne frega dell’età; nuove idee, altrimenti si sta bene così che quelli del PD idee decenti ne hanno.
    • È necessario proporre. Abbiamo capito che i lavoratori votano Lega, così come vediamo che molti voti che sono andati all’Arcobaleno venivano anche da persone della mia generazione ( e nella mia condizione ) la cui posizione attuale non veniva assolutamente tutelata, data la totale assenza di cose riguardanti “criteri meritocratici” nelle parti riguardanti l’Università, in favore del solito cieco “diritto allo studio per tutti”, come se vivessimo ancora in Etiopia. Altre cose di cui si potrebbe parlare che non piacciono molto, a quanto pare, a quelli di sinistra avveru sono l’innovazione tecnologica e i “problemi minori del mercato del lavoro” ( come il fatto che sta scomparendo la formazione tecnica e professionale ). Siamo nel 2008 e parlare di “sinistra” non fa più figo per gli operai, quindi le scelte sono due: o non ci si rivolge più direttamente agli operai e si cerca di allargare il target, oppure si cambia la sinistra. Si devono fare entrambe queste cose, perché è scandaloso che in Italia esistano il partito dei lavoratori, il partito degli ambientalisti, il partito degli evasori fiscali, e il partito dei puffi bianchi, e l’essere monotematici non rende Rifondazione così diverso dall’UDC, da questo punto di vista: agire anche e nell’interesse dei lavoratori, non principalmente e in prima linea, perché le politiche sociali devono essere qualcosa di vasto e pragmatico, che tocchino tutto, o quasi, dall’Università alle fabbriche, e non ci si deve focalizzare eccessivamente su certi punti ammesso che non siano veramente problematici e di larga scala. È un’eresia da dire a persone che ripugnavano persino il non aver messo falce e martello nel simbolo ( nemmeno Izquierda Unida ce l’ha ), ma non mi pare ci siano grandi alternative. E la questione “sinistra di lotta” contro “sinistra di governo” è veramente da bambini piccoli; mi chiedo perché chi non vuole governare abbia anche solo l’intenzione di candidarsi.

    Questo è “quanto”, o forse no, ci sarebbe tanto altro da dire.

    Mi hanno deluso e questa volta non li ho votati, e non solo perché “se non votiamo il PD vince Berlusconi”, ma per molte ragioni, e alcune delle quali le espresse in questi commenti.

    Ormai è successo, e l’unica cosa rimane far fruttare questo pit stop forzato, perché di più non si può dire. Per quello che mi riguarda, il simbolo e il progetto d’origine devono rimanere, e questi tre partiti non devono fare altro che unirsi e smetterla di lamentarsi; la realizzazione è andata male, pazienza.

    Spero solo che questa non sia una chance che si dà a quelli che dopotutto hanno sempre pensato che dirsi extraparlamentari faccia figo; beh se è così dovrebbero essere contenti: il loro sogno ora è realtà.

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  • Scritto il 14 aprile 2008 in Banane, Die Linke, Lols
    HEH
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  • Scritto il 12 aprile 2008 in Banane, Die Linke, Riflessioni

    Avevo promesso che avrei scritto qualcosa, non che ne abbia tanta voglia.

    Due anni fa si parlava di “coglioni che votano contro il proprio interesse”, fu una specie di mossa di marketing ben riuscita – dopotutto non siamo mica nei Paesi Bassi – ma difficile da ripetere. Quest’anno il nostro agente immobiliare dal viso super elastic bubble plastic ci propone un repertorio ormai un po’ appassito, sia dal lato oratorio che da quello delle risorse umane.

    Pochi furono scandalizzati quando il nulla mediatico in persona ( Klaus Davi, per gli amici ) intervistò Marcello Dell’Utri, noto esponente di Cosa Nostra, e fondatore di Forza Italia, due importantissime organizzazioni cui deve la sua fortuna e la sua libertà, rispettivamente. Furono dette cose molto pericolose che uscirono dalla bocca di entrambi, riguardo, ad esempio, alla ormai marcia e desueta “retorica della resistenza” presente nei libri rossi di storia del liceo.

    È ormai ben noto ( 11.09.2003 ) che il Duce non avesse mai ucciso nessuno, è ora che questa verità si rifletta anche nei libri di storia dei nostri liceali che hanno bisogno di imparare davvero quello che è successo. Questo il nostro Dell’Utri lo sa bene, così come, per sfatare altri miti, sa bene che Vittorio Mangano era un fottuto eroe, e il nostro super elastic bubble plastic conferma il fatto che Mangano fosse solo “vittima di qualche disavventura” ( 09.04.2008 ), tanto che non ricevette alcuna condanna.

