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Re:
0Scritto il 21 dicembre 2009 in BananeMarcello Veneziani condivide con Forattini la presenza nella versione per nazicattolici di Indovina Chi (che tolti i politici conta pochi membri che abbiamo raggiunto un qualche traguardo nella loro vita); il senso comune dice chiaramente che criticare lettori – e redattori – del Giornalino è come farsi saltare in aria alle paraolimpiadi e incolpare i NAR, ciononostante la letterina della domenica, dopo aver attirato una fantastica zerg rush, ha bisogno di qualche divertente commento.
L’articolo, in pieno stile del Giornalino, è il solito attacco al compagno Fini, di quelli che piacciono aiggiovani di FI, perché come sapete tutti, Fini è diventato uno stronzo – ma Veneziani non era mica di AN ? Ah, già, deve aver mollato Fini perché è diventato un commie. Anche Napolitano è diventato uno stronzo, ma non ho ancora capito perché.
Fortuna che Veneziani mi dà un sacco di delucidazioni: innanzitutto la lettera parla di violazioni della Costituzione, poi però in poche righe vengono tirati fuori “problemi della gente comune”, che poco hanno a che vedere con violazioni della Costituzione. La prima bomba riguarda il finanziamento pubblico ai partiti, della quale sovrabbondanza a quanto pare sono responsabili i tre personaggi citati. Non sono responsabili in nessun modo Governo e Parlamento ( due entità la cui distinzione esiste solo sulla carta, ma di questo MV non se ne cura ), e nello specifico non sono assolutamente responsabili super elastic bubble plastic e i paladini della PA virtuosa, da Tremonti a Brunetta. MV è distratto e, per dirne una, ignora anche l’intervento dell’IdV per quello che riguarda il finanziamento pubblico all’editoria di partito, evidentemente i suoi padroni non la pensano esattamente come lui. Cosa tutto ciò abbia a che vedere con la Costituzione comunque è un mistero.
MV parla anche della legge elettorale, della quale si parla spesso da un po’, ignorando che tale legge fu emanata da un governo che era sostanzialmente isomorfo a quello attuale; la quale, ad ogni modo non è stata bocciata per incostituzionalità, per cui anche qui il dubbio rimane.
Non pensate che sia vostra competenza sollevare la necessità di regolare la Rete, di stanare le sacche di illegalità, le violazioni e le incitazioni alla violenza che si celano in siti, blog e Facebook, sollecitando una severa regolamentazione che impedisca l’imbarbarimento tecnologico della nostra società? [L'ha scritto davvero, purtroppo non me lo sto inventando]
In una parola: “no”.
È difficile che MV, venendo dalla formazione “spuma, Superga, olio di ricino e pulizia etnica”, possa pensarla in altro modo; fortunatamente per quello che riguarda Internet è in buona compagnia, fra massoni, ex-extraparlamentari militanti e dittatori di popolati Paesi asiatici.
Nell’ultimo paragrafo della prima pagina si leggono le solite hit dell’estate di troppi anni fa sulle toghe rosse e su quanto sconfinino in ambiti che non gli competono. Nel primo della seconda pagina invece ci sono un paio di imprecisioni. Che vengano pronunciate due sentenze in contraddizione non è una novità e soprattutto non riguarda solo il suo padrone. Ad esempio, qualcuno ricorderà questo fatto, che tempo dopo è stato seguito da una sentenza esattamente opposta per un’altra persona. Sfiga. Porgo i miei migliori auguri a MV nella sua lotta per la consistenza delle sentenze della Cassazione.
Per quanto riguarda le bestemmie, MV ignora che sono già illegali. Non si capisce quali siano queste temerarie dichiarazioni politicamente scorrette che a suo dire sono punite con la decapitazione: forse si riferisce a cose come “negri di merda” o “islamici di merda“, non capisco.
L’ultima invettiva noiosa di MV riguarda la solita giustizia lenta, che fortunatamente è lenta anche per il suo padrone. Ancora non si vedono riforme che cerchino di sveltire le procedure magari evitando di scarcerare pedofili e stupratori a costo di salvare proprio il suo padrone, però anche su questo porgo i miei migliori auguri a MV nella sua crociata liberale.
Per quello che mi riguarda auguro a MV di ritrovare la bussola e al Giornalino di continuare nella sua opera di diffamazione di chiunque ritenga opportuno, perché altrimenti come fanno i commentatori a continuare il loro bukkake virtuale, sarebbe ingiusto !
L’amore vince sempre sull’odio, ma purtroppo la plastica non tollera le punte di ferro.
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La Sega Nord, oltre ad essere un partito di (e per) bifolchi, è uno dei più importanti placebo del nostro paesello. In 15 anni di esistenza mainstream sostanzialmente non hanno mai fatto un cazzo di rilevante, se non l’avere intascato vagonate di denaro pubblico nei vari “gettoni” dal consiglio comunale di Vergate sul Membro al Senato, e magari aver fatto cadere un governo.

