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Scritto il 30 giugno 2009 in Lols
Hai un’immaginetta di Padre Pio ? Sei andato a S. Giovanni Rotondo ad onorarne le spoglie ? Se hai risposto sì alla prima sei un pirla. Se hai risposto sì anche alla seconda sei un necrofilo.
Se sei uno dei necrofili che provano un’intensa felicità nel vedere cadaveri addobbati ( necrocosplay ! ) forse non ti sarai lasciato sfuggire la gran notiziona sulla cripta in oro nuova fiammante fatta apposta per uno dei ciarlatani più popolari del novecento.
Sono curioso di sapere da dove vengono tutti i soldi.
Nel frattempo, a proposito di soldi, The Pirate Bay è stata venduta. Per 5.5 milioni di euro.
Tags: HAHA, pseudosette -
Scritto il 25 giugno 2009 in Riflessioni
Richard Feynman era un fisico molto famoso, una specie di idolo per molti. Non perché abbia preso il Nobel e altre onoreficenze; dopotutto non è facile capire l’importanza delle scoperte di Feynman senza un minimo di background ( anche se lui stesso sosteneva il contrario1 ).
Feynman era una specie di “modello da seguire” perché era uno cui piaceva divertirsi, contrariamente a Paola Binetti.Un’altra differenza fra Feynman e la Binetti, oltre a svariati milioni di neuroni, è che Feynman, probabilmente cavalcando la moda dell’epoca, era noto fra i fisici fricchettoni come un occasionale consumatore di svariate droghe, mentre la Binetti è nota per dormire su una tavola di legno e stringersi un coso di filo spinato attorno ad una gamba.
Fortunatamente c’è una sorta di giustizia storica per la quale la Binetti sparirà dai libri, mentre i diagrammi di Feynman, la formula di Feynman-Kac e le Feynman’s lecutres on Physics rimarranno per un po’.
Chi oserebbe mai paragonare un noto fisico ad uno pseudoscienziato dell’Opus Dei ? Nessuno, però mi sembrava una bella introduzione per questo interessantissimo articolo comparso sul Repubblichino.
Incredibile ma vero. Per molti anni l’uomo ha provato a spegnere il fuoco con la benzina: ora, dopo un secolo di tentativi ci siamo resi conto che la repressione dei consumatori di stupefacenti non sta portando troppo lontano.
Chi l’avrebbe mai detto ?
Avevo già commentato un paio di vicende a riguardo in News dalle Facce della Droga e Le Nuove Facce della Droga, ma questa volta siamo davanti al Gargantua del proibizionismo che dopo essere tornato ancora una volta a casa a picchiare moglie e figli si rende conto di avere un problema. Cito
Un secolo di repressione non è bastato: a cent’anni dalle prime misure contro l’uso di stupefacenti è arrivato il momento di ragionare sulle possibili alternative. Lo chiede in modo aperto l’Ufficio dell’Onu su droga e crimine, ponendo l’accento, per la prima volta da quando è stato fondato, sulla necessità di modificare l’approccio al problema. Serve “meno impegno della polizia con gli utenti, più sforzo con i trafficanti”, si legge nella prefazione firmata dal direttore Antonio Maria Costa. [...] Secondo Costa, la soluzione è elementare: “Più controllo sul crimine, ma senza diminuire i controlli sulla droga”
Non ho letto la relazione, ma sono sicuro non manchi di umorismo. Soprattutto nel passaggio da “pensiamo alle alternative alla repressione dei consumatori” a “non dobbiamo diminuire i controlli sulla droga”.
È chiaro che chiunque sostiene un’idea stupida, vedendola ridotta in macerie cerca di salvare il salvabile, però è una dichiarazione che lascia trasparire il fatto che qualsiasi tipo di consumatore sia una specie di cittadino di serie B, da Richard Feynman che è campato piuttosto a lungo a Shannon Hoon che è morto di overdose a 28 anni.