    Baciamo le mani e siate maledetti qualora ciò non fosse vero. La nota enciclopedia libera stalinista mi parla di ergastolo per due omicidi a sfondo mafioso, più le solite attività ricreative di cui si occupano i soci del Dell’Utri, ma non quelli intellettuali con un sacco di libri, quelli un po’ più pragmatici, e, diciamocelo, anche un po’ più stupidi. Fortuna che una risposta arriva, e da una persona piuttosto in gamba, anche se probabilmente non fosse stato per the google non l’avrei mai scoperta.

    Apriamo una parentesi sul “brand dell’antimafia” ( quanto è figo usare termini stranieri ): è chiaro che chi il “conflitto di interessi” non sa nemmeno che cosa sia non abbia nessuna difficoltà a parlare male in pubblico di chi ne ha esatto una condanna proprio “per quelle cose lì”; quello che invece è meno chiaro è “dove fossero tutti gli altri” mentre Don Dell’Utri secerneva quelle oscenità.

    Facciamo un passo indietro, e smettiamo anche di parlare di mafia, ma per super elastic bubble plastic farò un’eccezione. È vero che persino Demente Mastella s’abbassò allo stesso punto ( non è incongruente che la parte lesa di Tangentopoli si lamenti di chi aveva avuto da ridire sull’illegalità di certi giri ), ma sentire parlare di “esami di sanità mentale ai PM” ( 08.04.2008 ) da parte di super elastic bubble plastic fa un po’ strano. Non solo perché ho difficoltà a credere che Tweedledum e Tweedledee che rispondono al nome di Bon-dee e Bon-aiuti, che a scanso di equivoci sono le persone che intervengono ( inspiegabilmente ) più id frequente, beh, ho difficoltà a credere che queste due persone messe assieme superino il 30% dei miei neuroni ( e molto probabilmente è proprio così ), e dunque non sarebbero gli ultimi ad aver bisogno di un esame di sanità mentale; quello che ancora una volta mi stupisce è che sia il solito forcaiolo Di Pietro ad intervenire, accompagnato da qualche altra voce fioca. Dove sono i giornalisti in questo Paese ? Forse sono a masturbarsi sull’ultima foto di Carla Bruni. Già, gran bella gnocca, e meno male che si dice che l’Italia non esporta più niente.

    Non voglio andare a rivangare degli elementi di un estremamente buio passato repubblicano, nel quale sono apparse varie guest stars del calibro di Clemente J. Mimun, Bruno Vespa, Deborah Bergamini ( lei sì che è un modello per i giovani, ma chi cazzo è ? ), mentre le parti lese sono state tante; bei tempi quelli, dal kapo alla seduzione delle donne nordiche, alle già citate vacanze mussoliniane.

    “Tanto non gliela do”, disse Giulietta, e super elastic bubble plastic, deluso dall’atteggiamento non troppo libertino della più italiana di tutte, non può fare altro che lanciare improperi contro un calciatore che ha diffuso la sua intenzione di voto. Era dal Rocco Horror Picture Show, credo, che la stampa estera non si interessava così tanto del nostro Belpaese. Il Times ( quale onore ) dice “perché la politica in Italia è quella che è, ma il calcio è un’altra cosa“.

    Mi spiace per il Times, ma questa volta non hanno capito proprio un cazzo. Parlano di una separazione fra politica e calcio, sbagliano inesorabilmente, esattamente come sbagliarono quelli del PPE ai tempi di Buttiglione quasi commissario europeo.

    Ce ne sarebbero tante di cose da dire, vecchie e nuove, ma molti ne hanno già parlato più e meglio di me.

    Mi accodo a Marco Travaglio, non perché io sia un fan di certe persone, ma perché io voto a Sassari e a me Arturo Parisi non piace affatto, né mi piacciono molti altri presenti ai primi posti di quella lista; quello che importa è che sappiamo un po’ quello che ci capitò per tanto tempo, conosciamo bene super elastic bubble plastic. Ora ha qualche anno in più e rappresenta un pericolo maggiore per un pugno di motivi.

    Forse guarderò lo spoglio, la curiosità rimane, anche se alla fine penso che s’avrà poco da ridere.

    NEVAR FORGET 

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  • Scritto il 26 marzo 2008 in Banane, Die Linke, Riflessioni

    La politica italiana è diventata una versione un po’ più caotica e imprevedibile del Benny Hill Show, per cui l’essenza eccessivamente trash della cosa rende un po’ tutti apatici nei confronti dell’ignoto “come andrà a finire”, e spesso anche del “cosa si voterà”. È presto per tirare le somme e fare qualsiasi cosa e lascerò una mia “analisi” ( se ne avrò voglia ) a pochi giorni – o anche ore – prima del grande giorno.

    Ma prima, i fatti della settimana !

