seppuku THE GAME
  • Un resoconto relativamente recente

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    Scritto il 31 agosto 2009 in Banane, Ffruustration, Riflessioni

    Se il novecento è stato un periodo in cui sono successe molte cose a ritmi serrati, specialmente negli ultimi quindici anni del secolo, il 2009 ci sta insegnando che un sacco di cose possono succedere in cinque giorni.

    Ad esempio, negli ultimi tre giorni i parlamentari e i fanboys che un tempo leccavano il culo a papi, cardinali e vescovi, si sono resi conto che “c’è un ingerenza dei poteri forti della Chiesa nelle attività dello Stato”.

    Processione

    In realtà la cosa l’hanno capita a modo loro, perché come di consueto c’è questa strana nube che confonde “il pubblico e il privato”, per cui lo Stato è magicamente incarnato nel prepuzio del suo Primo Ministro.

    Quindi, tutti quelli che sono convinti che per sentirsi più intelligenti non sia poi necessario leggere il Giornale si saranno resi conto che l’ingerenza della Chiesa in questo caso era una sorta di interrogazione sul fatto che sia giusto o no avere un’alta carica dello Stato che va a puttane, con nessuno “del giro” che abbia qualcosa da ridire.

    Il Giornale ha replicato a modo suo, con un articolo scritto da un giornalista strappato a una lunga carriera come vj di MTV. Il numero e l’efficacia delle frecciatine da “hey bro guarda che storia” del pezzo rasentavano più o meno i tentativi di un moscone che tenta di passare attraverso una finestra chiusa. Non importa ovviamente che fra un “ehi che storia te volevo scrivenpezzo d’economia che so’ ferrato” e un altro ci fosse solo un mucchio di cose irrilevanti, e soprattutto che non scagionano affatto il pedopresidente.

    Di questa vicenda fanno ridere svariate cose.

    La prima è che per quanto la replica di Boffo a Feltri abbia scavalcato a sinistra tutti i dirigenti dei principali partiti di centrosinistra dalla caduta del muro, l’Avvenire resta comunque un giornale di merda. Nonostante siano infatti stati fulminati sulla via di Damasco nessuno ricorda simili prese di posizione negli ultimi 15 anni alla luce di tutto ciò che super elastic bubble plastic rappresenta: non è divorziato da cinque giorni, non va a puttane da cinque giorni, non stringe rapporti con dittatori da cinque giorni, non fa gaffe a livello internazionale da cinque giorni, non è il proprietario di giornali spazzatura da cinque giorni, non è indagato (per vari motivi) da cinque giorni, e così via.

    Fortuna che non siamo in aria di golpe, altrimenti dovremmo avvisare i lettori dell’Avvenire, visto che non hanno chances di venirne informati in tempo.

    Da una parte un’altra cosa che fa ridere è la levata di scudi da sinistra in favore della libertà di stampa proprio nell’unico frangente in cui super elastic bubble plastic si è messo contro un avversario ( ahimè ) molto più forte ed esperto – tanto che è Boffo ad avere annunciato una querela, non Feltri; dall’altra parte invece si vedono i soliti “froci col culo degli altri”: quando giocavano da giovani a fare i nostalgici del ventennio il duce era buono “perché Stalin era più cattivo di lui”. Poi invece arrivano i processi IMI-SIR e SME e anche quelli sono roba da niente “perché i DS han fatto la scalata a una banca”. Ora invece che il pedopremier viene colto a Skins parties e a fare sesso a pagamento qualcuno rivanga il caso Sircana, mentre altri poveracci rivangano “il diritto alla privacy” di chi la sua privacy l’ha venduta più di dieci anni fa.

    Se questo discorso à la “occhio per occhio” fosse accettato come difesa in tribunale avrebbe conseguenze spettacolari: apri anche tu il fuoco a scuola, tanto non riuscirai a fare più vittime che negli anni di piombo, in confronto a quei terroristi sembrerai Gandhi !

    Nel frattempo tutto continua con un colossale nulla di fatto, perché da una parte è vero che anche Repubblica potrebbe un attimo staccare le telecamere dall’uccello di super elastic bubble plastic, mentre dall’altra parte non c’è proprio un cazzo da dire, e un buon resoconto l’ha fatto Scalfari ( anche lui era in pausa caffè ) in un commento a “quello che succede in questi giorni”.

    Tutto ciò mi porta a spostare l’argomento, non tanto al meeting dell’ingenuità, quanto agli sproloqui della MILF bresciana al meeting dell’ingenuità.

    Un leitmotiv dei ministri dell’istruzione di centrodestra è il solito annuncio di stanziamento di fondi alle scuole private. A prescindere dagli ovvi slogan che scaturiscono tutti i discorsi sulle scuole private (“Letizia profumo d’impresa”, bei tempi !), nessuno si è reso conto che l’istruzione privata in Italia vale quanto il titolo Alitalia prima del ritiro.

    Sono pochissimi gli enti che hanno un qualche valore, e spesso quelli che hanno un “nome” si limitano alla ricerca mentre la didattica fa schifo, e ciononostante si continua a pensare che il finanziamento pubblico alla scuola privata sia necessario.