Tutto ciò ci riporta all’inizio del discorso, perché questo atteggiamento non è molto diverso dal dire “ehi tu, se vai in chiesa finirai per dormire volontariamente sul filo spinato !”; è vero che pensare che ci siano persone cui piace dormire sul filo spinato è incredibilmente divertente. È anche vero che le campagne di terrorismo psicologico sulla droga si sono spinte ben oltre il limite della balla colossale ( come l’unicamente americano accostamento di marijuana e Al Qaeda ), dando un bell’input ad alcuni “scettici delle pubblicità progresso” per iniziare col crack.
Ulteriormente:
L’Unodc pone un “doppio NO”: no alle droghe, no al crimine. “Il crimine organizzato”, scrive il direttore, “non scomparirà con la legalizzazione della droga”: per tenere in vita le mafie bastano altri traffici.
È vero, bastano altri traffici. È un po’ come dire che se stai in una casa col frigo vuoto puoi sempre mangiarti i tuoi coinquilini, o magari puoi sperare che in un paio di giorni l’evoluzione ti abbia trasformato in un ruminante capace di divorare i mobili.
Tutto sommato verso la fine il pezzo migliora, soprattutto in riferimento al noto provvedimento del nazicristiano Giovanardi e il suo approccio altrettanto cristiano nei confronti della vita altrui; fortunatamente anche in questo caso si segue la consuetudine italiana riguardo all’enforcement delle leggi: dopotutto, se se ne fregano le istituzioni …
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Tags: analrchia, drogaina, eteri ed esteri, HAHA, le facce della droga -
Mentre in Iran ci sono seri problemi a uscire di casa e in Italia il pedopresidente ha difficoltà con la comunione, altrove ci sono un paio di news interessanti.
La prima arriva da Nature, ed è una tesi che sulle prime mi sembrava un po’ far-fetched; l’articolo originale è comparso tre giorni fa sul Washington Post, e riguarda una ricerca su come una sorta di analisi statistica analoga a quella che si compie sui messaggi cifrati, svolta su “una serie di numeri apparentemente casuali”, può evidenziare dei pattern che contraddistinguono numeri truccati.

"Preoccupati per la libertà di stampa in Iran" ... ?
Il caso in questione è la recente tornata elettorale in Iran, in cui nelle cifre meno significative ( le ultime due, su cinque o sei ) ci sono svariate ripetizioni, mentre in teoria le varie cifre dovrebbero essere equiprobabili: per intenderci, se un candidato si aggira “sui 1250 voti” la probabilità che ne prenda 1253, 1247, 1249 o 1261 è pressoché la stessa. È chiaro che se a truccare i dati non è un generatore sufficientemente efficiente di numeri casuali, ma una persona o anche un gruppo di persone, analisi di questo tipo possono fornire risultati interessanti.
Una ricerca a riguardo, con un po’ di grafici, è questa qui; è leggermente diversa dall’articolo del Washington Post, perché invece che analizzare le ultime cifre significative analizza le prime, mostrando delle interpolazioni sulla curva della legge di Benford, che dice che “in molte analisi di dati” le occorrenze delle prime cifre significative non sono equiprobabili. Per intenderci, la prima cifra significativa è un terzo delle volte “1″, oppure, meno frequentemente, “2″, e così via.
La conclusione è uno scostamento “quasi certo” ( significatività < 0.007 ) dall’ipotesi di dati non truccati. Ovviamente tutto ciò non fa capire a sufficienza quanto effettivamente l’esito sia stato manipolato, e se il governo iraniano – come ha in parte ammesso – abbia truccato i dati in modo determinante, anche se a parte le solite dichiarazioni tragicomiche dei vari capi di Stato che era da un po’ che non ventilavano il palato, quello che si sta vedendo in questi giorni per le strade di Teheran non è di certo un segnale felice.
La seconda novità riguarda l’eolico, e “cosa fare per rivedere in modo cosciente il piano energetico di una nazione”, che per l’articolo sono gli USA, ma si può fare un discorso analogo per la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e la Scandinavia.