    Partito Socialista

    Enrico Boselli ci regala un Enrico Boselli Show degno di qualsiasi comico razzista ( ma non di Andy Kaufman ), ai livelli dei monologhi di Colorado. All’inizio torna con la gag “Gesù è stato il primo socialista“, scatenando le ire delle quindicenni cattoliche che per un momento hanno interrotto la preghiera e hanno rivolto la loro attenzione verso il comico, coprendolo di insulti. Ora arriva coi suoi pronostici elettorali che dimostrano come egli si diverta abbastanza all’opposizione, e lancia un paio di perle da appuntare e ricordare:

    L’Italia rischia di essere l’unico Paese europeo privo di un partito socialista.

    I giudici che fanno politica sono il danno principale perché minano l’imparzialità che i cittadini si aspettano da chi amministra la giustizia. E Di Pietro ne è l’esempio più significativo perchè non solo ha fatto il giudice ma su questo ha costruito il suo partito. 

    Entrambe sono vere, o meglio, sarebbero vere su Marte, o magari in un Paese occidentale qualunque. In Italia però le cose girano in modo leggermente diverso. È vero, saremmo l’unico Paese europeo privo di un partito socialista, ma mi piacerebbe notare che fino al Partito Socialista di Boselli gli unici che si fregiavano del nome PSI erano Gianni De Michelis e compagnia, che stavano all’opposizione. Chi sono queste persone ? Beh, visto che abbiamo già dimenticato Tangentopoli non vedo perché non aver dimenticato l’innominabile che governò l’Italia nella fine degli anni ottanta che cosa avesse di socialista probabilmente lo sapeva solo lui.

    Hai ragione, Enrico Boselli, hai pienamente ragione, in Italia rischia di non esserci più un partito socialista di alcun tipo, ma la colpa non è “delle circostanze” …

    Secondariamente, mi piacerebbe sapere per quale motivo i “giudici che fanno politica” siano il danno principale. Io credevo che il danno principale fossero i condannati per concorso in associazione mafiosa ( o anche favoreggiamento ) o quelli in attesa di giudizio che battono il terreno per alterare il verdetto. Oltre ad essi possiamo aggiungere anche “il ribaltone la mia religione”, toccando il già citato De Michelis e Clemente Mastella

    Caro Enrico Boselli, queste sono fra le cose che fanno perdere di credibilità alla politica italiana. I “politici che rubano” e i “politici che vanno da una parte all’altra”, non i “giudici che fanno politica”; il problema è che ora il Nuovo PSI di De Michelis e soci è entrato nel PS di Boselli ( creando un precedente storico dallo scioglimento del PCI e da Tangentopoli, visto il passaggio di un’intera ala dalla Casa delle Libertà alla “sinistra radicale”, o come la vogliamo chiamare ), e quindi a me piacerebbe dirgli “wow, ottima scelta, perché ?“, ma dopotutto non avrei mai una risposta soddisfacente. E Mastella ? Beh, Boselli gli aveva già offerto un posto fra le sue file per andare contro la gogna mediatica e la giustizia da televisione. E aveva ragione, ha colpito quasi nel segno.

    Quasi, perché il fatto che il nostro ex Guardasigilli fosse “solo il capro espiatorio” non lo rende affatto innocente, e né lo rende uno la cui dignità valga più di qualsiasi cosa possa comprare al “Tutto a 1€” vicino a casa mia.

    Andando oltre, ci sono due fatti abbastanza noti e “clamorosi”.

    Il primo, su cui lascio una perplessità da non più di tre o quattro righe, è la fantomatica cordata italiana per far resuscitare Alitalia. Sono anche stufo di vedere il solito noto entrare e uscire illeso dal tribunale ( con o senza aver messo le mani dove compete ), però mi chiedo perché la toga rossa forcaiola Antonio Di Pietro sia stata l’unica a rendersi conto e a far notare puntualmente che spargere tensione e notizie false in campagna elettorale sia una cosa sbagliata ( e probabilmente illegale ), mentre il resto del mondo tace.

    Ma dopotutto, di che mi sorprendo.

    Il terzo ed ultimo fatto è questo qui. Posto il fatto che l’unico motivo ( e sarà la settima volta che lo dico ) che mi piace di meno il cristiano dell’islamico – non parlo di religioni ma di persone – è che la piaga cristiana è presente in Italia, mentre l’Islam ancora non ha messo radici profonde al punto di poter essere detestato in egual misura, il battesimo di Magdi Allam ha del grottesco.

    Innanzitutto il fatto che la cosa sia accaduta nella Veglia Pasquale, in Vaticano e davanti a chiunque, beh, è già un campanellino d’allarme. È anche divertente la reazione delle comunità islamiche che chiedono alla Santa Sede di “prendere le distanze” quando è stata proprio la Santa Sede a celebrare il rito. A questo punto mi chiedo a quale Santa Sede si stessero riferendo. Devono aver strappato troppe pagine dal calendario, purtroppo siamo ancora nel 2008.