PROTIP: non è il nuovo logo della lega
Dopo gli innumerevoli provvedimenti sull’immigrazione (che non hanno risolto nessun problema), qualche tentativo di coprifuoco nelle città (che ormai, passata la moda, è fallito), e tutte le altre varie stronzate delle quali i telegiornali (nazionali) sono intasati da un po’ di tempo a questa parte, è arrivata l’ennesima puttanata grande idea.
È noto che in Italia internet si è diffuso intorno al 2007, e da allora è sinonimo di MSN, facebook e YouPorn, per cui non ci si può stupire se la classe politica – di qualsiasi fazione – rispecchi la popolazione italiana anche nella conoscenza della rete. È in questo spirito che il mio ex-militante di Democrazia Proletaria preferito ha tirato fuori una proposta per regolamentare “cortei e Internet”.
Tralasciando quanto riguarda i cortei, la cosa che ha scatenato tutto è un giochino flash – ora oscurato, ma per altro fatto neanche troppo bene – in cui chiunque poteva provare l’ebbrezza di smontare il viso di super elastic bubble plastic con statuette assortite senza incorrere in pene di vario tipo o articoli capziosi1 sul Giornalino.
Ovviamente la schiera di parassiti che potrebbero spendere buona parte delle mazzette da parlamentare in un corso di dizione ignora che esistono una caterva di siti web in cui è possibile ammirare decapitazioni, torture, e tante altre cose, for your own entertainment, e chiaramente essendo spesso materiale che viene da guerre e altre “situazioni complicate” è tutto perfettamente legale – un esempio erano gli innumerevoli video di decapitazioni che giravano su ED2K nel pieno della guerra in Afghanistan. Per cui le scelte sono due: nessuno fra i naziecommies verdi ha la minima idea di tutto ciò (non mi stupirei), oppure semplicemente “le immagini violente” sono un problema solo quando riguardano il loro padrone.
Ricordate Fojba 2000? Dovendo fare confronti è “un pochino meno innocuo” di un gioco come “spacca la faccia a Berlusconi”, eppure è ancora online. E con esso le migliori banche dati di barzellette razziste, foto di malformazioni e malattie variegate, video di torture ed esecuzioni.
È abbastanza ovvio che una proposta facile come “oscuriamo i siti violenti” non risolve proprio nulla, perché i partiti placebo sono costretti a fare proposte placebo. Quello che invece è meno ovvio è che il fatto che il fatto che un video di una decapitazione circoli su internet sia un problema inesistente: oscurare un sito scomodo non fa sparire l’idea che c’è dietro, e bloccare il traffico dei video di Abu Ghraib non farà sparire le torture; sarebbe un po’ come, che so, chiudere gli occhi e pensare intensamente che la mafia non esiste, o semplicemente pregare per i poveri e i deboli ed essere convinti di aver fatto qualcosa di produttivo.
Per quanto riguarda la parte operativa della legge in sé le cose sono piuttosto confuse. Lo stesso articolista di Repubblica non si rende conto che i tre Paesi citati in cui esistono “filtri” ( Cina, Iran ed Emirati Arabi Uniti ) hanno dei governi totalitari e sono sostanzialmente fuori da accordi internazionali che riguardano, fra le varie cose, anche “possibili limitazioni della libertà di espressione”. L’unico caso di oscuramento “tollerato” in Italia riguarda i siti di gioco d’azzardo, cosa che comunque è bypassabile usando DNS di un paese in cui il fisco non è un “modo per farla pagare ai cittadini”.
Per quanto riguarda i siti registrati in Italia, verrebbero inevitabilmente spostati all’estero, in una misura analoga a quanto accade in Francia grazie alle varie leggi spazzatura ( HADOPI & co. ), danneggiando così i provider.
Per i siti registrati all’estero si sente la parolina magica: “rogatorie”. Il fatto è che se la Svizzera non ha mai regalato a nessuno i dati degli evasori italiani – probabilmente nessuno glieli ha chiesti – non c’è motivo per cui un provider estero dovrebbe perdere clienti per colpa di un capriccio firmato da un fricchettone che camuffa le scartoffie del suo vecchio adorato movimento extraparlamentare con una cravatta verde.
Le reazioni sono state per lo più negative, ma quelle più buffe sono quelle della fantomatica Farefuturo, che per Fini è il proverbiale laser per togliere le proverbiali svastiche che aveva tatuate sulla proverbiale fronte, e quella di Gentiloni, che in comune ai vari ministri per le telecomunicazioni e per l’innovazione aveva la più totale incompetenza in materia – ah no, è vero, lui aveva un blog, che figata – e non sorprende tanto che entrambi siano d’accordo sul fatto che provvedimenti simili siano una “limitazione della libertà”.
Che dire, un mesetto e ce ne dimentichiamo tutti, e viviamo tutti felici e contenti, fino al prossimo tormentone.
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