È vero che l’energia eolica è indubbiamente la più scomoda fra le rinnovabili. Non sempre presente, le pale non sempre funzionano a dovere, sono pesanti e occupano un sacco di spazio. È anche vero che non è da tutti i giorni fare una pianificazione decente che evidenzi “dove conviene piazzare i generatori” e “quanti ce ne vorrebbero – in modo ottimale – per dare un risultato soddisfacente”.
Il risultato è una sovrastima oltre il verosimile; “ricoprendo il ricopribile si produce venti volte l’energia che si consuma”, dove “il ricopribile” è praticamente tutto tranne le aree densamente popolate, quelle ghiacciate, e quelle eccessivamente irregolari. Tornando nel mondo reale non è niente di nuovo scoprire che un investimento significativo sull’eolico può portare vantaggi, ma nessuno sembra averci pensato abbastanza fino ad ora.
AND NOW FOR SOMETHING COMPLETELY DIFFERENT
Hai comprato dall’estero un iPhone 3G ( magari bloccato ) e lo vuoi aggiornare al firmware 3.0 ? Nessun problema !
- Scarica PwnageTool dal sito della iPhone Dev Team
- Prepara l’opportuno firmware crackato in modalità “esperto”, per assicurarti che siano attivati “attiva il telefono” e “aggiorna la baseband” ( e magari liberati del logo con l’ananas che fa schifo )
- Quando ti chiede se hai già PWNATO l’iPhone digli di no; segui le istruzioncine
- Fai un backup da iTunes in modo da salvare contatti, sms, etc.
- Aggiorna, ma assicurati di avere una wifi a tiro
- Scarica ultrasn0w tramite Cydia
- Riavvia !1
A me dava continuamente il diabolico errore 1600 mentre cercavo di aggiornare il firmwaree ( quinto passo ); per liberarvene installate il firmware 3.0 ufficiale ( non funzionerà, ovviamente ) e poi prova a ricreare quello crackato.
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Scritto il 17 giugno 2009 in Low tech
Una cosa che si fatica sempre a capire è come mai dietro ai supporti ottici ( CD, DVD … ) ci sia una sorta di atteggiamento protettivo nei confronti di quello che ci si deve mettere dentro.

Suona familiare ?
Quando c’erano i floppy era fin troppo facile farne copie, faceva quasi sentire in colpa; coi CD è diventato un po’ più complicato perché la lettura era energeticamente molto meno dispendiosa della scrittura e i masterizzatori commerciali hanno raggiunto un prezzo abbordabile scandalosamente in ritardo.
Nonostante ciò la lettura non aveva grossi problemi e le copie si potevano comunque fare localmente, fra software e videogames, tanto che i .rar magici circolavano su internet senza problemi; per i CD audio si è dovuto aspettare un paio d’anni, e il boom delle reti di filesharing.
Nel frattempo sono arrivati i DVD, e con loro la massiccia inculata del CSS e dei codici regione e l’oscura regola “il cliente avrebbe sempre ragione, se la smettesse di lamentarsi”. Fortunatamente aggirare il sistema di protezione che associano i dischi al “posto in cui vivi” ( sembra quasi una barzelletta ) fu un giochino da 16enni, e chiunque usava Linux nel periodo del boom del DeCSS ne era al corrente.
Copiare DVD rimane un po’ una seccatura perché per qualche strano motivo i dischi vergini più grandi di 5GB non sono mai stati diffusi, ma anche qui, nessun grosso problema, come sanno più o meno tutti.
Nel frattempo la discomafia ha iniziato ad armarsi, dal fronte legale e tecnico, e con l’introduzione di HD-DVD e Blu Ray arriva l’annuncio che “i sovversivi verranno fermati per sempre”.
Le ultime parole famose: non solo il sistema di cifratura degli HD-DVD era andato a farsi fottere, ma la discomafia ha perso una dopo l’altra tutte le ingiunzioni tentate ( o intentate ) nei confronti di chi diffondeva le chiavi, come se al resto del mondo fregasse qualcosa del DMCA1.
Ora arriva l’ennesima stronzata; non contenti di aver perso braccia e gambe, i giullari della discomafia decidono che la copia personale è una “concessione” per l’utente, e per verificare la legittimità della copia ritentano ancora il giochino precedente, coscienti della sua più totale impenetrabilità.