    Probabilmente però la reazione più equilibrata è stata quella de L’Osservatore Romano, che parla di “nessuna ostilità nei confronti dell’Islam”. Hanno pienamente ragione, infatti Allam dichiara:

    Al di là della contingenza che registra il sopravvento del fenomeno degli estremisti e del terrorismo islamico a livello mondiale, la radice del male è insita in un Islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale. 

    Il fatto che la stampa vaticana non abbia orecchie per intendere non è una grossa novità, ma a questo punto è chiaro che non hanno nemmeno fatto i compiti a casa.

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  • Scritto il 10 marzo 2008 in Banane, Die Linke

    Fine della prima parte, inizio della seconda parte.

    VII Cultura, Scuola, Università e Ricerca: Più autonomia, per l’equità e l’eccellenza

    Beh, il titolo fa molto figo, e questo è un po’ il punto che aspettavo, infatti penso lo commenterò ( quasi ) tutto.L’autonomia scolastica è una cosa di cui si parla da tanto e la riforma Moratti l’ha un po’ demolita; sono curioso di vedere se si farà effettivamente qualcosa. Sul “portare al diploma l’85% dei ragazzi” sono un po’ scettico, perché a meno che non rientrino in quella cifra, il triennale degli Istituti Professionali è destinato a morire; ci mancherà ? Non ci mancherà ? Non so quali siano i dati, comunque mi sembra che questo shift dai tecnici / professionali verso i licei “perché senza una laurea non si va da nessuna parte” mi sembra la solita cazzata tutta italiana, e ovviamente lo dico come “il solito nerd che non finirà la sua carriera studentesca prima del 2014″ e non come “uno che non ha voglia di studiare”; siccome non credo che la formazione dei periti sia “outdated” è ovvio che il problema è più alla base, e ha origini nel mercato del lavoro, eccetera eccetera, ma fra qualche riga mi esporrò meglio.

    Altri punti interessanti sono l’aumento delle ore di matematica e l’educazione allo sport. Per quello che mi riguarda proporrei anche la bocciatura insindacabile per debiti in materie scientifiche e letterarie nei due licei ( che secondo me devono anche essere due, o addirittura uno solo, con le dovute sperimentazioni che verranno dall’autonomia ); non mi importa molto dell’educazione fisica ma essendo il fanalino di coda dell’Europa da questo punto di vista forse è meglio riparare. L’insegnamento in inglese di una materia curriculare può rappresentare un bel problema, perché comunque bisognerebbe accertarsi sulla competenza dei docenti ( un bel problema ) e questa scelta deve essere fatta anche per la selezione nei concorsi; sono un po’ scettico per ovvi motivi sul discorso dei “premi”, e sul “campus della scuola dell’obbligo” che non ho ben capito cosa sia.

    Ah, l’Università. L’Università italiana; quello strano universo parallelo che spesso è una specie di continuazione del liceo e altre volte è una “cosa per pochi intimi”. Meno sedi, più specializzate, e finalmente ! Qualcuno mi spieghi il senso dell’Università di Chieti-Pescara, dell’Università di Verona o di Bergamo, o del Piemonte Orientale, o dell’Insubria, o dell’Università Autonoma di Bolzano ! Vero è che tanta gente mica si sposta di casa, se ha le chances di rimanerci, e sappiamo bene che non sempre è un problema economico. Vero è anche che per chi ha voglia di spostarsi ci sono tanti saluti e auguri da parte dello Stato, visto che quelli sono gratis, mentre le borse di studio, beh, no. Poi dicono “puntare sull’eccellenza”. Bello, non mi pare di aver ricevuto nemmeno una pacca sulla spalla per essere in regola con gli esami, o forse “eccellere” vuol dire avere la media del 30 ? Non si capisce tanto bene.

    La bionda neofisica ha parlato di “finanziamento corposo” alla Fisica delle particelle ( o “della particella”, per citarla meglio ), in Italia, sia in percentuale che in valore assoluto. Ora come ora, mi pare che l’una e l’altra cosa siano delle grandi cazzate, ed è abbastanza simpatico vedere come il più alto grado di “educazione” ( e il più basso di “carriera accademica” ) sia retribuito sul filo del minimo sindacale. Milioni di spese militari e di finanziamenti più o meno corposi ad enti oscuri, cattedre e “cose” create non in funzione dell’esigenza media, o globale, ma dell’esigenza di “qualcuno”, e così via. Sinceramente dopo aver visto tante cose mi chiedo cosa il PD possa fare per questo genere di cose, dopotutto rimaniamo sempre il Benny Hill Show dell’Europa. Non capisco poi tanto bene chi siano i ricercatori ad alto potenziale e perché debbano essere proprio 1,000 quando non credo che in altri posti ci siano limiti numerici.