    In linea di principio non dovrebbe essere una cosa sbagliata, perché una scuola privata è un’impresa, e “i finanziamenti alle imprese esistono”. Il problema serio è che nel mondo civile le scuole private nascono per un motivo, e il motivo è “non essere pubbliche”. Stanziare fondi pubblici per un’istituzione concorrente ad esistenti alternative statali ne pregiudica l’autosufficienza economica, e quindi lo scopo in sé viene meno. In realtà è ovvio invece che qualsiasi stanziamento per progetti scadenti (e in questo caso senza un minimo di certificazione statale) è un investimento a vuoto.

    Tutto questo la MILF bresciana non l’ha considerato perché come tradizione di buona parte della classe politica italiana non sa un cazzo della materia che dovrebbe amministrare.

    Un altro slogan riguarda il percorso per diventare insegnanti. Si parlava di grandi cambiamenti ma non è cambiato assolutamente niente, a parte l’eliminazione delle (inutili) scuole di specializzazione all’insegnamento secondario. Ovvero, si è partiti da una buona base, l’annientamento delle SSIS, sostituendole con un qualcosa di “vago”, per poi lasciare inalterato tutto il resto.

    Questo metodo ormai ha preso il nome di “metodo Gelmini”:

    1. Cercare un problema “sentito” (sondaggi?)
    2. Annunciare che verranno presi grossi provvedimenti
    3. Cambiare un paio di virgole dai punti problematici
    4. Lasciare rigorosamente inalterati il “prima” e il “dopo”

    La cosa è analoga alla “selezione nei contratti di ricerca”, in cui dopo aver annunciato “accessi su base meritocratica” (ahahah) l’unico cambiamento è stato la composizione della commissione, in un modo irrilevante ai fini di evitare eventuali brogli o favoreggiamenti di sorta.

    Dopotutto a tutte queste persone basterebbe rivestirsi e sciacquarsi un po’ la bocca per iniziare a fare il loro lavoro, così magari la Repubblica potrà parlare un po’ anche di quello, visto che in teoria sono pagati.

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3 responses to “Un resoconto relativamente recente” RSS icon

  • L’unico modo per fottere Berluschino sulla vita privata sarebbe quello di mettere in giro la voce che la D’Addario è un travellone.
    Per il resto devono smettere di rompere i coglioni sulla sua vita privata. Franceschini s’è fottuto proprio perchè ha insistito troppo su questo punto e ha sbagliato
    1) perchè è inutile. L’italiano medio se ha una figlia ritardata diciottenne che si fa scopare dal premier settantenne se ne fotte, anzi lo invita pure a cena. Oltretutto grazie al Lodo Alfano ora Papi Silvio potrebbe in teoria caricare una zoccola minorenne e ucciderla a badilate senza scontare processi
    2) effettivamente tutti questi articoli degli ultimi mesi sono una vera intrusione nella vita privata del premier. Certo, essendo un personagio pubblico dovrebbe stare zitto e abbozzare, ma ci sono porcate ben più gravi che ha fatto e gli italiani già se lo dimenticano, dato che i giornali stanno sempre a parlare di del suo uccello (che fra l’altro è anche squallido!) invece di ricordarci gli svariati processi sulla sua testa.

    Secondo me non è tanto sbagliato se Silvio è un porco. Se si limitasse SOLO a divertirsi a letto con donne sedotte dagli zeri del suo conto in banca ben venga. In fondo sarebbero molto più condannabili le donne che stanno con lui, che lo fanno perchè sono delle zoccole o perchè hanno gravi problemi mentali e cognitivi. La cosa grave è che Berlusconi a volte non si limita a pagare queste troie con soldi (spero) suoi, ma promette anche a loro una carriera in politica. E questo è nepotismo (che in ogni caso è un altro schifo socialmente accettato in questo paese di merda).
    L’altro punto grave, sul quale dovrebbero insistere quelli dell’Opposizione (pia illusuione)è che Berlusconi compie una profonda ingiustizia: lui può andare a zoccole, mentre gli italiani, grazie alla Carfagna, no.

  • Comunque la foto di Darth Fener è una ficata

  • secondo me se la d’addario fosse un travone piuttosto che dare contro al pedopremier inizierà una campagna mediatica pro-travoni.

    a me sinceramente non impora molto se a berlusconi tira o meno su l’uccello; il problema sono altre cose.

    ad esempio, varano leggi sulle droghe, poi però pippano coca dal culo di qualche troia, dopo avere anche fatto leggi sulla prostituzione; fintanto che la legge è un pro-forma non importa, nel senso che se la normativa sulle puttane è solo una sorta di “ehi anche noi facciamo ste leggi” che poi non viene applicata mi sta anche bene.

    il problema è quando ci sono le esenzioni, che i parlamentari non solo non possono essere processati, ma possono anche pipparsi tutta la coca del mondo; questo mi sta meno bene.

    ci sarebbero anche da aggiungere cose sul culattone dell’avvenire, a proposito di tutto quello che han sempre scritto sui froci più o meno da quando esiste il giornale: il metodo berlusconi fa male alle persone, perché poi vedi il riflesso anche nelle piccole cose. vedi ragazzine bigotte che fanno il giro di pompini in discoteca; vedi mezzi nazi che si fanno le seghe sugli uomini muscolosi. queste persone poi diventano pro-life che uccidono neonati, e ragazzini che stuprano le mezze bigotte da discoteca.

    “i politici rubano e sono mafiosi” è diventato una sorta di luogo comune qualunquista, ma se ci sommi hookers&blow capisci che chiunque si sente il diritto di fare il cazzo che vuole, e si diventa tipo la romania.


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