La cosa divertente è che l’autenticazione della copia è fatta analogamente all’autenticazione di certi software: un virus ( di quelli buoni eh, non di quelli cattivi ) contatta il server della lobby di turno e, fondamentalmente, gli chiede il permesso, che non è detto sia gratuito.
Le domande extra a questo punto sono le solite:
- Quanto tempo prevedono che duri tutto ciò, prima dell’uscita di un crack ?
- A quale “diritto” si dovrebbero appellare i produttori per impedire su scala mondiale che qualcuno sfrutti il prodotto acquistato a suo piacimento ?
Dopotutto è un po’ come proibire di tagliare le carote ad uno che acquista un set di coltelli.
Forse un giorno anche loro impareranno che the harder you try, the harder you fail.
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Scritto il 12 giugno 2009 in Banane, Riflessioni
Come era da prevedere, e come ripeto incessantemente da sempre e ovunque, l’ennesima volta che un gruppo di scimmie dattilografe legiferano su qualcosa legato al traffico di informazione, il disastro risultante è di proporzioni titaniche.

Punti di vista
La violazione della privacy di chicchessia assume nomi diversi a seconda delle circostanze; stalking, origliare, intercettare, sniffare, infiltrarsi.
Se pensate che una delle parole sia legata ad una cosa cui siete dediti ( chi più chi meno ) siete pesantemente fuori strada.
Detto ciò, ci sono varie entità interessate a violare la privacy di altre persone, per scopi diversi. I maniaci sessuali, per preparare l’attacco; i ladri, per studiare le vittime; la digos, per abitudine ( e per studiare le vittime ); la magistratura, per altri motivi.
Detto ciò ( di nuovo ), sembrerebbe che ci sia un grosso interesse da parte di chiunque per tutelare come possibile la propria privacy; uno può tenere alla sua proprietà, alla sua fedina penale, alla corretta pianificazione di un attentato, o semplicemente al proprio corpo. Sfortunatamente non mi occupo di casseforti o di armi semi-automatiche portatili, però posso dire qualcosa riguardo alla privacy legata all’informazione, sia essa digitale o analogica ( telefoni, etc. ).
Ultimamente è passato il tanto annunciato quanto discusso emendamento alla legge in materia di usi e consumi delle intercettazioni telefoniche; il governo l’ha ovviamente promosso come “tutela della privacy”, ma siccome siamo convinti che ce ne sono tanti tipi e altrettanti interessi coinvolti, forse è bene chiarire quale riservatezza in particolare sia stata violata in passato dalla mancanza di questa legge; trascuriamo totalmente lo sproloquio di cifre su costi e “cittadini intercettati”, perché sarebbe una totale mancanza di rispetto persino per la più nobile delle demenze.
C0ntrariamente agli Stati Uniti la legge italiana sulla privacy è sufficientemente generosa; negli USA è persino proibita la “strong cryptography“, nel senso che è proibito cifrare dati al un punto che il governo – se volesse – non potrebbe decifrarli senza una chiave; il significato è “puoi cifrare i tuoi dati, ma in tutti e soli quei modi che il governo è capace di crackare”.
In Italia è legale il traffico di informazioni cifrate su qualsiasi livello, tanto che qualsiasi gruppo di persone che abbia fatto bene i conti può far circolare informazioni sulla pianificazione di un attentato alla luce del sole e scampare qualsiasi perquisizione, perché non avendo dati in chiaro su cui basarsi diventa impossibile avere anche il minimo indizio di reato per poter ottenere un mandato.
In questo senso una difesa per la propria privacy su vari fronti ( email, instant messaging, etc. ) c’è già, e chi lo sa la sfrutta; il punto su cui fa leva la normativa sulle intercettazioni telefoniche è che di solito le persone sentono di “non avere nulla da nascondere” e l’ingenuità popolare illude il boss mafioso di comunicare nella più totale riservatezza con un telefono, purché non ci siano altre persone nella stessa stanza.