    Non ho nessuna fiducia sull’Università ma un po’ sulla scuola sì, chissà.

    VIII Imprese più forti, per competere meglio

    Questo è uno di quei punti canonici di cui non mi importa proprio nulla. Il primo motivo è che le imprese sono da sempre la categoria privilegiata in Italia e hanno sempre avuto una ingerenza pesantissima sulla politica italiana. Il secondo motivo è che questa ingerenza ha sempre portato ad illegalità su qualsiasi tipo di scala, dai favoreggiamenti mafiosi ai condoni, ai regali per reati finanziari. Il terzo motivo è che quest’abbondanza di illegalità ha reso comune e accettabile qualsiasi tipo di sconcezza, e “voto Berlusconi perché mi conviene” è diventata una scelta legittima: ma dopotutto questo è perché il tipo principale di impresa in Italia è la fabbrichetta di motozappe di Binasco, e il prototipo di imprenditore è Tronchetti Provera: altro ?

    Non c’è nessun modo perché una cosa simile si plachi a breve termine quando allo stesso tempo abbiamo politiche naziste nei confronti di certi tipi di reati e quando la stessa classe che si lamenta delle suddette politiche naziste nei confronti dei suddetti tipi di reati si lamenta anche del sovraffollamento delle carceri.

    J’m'en fous.

    IX Concorrenza produce Crescita

    Come sopra, anche se le liberalizzazioni erano già un passo avanti.

    X Sud e Mediterraneo

    Il problema “mediterraneo” mi tocca relativamente da vicino. Peccato che l’argomentazione sia poco chiara e scritta relativamente alla rinfusa. OK, sappiamo perfettamente che c’è bisogno di infrastrutture e di trasporti. Ho seri dubbi che chiunque si possa trovare in disaccordo con questo punto.

    XI Democrazia Governante 

    Una camera sola, ha senso, visto che io sono più bello e intelligente di Roberto Calderoli, ma lui è eleggibile al Senato e io no; solo 60 persone al Governo e dodici ministeri, ha senso anche questo, anche se non sembrava intenzione nel precedente Governo, ma comunque è piuttosto chiaro che un taglio ci sia. Non ho bene idea di cosa sia lo “statuto dell’opposizione”.

    Non sono totalmente d’accordo col diritto di voto ai sedicenni, perché mi sembra un po’ il classico ragionamento dei “tempi che corrono” e “noi ggiovani siamo sempre più viziati”, e avere due età separate per votare già è un palo nel culo fra Camera e Senato, non si può pensare che con una decisione così migliori qualcosa.

    D’altra parte, come non essere d’accordo con l’ineleggibilità post-condanne per corruzione, pedofilia e associazione mafiosa; peccato per la pedofilia perché FI, AN e UDC avrebbero le carte in regola per svariati esempi degli altri casi.

    XII Oltre il duopolio: La TV dell’era digitale

    Niente di interessante che non sia già stato detto svariate volte, ma dopotutto in Italia non funzionano né le privatizzazioni e né la burocrazia, per cui non rimane molto.

    La conclusione non è come mi aspettavo, ma pazienza. Si parla di TV ma non si è parlato di WiMAX e di varie altre cose che forse sarebbero state più rilevanti e “al passo coi tempi”. Per il PD e per il resto della classe politica la parola telecomunicazioni è sinonimo di televisione, e la cosa è sicuramente grave. Non è stato detto niente di convincente e di materiale, in effetti, sull’Università e la ricerca.

    Ma dopotutto è solo un programma elettorale … 

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  • Scritto il 25 febbraio 2008 in Banane, Die Linke

    Il Corriere titolava ieri, da qualche parte, “PD: esplode il caso Binetti”. Sappiamo tutti che il ripugnante abominio colmo di binettitudine non mi è mai stato simpatico, ed è una di quelle poche persone delle quali non apprezzo, oltre alla sua posizione e alle sue strampalate idee, anche le sue abitudini personali e il suo aspetto fisico; notevoli ovviamente anche le sue opinioni in fatto di “scienza” con la s minuscola, che non danno ai medici una gran reputazione. Fortuna che a livello nazionale la cosa è un po’ diversa, nonostante quello che possono dire i Puffi. In sintesi, forse il sogno di ogni bambino diventerà realtà. Le auguro una lunga e spassosa carriera nell’UDC.

