seppuku il lato oscuro del lato oscuro del TG4
  • DRM o BDSM ?

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    Scritto il 14 gennaio 2009 in Low tech, Riflessioni

    Qualche tempo fa c’è stato il solito Macworld, l’imperdibile evento del mese, talmente imperdibile che chi non l’ha seguito dovrà aiutarmi a finire questa frase.

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    La scritta celebrativa sul sito di Apple riguarda su una cosa che non ha avuto un gran dibattito, perché ovviamente l’uscita dei nuovi MacBook Pro 17″ è un evento molto più importante.

    In breve, la scritta dice che Apple è ben lieta di aver abbandonato l’oscuro sistema di cifratura1 di una buona fetta di brani musicali dell’iTunes Store, quello che impediva appunto ai suddetti brani di essere letti da cose che non fossero iTunes e iPod; il messaggio è “contrariamente agli altri figli di puttana illiberali fascisti che usano ancora lucchetti che privano voi proletari dei vostri diritti, noi siamo dalla vostra parte”.

    EFF.org ha ovviamente avuto qualcosa da dire a riguardo, perché il gioco del “siamo dalla vostra parte” non è poi così coerente come può sembrare alle scimmie dattilografe dei forum dei fanboys Apple. Ad esempio, la prima domanda possibile poteva essere “perché non vi siete accorti subito del ‘fallimento anticipato’ di una scelta simile ?”, dopotutto tutte le compagnie che hanno adottato sistemi simili ne sono rimaste inesorabilmente fottute ( ad esempio Sony, che piange ancora ), quindi non ci voleva molto ad accorgersene.

    Le altre polemiche di EFF.org sono varie e ben calibrate, tipo

    Ovviamente, come è un classico per quanto riguarda proprietà intellettuale e DRM, non è dato di sapere all’utente finale cosa effettivamente possa fare con le cose che scarica o che compra, mentre i divieti sono ben chiari, ma spesso illeciti. L’esempio topico riguarda il reverse engineering dei vari marchingegni che tutte queste corp usano per rompere le palle all’utente finale ( iPhone bloccato, chip per autenticare i monitor più belli degli altri, etc. ).

    A riguardo, la legislazione statunitense è piuttosto chiara, mentre quella UE non lo è affatto; ci hanno provato, non ci sono riusciti, però cercano continuamente di far credere con fini operazioni di terrorismo mediatico che sbloccare l’iPhone o decriptare un brano di iTunes sia illegale e stalinista in qualsiasi posto.

    Dal canto suo Apple ha un’ottima strategia di non-interventismo nei confronti di chi disobbedisce, perché a differenza di idioti come Sony e Universal, Apple sa bene che una causa persa in materia di DRM è un terribile vaso di Pandora, e per un’azienda che vende perfettamente grazie all’immagine sporcarsi in questo modo potrebbe essere un triste e sanguinoso seppuku2.

    La lotta contro il DRM non è finita, ma dopotutto se è un modo efficiente per far fallire chi ci investe, beh, perché no ?

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    1. non tanto oscuro, il crack è stato annunciato in concomitanza con la sua pubblicizzazione
    2. lo sapevo che sarei riuscito ad infilarla da qualche parte
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