In altri termini, la stessa ingenuità popolare è quella che illude il tuo vicino di casa che mette una chiave WEP nella sua wireless così come illude il tizio che scarica i porno davanti a te pensando che un monitor scuro e un’attenta visuale periferica della stanza in cui vi trovate sia sufficiente a garantirgli una qualsiasi riservatezza.
In sintesi, un qualsiasi stralcio di legge sulle intercettazioni1 è una sorta di legge ad idiotam, nel senso che si premia l’arroganza e la presunzione di chi continuerà a fare cazzate senza alcun problema di “riservatezza” e non ha né l’intelligenza e né le palle di informarsi su come tutelare da sé la propria privacy, e come chiunque ha già notato, agevola in un qualche modo la criminalità.
Ovviamente agevola solo quelli stupidi, che sono statisticamente quelli che hanno più agganci in Parlamento, ma ci dobbiamo pur accontentare …
_______________- Tralascio in tutto il discorso la parte ridicola che riguarda la pubblicazione delle intercettazioni, perché per fortuna ne hanno già parlato abbondantemente
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Scritto il 3 giugno 2009 in Lols
Ho raccolto in un PDF tutti gli articoli che ho scritto per Kronstadt, il giornale con cui ho collaborato ( e che ho diretto ) e che mi ha insegnato fondamentalmente che per politica e giornalismo vige una sorta di invarianza di scala sul fronte etico e – spesso – qualitativo.
Qualche tempo fa ho accennato ad un paio di cose inerenti al fatto che mentre in Italia le aule del parlamento sono impegnate a corrompere la giuria popolare dei processi a super elastic bubble plastic e ad emanare proclami e invettive contro più o meno qualsiasi giornale ( divertente è il caso del Times di Murdoch preso come unico esempio di “critica estera”, ignorando deliberatamente molte altre firme, dal Financial Times a Le Figaro ), nonché ad effettuare varie decretazioni d’urgenza per pagare un insegnante di sostegno per Gasparri, beh, altrove si pensa anche ad altro.
Probabilmente però parlare degli impegni degli USA riguardo al clima non è abbastanza divertente, e poi ne parla già Nature.
È molto più divertente stare davanti alla TV a vedere la rassegna di animali da circo candidati alle elezioni europee, e i singoli programmi. So che è la moda dell’ultimo momento, soprattutto riguardo le condanne e i lati etici, ma fortunatamente la grande mucca delle cazzate ha sempre voglia di farsi mungere.
Deve saperlo bene il gruppo di scimmie che avevo a due passi al bar dell’Università che dopo aver recitato un’elegante rassegna dei luoghi comuni 2009 ( “affare Opel”, “poliziotti panzoni”, “operai in rivolta” ) son passati a discutere su come trovare lavoro in Parlamento Europeo leccando il culo al candidato di turno ( nella fattispecie questo qui ) – dopotutto con una laurea in Scienze Politiche dovrai pure sforzarti di dare un senso alla tua vita.
Tempo fa mi sembrava strano che i nomi grossi del Parlamento Europeo fossero persone che non avessero troppo a che vedere con la vita del partito di rappresentanza.
Ora fortunatamente si sono un po’ tutti resi conto degli errori, e nello spirito della semplificazione si sono tutti messi d’accordo col fatto che le elezioni europee servono ad una cosa sola: misurarsi l’uccello.
Pochissimi dei dibattiti politici parlano di cose che abbiano effettivamente a che vedere con l’Europa; certo, vedendo i dati di presenze nell’europarlamento degli eletti italiani sarebbe difficile intuire il contrario, visto che per dire cose di senso compiuto bisogna avere una minima idea di quello di cui si parla, anche se sinceramente ho vari dubbi sul fatto che fra le zoccole del PDL e i fetidi ex-DC del PD ci sia qualcuno che sappia quali stati al momento costituiscono l’UE e l’Eurozona.