    PD

    Altrove, ma mica tanto, è uscito il “programma” del PD. Siccome sono innegabilmente di parte, benché tutti abbiano detto che ricorda molto quello del PdL, risolvo ogni equivoco non leggendo il programma del PdL, anche solo per tutelare la mia intelligenza.

    I Stato: Spendere meno e meglio 

    Come dargli torto ? Il problema è che nella “sintesi” non si capisce molto, o forse sono io che non so poi così tanto di urbanistica e di economia. Una cosa che mi diverte è l’idea di eliminare le province, che di per sé è un’ottima idea. Divertente, però, che nessuno abbia fatto alcun tipo di campagna in Sardegna nell’attuazione delle quattro province più ridicole della storia, con posti che tutti credevano disabitati magicamente dotati di una targa automobilistica nuova di zecca. E forse è questo ciò cui si riducono le province ultimamente: un nuovo confine e un centro per la solita gara a chi ce l’ha più lungo. Ovviamente non è solo il caso della Sardegna, perché ci sono nuove cose che si chiamano Monza e Brianza, Bassano del Grappa ( ridicola e fortunatamente non in attuazione ), Fermo e Barletta-Andria-Trani, e quest’ultimo caso mette proprio in luce la natura calcistica della faccenda, perché a quanto pare il problema centrale è “chi si aggiudicherà il capoluogo”. Anche la fusione dei piccoli comuni è una cosa abbastanza utile, e mi chiedo se si farà qualcosa a proposito delle comunità montane.

    Il “rigore nella gestione della spesa pubblica” non so cosa sia, e spero che almeno loro lo sappiano e abbiano idea della realizzabilità pratica della cosa, ma dopotutto è un programma elettorale. C’è di buono che ci si pone una crescita di mezzo punto di PIL annuo, che dunque è qualcosa di umanamente pensabile anche per la nostra Italietta.

     

    II Per un fisco amico dello sviluppo

    I due punti sulle aliquote IRPEF sono un po’ come il discorso sul PIL, ci si fissa obiettivi non troppo ambiziosi e la domanda rimane la stessa, anche se da sempre mi son chiesto dell’effettiva utilità e “luogo d’essere” dell’IRPEF. Non si parla tanto di imprese, chissà se è la via per il “non soffocare l’iniziativa del singolo” come negli USA ( una delle varie cose che dovremmo imparare ), o è forse qualche strascico dei tempi che furono ? Non si sa. Fatto sta che invece mi lascia perplesso l’intero discorso delle doti fiscali per i figli, perché sono pienamente convinto che sia diseducativo da parte di uno Stato dare la mano in tutto e per tutto alle famiglie eccessivamente numerose, anche perché è un dato di fatto che le famiglie si riducano in numero mano a mano che il tenore di vita aumenta, e non ci sono cazzi per il Family Day e quant’altro. Forse è anche meglio assicurarsi di potersi mantenere invece che confidare su chissà quali premi da parte dello Stato, come se fare figli fosse un merito.

    III Cittadini e imprese più sicuri 

    A Sassari non c’è il problema “immigrati e delinquenza”, ma c’è in misura minore rispetto a certe parti della Sardegna, la sindrome del Far West. Essendo cresciuto in un quartiere del cazzo e andando in una scuola media dove troppo spesso si parlava di risse e di tossicodipendenza ho qualche dubbio sull’efficacia di certi mezzi; quando poi invece si vedevano scene come sciami di carabinieri che si rifiutavano di intervenire in certi frangenti per paura di “ripercussioni”, come se a Sassari ci fosse la mafia, lì veramente c’è da incazzarsi. Non solo perché se hai paura di certe cose non scegli a priori di fare quel lavoro di merda, ma perché i poveri membri delle forze dell’ordine sono sempre attaccati da questi sciami di fricchettoni comunisti incazzati. Peccato che in linea di massima i “non interventi” non erano di natura politica ma andavano dalla banale denuncia di furto con “guardate che so chi mi ha fregato la moto, se volete vi dico anche dove abita”, alle risse colossali scatenate da rifiuti umani che non avendo mai avuto regole a casa devono fare in modo che anche fuori ci si abitui alla loro condizione.

    Tutto ciò è stato mai preso in considerazione ? Non sono affatto fiducioso, visto che sono secoli che ce ne si lamenta.

    E proprio in materia di “forze dell’ordine” sono curioso di sapere perché non si attui una riforma decente in modo da fondere Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, e Polizia Postale in due corpi, anziché avere questa strana duplicazione, e non sono sicuro che siano questi i “doppioni” di cui Veltroni parla, anche se le idee sul rilascio dei passaporti e vari altri documenti potrebbero già essere un passo avanti.

    Sulla certezza della pena, penso che questo sia in fondo l’unico problema della giustizia italiana, ma finché non vedo Marcello Dell’Utri in manette non ci credo.

    IV Diritto alla giustizia giusta 

    Non sono sicuro sui “modi dell’efficientizzazione” ( che parola lunga ), ma confido nel fatto che in fondo saranno abbastanza ponderati. Sulle intercettazioni è già successo abbastanza e a quanto pare non ci si può fidare del buonsenso del giornalista che pubblichi un’intercettazione dopo avere capito almeno la materia di discussione, anche se su questo sono a priori dalla parte dei giornalisti, visto che non vedo per quale motivo chi corrompe abbia chissà quale diritto alla riservatezza, se poi ci sono estremi di violazione della privacy ci si assumerà le proprie responsabilità, ma nel momento in cui le cose che si riferiscono sono vere …

    OK sul testamento biologico e OK sui diritti ai conviventi. Sarà la volta buona ?

    V L’ambientalismo del fare

    Ah, le energie rinnovabili. Qui tutto piuttosto condivisibile, anche se confido più nell’eolico che nel solare per ovvie ragioni. Anche l’idea delle sperimentazioni è un ottimo punto di partenza, anche se questo può essere realizzato indipendentemente dal governo.

    Sulla banda larga a basso impatto ambientale la risposta c’è e si chiama WiFi, che lo chiamiamo WiMAX o come si chiamerà lo standard successivo. Non ci sono cazzi, l’unica parola magica è “liberalizzazione”, e su questo ci sarà una grande lotta con Telecom e soci, e non ci sono precedenti in Europa e nel mondo, a quanto so ( ma potrei sbagliarmi ), ma c’è sempre una prima volta.

    Pienamente d’accordo anche sull’ambientalismo dei NO, che è un pochino il motivo per il quale l’ambientalismo in Italia, come molte altre cose, è significativamente più “basso” di quello del resto dell’Europa.

    VI Stato sociale: Più eguaglianza e più sostegno alla famiglia, per crescere meglio

    Forse è il punto più lungo, e i discorsi sul precariato piacciono un po’ a tutti ma non a me, per cui li lascio a qualcun altro anche solo per il fatto che non ho bene idea di come giri tutta la faccenda. La formazione professionale è un po’ una falla del sistema educativo italiano, ed è il tassello mancante fra l’istruzione media-superiore e l’Università, qualcosa che in Italia suona un po’ molto strana perché ormai se non si è laureati non si piace poi così tanto, e si arriva al punto di creare corsi totalmente inutili proprio per non far sfigurare le persone, ma su questo c’è un punto a riguardo che commenterò.

    Il “credito alla creatività” è un po’ il motivo per cui la Svezia è un po’ “la gran figata” dove vivere, mentre l’Italia non è tutto questo granché, e il tutto, unito con una vergognosa legge sull’immigrazione repressiva e antimeritocratica scritta e firmata da bifolchi che non hanno minimamente preso in considerazione eventuali studenti ( e anche dottorandi ) provenienti da Paesi “non tanto ricchi”, che spesso e volentieri sono la proverbiale “speranza per la ricerca”.

    Anche il settore medico è una parte molto dolorante del sistema Italia; buone idee, ma funzioneranno ? E già che si è qua si parla anche di 194 e di “applicarla in modo decente”, come se non fosse già successo fino ad ora. Ma comunque è bene che si chiarisca la posizione ( a favore ).

    In nome dell’antinoia gli altri sei punti arrivano poi.

    Stay tuned. 

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  • Scritto il 9 dicembre 2007 in Banane, Die Linke, Ffruustration, Riflessioni

    [ Un appunto iniziale: il 5 dicembre è morto Karlheinz Stockhausen. Volevo appuntarlo il giorno stesso ma son stato preso da varie magagne col mio computer. Tanto è difficile che si offenda. A chi non sapesse chi fosse Stockhausen va tutto il mio disprezzo. ]

    Onestamente, la prima cosa che mi è venuta in mente in questa circostanza non è stata “vediamo se è dritto o no”, però se quello del “volgare straccio satanico” – così lo chiama la bianca fanciulla in pubertà – o “bandiera della pace” che dir si voglia, è al rovescio, questo pare non esserlo. Probabilmente anche loro avevano paura di riferimenti scorretti, o della punizione divina. Oppure “granchissenefrega”.

    L'Arcobaleno

    Cosa ne penso, cosa ne penso …

    Come per la recensione di Leopard, inizierò col dire che “è una cosa positiva” e che quella è stata la prima cosa che ho pensato quando ho smesso di sentire cose orribili come “la cosa rossa” o “la sinistra radicale”, per cui, ora inizieranno le critiche.