Il premio Attention Eurowhore lo vincono i Radicali, per la loro più totale incapacità di reggere un dibattito politico senza farmi sanguinare gli occhi. Se effettivamente sparare sui leghisti è come bombardare il Mozambico, sentire uno scassapalle con la stella di David che ripete incessantemente le parole “diritti civili” è altrettanto irritante, e soprattutto la scelta di Pannella in versione “eroinomane dalla faccia scavata” come uomo immagine non è decisamente la migliore possibile. Menzione speciale va ovviamente a Cota e ad un altro dei roditori leghisti di cui mi sfugge il nome che hanno dimostrato di essere ferrati in attualità solo quando interpellati sull’ingresso della Turchia in Europa.Molte perle arrivano da uno dei nomi di punta dell’UDC ( da un altro Casini, dev’essere un cognome maledetto ) che è un po’ confuso sull’Unione Europea e la vita negli altri Paesi, tanto che non contento del calcio in culo ricevuto da Buttiglione a suo tempo, il nuovo Casini ha deciso che l’Europa deve dare enfasi alle sue radici cristiane. Non si capisce bene quali radici cristiane, ma probabilmente va bene così.
Un altro buffo animale da circo è Daniela Melchiorre, capoccia dei Liberal Democratici; la sua confusione nasce probabilmente dall’assiduità con cui cambia schieramento ( grosso modo due o tre volte nel solo 2008 ), o probabilmente dal goffo e pesante spirito di Dini che aleggia sulla sua testa. Non si capisce bene da che parte stia, perché essendo un ex-magistrato ha le idee chiare solo in argomenti che riguardino la giustizia, e sul gruppo parlamentare d’appartenenza. Per il resto, dopo aver piagnucolato su quanto fosse concreta lei che non andava mai in TV, gran confusione sul welfare e sull’immigrazione ( “siano seri i respingimenti”; ora in effetti sono troppo spassosi ).
Il premio Eurocostume lo vince invece Marco Ferrando, il leader del PCdL, che è un partitino di opposizione all’opposizione all’opposizione. Non si sa bene a causa di quale scisma interno a Rifondazione siano nati, ma a quanto pare staccarsi da Rifondazione è incredibilmente divertente, tanto che in questo istante si contano almeno 4 o 5 partitini figli. I discorsi di Ferrando non fanno una piega; se in più fossimo nel 1840 sarebbero anche condivisibili.Per questo motivo non c’è destinatario migliore di Ferrando per il premio Eurocostume, fra attacchi alla classe operaia e sistema neoliberalmassoncapitalsionista che non fa altro che rompere il cazzo a chi ha come massima aspirazione fare il metalmeccanico.
Purtroppo sono a corto di premi e di persone cui consegnarli, ma qualora me ne venissero in mente sarei più che lieto di estendere la mia hall of shame.
Purtroppo non penso che i partiti maggiori troveranno spazio, principalmente perché non hanno assolutamente niente di interessante, e poi comunque la mezione speciale Eurobonaiuti per la reazione più idiota alle critiche lo vincono illustri rappresentanti del PD lombardo, talmente onesti che non hanno nessuna voglia di vincere le elezioni in nessuna circoscrizione. Per avere ulteriori conferme è sufficiente dare un’occhiata alle liste e morire di noia.
Modifica dell’ultim’ora: il premio Eurominchiate di giugno va a Paolo Ferrero per questa strabiliante dichiarazione:
I dati Eurostat dimostrano che il Pil italiano va peggio di quello della media della zona euro e la colpa è delle politiche liberiste di Berlusconi.
Non so se qualcuno abbia pensato di chiedergli quali. In effetti fa quasi pena, sono già in ansia per le dichiarazioni post-elettorali che parleranno di complotti e inciuci PD-PDL per tenere la “sinistra” fuori dal Parlamento Europeo.Tutto ciò ovviamente noncuranti del fatto che se in Francia e Germania la sinistra ( e non PS e SPD ) è una delle forze politiche del paese ci sarà un motivo; dopotutto la presenza di Rifondazione ( e figli ) in Italia è uno dei motivi per cui sparare sulla Croce Rossa non è poi così male.
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Scritto il 2 giugno 2009 in Lols
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