    La prima è un po’ prematura ma opportuna da certi punti di vista. Vero è che la storiella della federazione è un po’ trendy al momento, e che probabilmente “è un inizio”, ma mi piacerebbe sapere perché non si tenti il partito unico della “sinistra”. La risposta cliché che probabilmente ha un fondo di verità è che “la federazione non è un partito quindi il numero di sedie rimane uguale”. La risposta più profonda invece è che non ci sono idee nuove e non si sa più di tanto per cosa lottare.

    Ed ecco dunque la seconda: niente più falce e martello, e questa è una buona notizia, le dichiarazioni di Franco Giordano non sembrano lasciare intendere che sia cambiato qualcosa. Non mi è mai stato simpatico, si sa, ma continuare a dire perennemente “al governo ma non sempre e comunque” e “saremo in prima linea per i diritti dei lavoratori” fa un po’ ridere. Sulla prima, la trovo una stronzata totale, perché se l’intento è veramente toccare il 15% non mi sembra una cosa opinabile stare al governo o meno, visto che il 15% è una percentuale sufficiente per inventarli, i compromessi, non imporli: in altre parole, non diventa più una competizione del tipo “ehi, ci siamo anche noi”, ma una discussione faccia a faccia.

    Sulle idee occorre un discorso più elaborato. Ho già parlato di cosa penso della sinistra di ora, ma occorrono un po’ di precisazioni per correggere la mira. Sappiamo tutti verso quali orizzonti verta l’idea di buona parte della comunità scientifica italiana ( e non solo ), e benché ci si trovi in disaccordo su alcuni punti non marginali, i discorsi di certe persone fanno fede: perché nessuna Margherita Hack o nessun Umberto Guidoni ha mai speso una parola per PRC o PdCI riguardo ai loro omissis in fatto di “settore accademico” ? Non si sente altro che parlare di lavoratori e classe operaia, però pare che garanzie per l’Università l’Alma Mater non ce ne siano. Io ho firmato il mio foglio di via post-specialistica perché con meno di 900€ al mese per un dottorato non si vive, soprattutto contando che, ad esempio, in Francia la cifra netta è almeno una volta e mezza superiore. La “fuga dei cervelli” non è il problema, è una conseguenza ad un problema. Un’infinità di spese militari per questa cazzo di guerra in Afghanistan della quale non importa un cazzo a nessuno, e nessuno che guarda minimamente il lato economico della faccenda e il fatto che il nostro settore accademico si sta ingoiando da solo, e magari si potrebbe smettere di parlare di “lotta alla guerra al terrorismo” ( che ciononostante è un’idea legittima ) e iniziare a pensare un po’ a sé stessi, al nostro Paese che ha ben altri problemi che adempiere ai doveri della NATO, e sinceramente sapere che io ( e tutti i miei compagni di corso ) non avrò nessuna riduzione delle tasse universitarie o nessun premio per merito perché quei soldi e moltissimi altri andranno a pagare un cazzo di sfigato di merda deve andare ad ammazzare gente in Iraq. Tuttavia questo tema non sembra molto interessante per l’Arcobaleno, anche e mi sembra un qualcosa di piuttosto immediato e “nuovo” rispetto ai soliti pipponi sindacalisti che si sentono dagli anni ’70, tanto per dirne una.

    Attenzione: con questo non voglio liquidare l’impegno sociale nella tutela dei lavoratori, perché è anche quella una cosa sacrosanta, però sono mediamente sicuro che la cosa non sta procedendo nel verso giusto, perché non si può solo essere dalla parte del “proletario”, ma occorre una politica per il trattamento dell’imprenditoria per buttare al cesso il capitalismo dei puffi di Confindustria e soci, magari sul modello americano, per fissare le idee, dove per reati di natura finanziaria oltre a rischiare la fine irrevocabile della carriera imprenditoriale la galera ce la si fa davvero. Riassumendo, la politica sociale efficace va programmata per tutti i piani della piramide, e questo non deve essere un “punto del programma”, ma una priorità. O uno slogan, se a qualcuno viene in mente qualcosa di sensato.

    Parlando di qualche dettaglio, è deprimente come l’unica dichiarazione veramente sensata arrivi da Pietro Ingrao, ed è altrettanto deprimente vedere Alfonso Pecoraro Scanio dire le solite stronzate sul Partito Democratico, mentre sono piuttosto curioso di vedere il destino dei lavori sulla base di Vicenza.

    Non so che dire, non so cosa trovare di nuovo, non so più di tanto in cosa confidare. La cosa però globalmente mi “convince”1: le persone non sono cambiate di una virgola, purtroppo ci terremo Rizzo, Russo Spena, Giordano e Pecoraro Scanio, ma magari dopo i vari “Bella Ciao” avranno anche loro trovato il tempo di dare un’occhiata al calendario.

    Chissà.

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    1. non necessariamente “al voto”, of course
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